Nikon D200

di Michele Buonanni

Il nome Nikon è uno di quelli magici che da tantissimi anni significa fotografia di elevata qualità; un nome che ha mantenuto tutta la sua autorevolezza anche nel passaggio alla fotografia digitale ove i prodotti della casa giapponese sono molto apprezzati ed il marchio rappresenta una delle due "teste di serie" insieme alla concorrente di sempre ovvero la Canon. E' evidente che ogni nuova Nikon, specie se si tratta di una reflex importante come la D200, suscita grande curiosità tra gli addetti ai lavori e nel pubblico degli utenti del marchio ma anche in quelli della concorrenza che comunque guardano ai prodotti della casa sempre con grande interesse.

Una fotocamera, questa Nikon D200, molto attesa. Tanto che molti fotoamatori e professionisti, hanno preferito, lo scorso anno, rimandare l'acquisto di una reflex digitale Nikon della gamma attuale anche senza conoscere quando ed a che prezzo sarebbe arrivata la nuova media della casa giapponese.
Che la D200 sarebbe prima o poi arrivata, lo sapevano tutti: la Nikon D100, apparecchio dal quale deriva la nuova reflex, era in catalogo ormai da diversi anni, quattro per la precisione visto che fu presentata al PMA del febbraio 2002, e nonostante la buona dotazione non riusciva a tenere il passo che le più recenti concorrenti, aggiornate dal punto di vista elettronico. Della Nikon D100 si apprezza ancora la robustezza del corpo macchina e la razionalità dei comandi uniti all'ottimo mirino che ne fa il secondo corpo macchina ideale per il professionista ed il primo per il fotoamatore esperto che non si accontenta delle reflex economiche.
Nel creare l'apparecchio che doveva raccogliere quanto di buono ha la D100 e proiettarlo nel futuro con nuove funzionalità e prestazioni, i progettisti hanno tenuto conto di tutti i parametri di funzionamento, dalla risoluzione del sensore fino alla velocità di scatto, dalla gestione dell'energia dell'accumulatore fino al sistema autofocus multisensore. Ne è nata una reflex più vicina, quanto a prezzo di vendita alla economica Nikon D70s ma più vicina in quanto a caratteristiche, alla professionale D2x.

Il nuovo apparecchio digitale Nikon ha caratteristiche che di fatto erano quelle delle costose reflex professionali di un paio di anni fa ovvero sensore da dieci megapixel, corpo interamente in lega leggera, scatto alla velocità di cinque fotogrammi al secondo ed una dotazione di funzioni minori decisamente ricca ed in grado di soddisfare il fotografo più esigente. Il tutto ad una cifra, solo corpo che è inferiore ai 2000 euro ovvero meno della metà della sorella maggiore D2x che costa ben cinquemila euro.
Quale è l'utenza tipica di questo prodotto? Come abbiamo già detto si tratta della fotocamera ideale per il professionista che non ha bisogno dei servigi delle sorelle maggiori D2x (grande qualità e prestazioni) e D2H (grande velocità operativa) oppure desidera un secondo corpo da affiancare a queste ultime; è poi l'apparecchio di sostituzione per tutti quelli che hanno iniziato con la Nikon D100 e desiderano un salto qualitativo consistente rimanendo nella stessa classe di prezzo oppure per quelli che, ancora legati al mondo della pellicola 35mm, ritengono che sia finalmente giunto il momento, dal punto di vista qualitativo, per passare alla fotografia digitale e lo vogliono fare, ovviamente, con un apparecchio degno.
Corpo e comandi. Dal punto di vista estetico e costruttivo la nuova Nikon D200 supera la precedente D100. Il design è stato opportunamente affinato e l'apparecchio pur non cambiando sostanzialmente aspetto ha qualche dettaglio diverso che lo rende più moderno. Costruttivamente si tratta invece di un passo avanti rispetto alla D100 che aveva la copertura esterna in plastica mentre il nuovo apparecchio sfoggia, dentro e fuori, un "tutto metallo" di grande qualità visto che si tratta di una lega leggera rifinita in modo impeccabile con la vernice nera opaca con finitura a buccia; gli unici particolari in plastica sono la copertura del flash nella parte superiore del pentaprisma, il coperchio del vano scheda, quello del vano batterie e la flangia attorno al bocchettone innesto ottiche i quali, evidentemente, potevano essere realizzati solo in questo modo. Completano la finitura i soliti inserti in gomma con funzione antiscivolo, abbondantemente distribuiti nella parte centrale della D200, in particolare sull'impugnatura a destra dell'apparecchio ove spicca anche l'inserto rosso, sempre in gomma, tipico delle reflex della casa giapponese.
Peso e dimensioni sono decisamente consistenti : oltre 880 grammi il primo mentre l'ingombro è maggiore di quello delle sorelle D70s e D50 ma inferiore a quello della D100. Come ogni Nikon anche questa D200 ha forme nate per alloggiare al meglio nelle mani di un fotografo. Specie la parte destra è realizzata in modo impeccabile e consente una presa sicura in ogni situazione.
La distribuzione dei comandi è tipica dei prodotti Nikon tanto che un utente delle reflex digitali di questo marchio, dopo pochi attimi, troverà subito "a memoria" i comandi anche in questa D200. Inoltre scritte e simboli aiutano ulteriormente l'utente a districarsi tra le mille possibilità di questa fotocamera.

Nella parte superiore a destra del pentaprisma troviamo un grosso display monocromatico che occupa l'intera zona. In esso sono visibili tutte le impostazioni di lavoro della fotocamera al momento dello scatto e dati fissi quali lo stato di carica della batteria ed il numero di fotogrammi residui prima di esaurire la scheda; il display è dotato anche di illuminazione di colore verde, non particolarmente potente, attivabile mediante una posizione specifica dell'interruttore generale che è collocato subito avanti, insieme al pulsanti di scatto ed a due pulsantini. Questi, collocati appunto tra interruttore generale di accensione che contiene anche il pulsante di scatto e display, servono ad impostare il modo di lavoro dell'esposizione scegliendo tra i quattro P, M, A ed S che equivalgono all'esposizione automatica programmata, a quella manuale ed all'esposizione automatica a priorità dei diaframmi o dei tempi.
Dal lato opposto del pentaprisma c'è invece la solita torretta, già presente nella D2x ed in altre reflex Nikon, con tre pulsanti che servono ad impostare tre funzioni considerate primarie, la Qualità dell'immagine ovvero la selezione tra modalità Raw che nel caso di Nikon, si chiama NEF, Jpeg oppure una combinazione articolata delle due che consente di abbinare al NEF un Jpeg in modalità Basic, Normal oppure Fine. In tal modo il fotografo ha la possibilità di avere subito una immagine Jpeg, utilizzabile immediatamente ed una NEF da conservare come negativo digitale della massima qualità o da elaborare successivamente tramite computer. Il secondo comando è quello relativo alla sensibilità Iso che può essere impostata in un arco di valori da 100 a 1600 con un ulteriore impostazione di 3200, ottenibile con la funzione Boost impostata ed utilizzabile, causa una perdita di qualità, solo quando è proprio necessario.
Terzo ed ultimo pulsante in zona è quello dell'impostazione del bilanciamento del bianco; in questo caso la funzione offre numerose possibilità operative che vanno dalla semplice impostazione automatica a quella prefissata per un certo tipo di luce a quella misurata all'istante sulla scheda da fotografare fino a quella tarata in gradi Kelvin. Ogni impostazione, anche quella automatica può essere opportunamente corretta verso le tonalità fredde o quelle calde fino ad ottenere realmente un risultato su misura senza contare che l'apparecchio dispone anche del Bracketing del bilanciamento del bianco tramite il quale si ottiene una terna di foto con tre tonalità differenti.
Sotto la torretta c'è, infine il selettore della cadenza di ripresa regolabile sulle posizioni S (scatto singolo), CL (continuo a bassa velocità) e CH (continuo ad alta velocità) oltre che autoscatto ed Mup, quest'ultima che serve a sollevare lo specchio manualmente prima dello scatto per ridurre al minimo la possibilità di vibrazioni che disturbino la qualità dell'immagine ma con l'obbligo, ovvio, di utilizzare un treppiede per fissare l'inquadratura.
Nella parte posteriore sono concentrati gran parte dei comandi della fotocamera. Nella fascia in alto, a sinistra del pentaprisma, troviamo il comando che attiva l'Autobracketing e quello che serve, invece, a cancellare le foto indesiderate dalla memoria della scheda. Premendo quest'ultimo insieme al pulsante per la scelta del modo di esposizione, citato sopra e collocato tra quello di scatto ed il display, si otterrà la formattazione della scheda di memoria senza dover accedere alla specifica funzione tramite il menu di gestione.
Dalla parte opposta del pentaprisma abbiamo il selettore del modo della lettura esposimetrica che al centro ha il comando per il blocco dell'esposizione/messa a fuoco. Le posizioni del selettore del modo di lettura sono tre ovvero la lettura Color Matrix II multizona, quella semispot e quella spot. Nella lettura semispot è anche possibile scegliere il diametro di misurazione della zona centrale rispetto a quella che la circonda e quindi la proporzione tra le due oppure lasciare che la lettura avvenga in modo uguale su tutta la superficie della scena inquadrata.
Poco più a destra c'è un pulsante, proprio a portata di pollice, che serve ad attivare la messa a fuoco senza dover premere a metà corsa il pulsante di scatto, una funzione utile per anticipare la messa a fuoco e fare in modo che, al momento dello scatto, l'apparecchio risponda più velocemente. All'estrema destra troviamo infine la ghiera di selezione delle varie funzioni collocata proprio a portata di pollice.
Il dorso vero e proprio è ricco di comandi ma quello che spicca su tutto è il bel display a colori con diagonale da 2,5 pollici, composto da 230.000 pixel, che mostra immagini nitide e menu con una grafica chiara e visibile ad occhio nudo anche da chi porta occhiali da vista. Sul lato sinistro del mirino vi è una fila di cinque pulsanti che servono rispettivamente ad attivare la funzione di visualizzazione delle immagini registrate, l'attivazione dei menu funzione, la visione della singola foto o di gruppi di foto in miniatura, il blocco anti cancellazione per le immagini contenute nella scheda ed infine il comando di conferma delle funzioni presenti nei menu. Quest'ultimo serve anche per ingrandire la foto presente nel display fino ad osservare dettagli molto piccoli dell'immagine.
Dal lato opposto del display troviamo il tipico selettore a bilanciere con tanto di posizione centrale di conferma: premendolo si ottiene una funzione a scelta tra alcune selezionabili mediante il menu di personalizzazione, mentre orientandolo sui quattro punti cardinali si naviga all'interno dei menu presenti nel display oppure si scorrono le foto registrate in memoria o, ancora si seleziona il punto di messa a fuoco attivo. La modalità di scelta dei punti di messa a fuoco avviene tramite un selettore, posto appena sotto, il quale ha quattro posizioni che vanno dalla scelta totalmente automatica dei sensori che effettuano la messa a fuoco fino al sensore singolo che può essere scelto tramite selettore a bilanciere. Infine, ancor più in basso c'è il comando che serve ad aprire lo sportellino che cela la scheda di memoria, situato sul lato destro della fotocamera.
Sul frontale sono presenti altri comandi tra cui il comandi di attivazione del flash, quello di sblocco dell'obiettivo, il selettore della messa a fuoco automatica (singola o continua) oppure manuale ed il pulsante di previsualizzazione della profondità di campo. C'è anche un ulteriore pulsante al quale può essere affidata una funzione a scelta tra quelle previste dal menu di personalizzazione tra cui, ad esempio la commutazione immediata su lettura spot oppure l'attivazione della sequenza di bracketing o, ancora, l'esclusione del flash.

Due parole sul mirino che è dotato di un oculare di buone dimensioni, dotato di correzione diottrica e di una morbida conchiglia in gomma la quale, aderendo all'occhio, previene l'ingresso di luce parassita che può dare fastidio nell'inquadratura e falsare l'esposizione; per chi porta occhiali da vista, invece, la conchiglia in gomma evita graffi alle lenti. All'interno del mirino, lo schermo di messa a fuoco è assai nitido e luminoso, complice anche un vero pentaprisma di ottima fattura che gli invia una quantità sufficiente di luce proveniente dall'obiettivo. Lo schermo di messa a fuoco è dotato di riferimenti per i sensori di messa a fuoco, di circoletto che indica la zona di misurazione centrale della lettura semispot, di segnale dello stato di carica della batteria, del bilanciamento del bianco e di mancanza della scheda. È anche attivabile, mediante una specifica funzione una griglia di riferimento, utile in particolare per le riprese di architettura. Nella parte bassa del mirino vi è il solito display di colore verde che riporta parecchie delle impostazioni visibili nel display monocromatico esterno.
Il flash incorporato nella fotocamera ha potenza sufficiente per riprese fino a tre o quattro metri senza dover scomodare sensibilità Iso elevate ed una copertura più che adatta ai grandangolari fino a 24/28mm di focale ovvero a 16/18mm effettivi visto che il fattore di moltiplicazione del sensore, rispetto al 35mm è di circa 1,5x.
L'alimentazione viene fornita da un accumulatore ricaricabile ad alta capacità alloggiato all'interno dell'impugnatura ed in grado di fornire una elevata autonomia. Lo stato della batteria viene costantemente monitorato dalla fotocamera che è in grado di indicarci con sufficiente precisione sia l'autonomia residua espressa in percentuale ed in numero di scatti ed anche lo stato generale dell'accumulatore.
La scheda di memoria che, come già detto, è alloggiata sul lato destro della D200, è una CompactFlash oppure Microdrive.
Completa la descrizione della fotocamera la serie di prese di collegamento con il mondo esterno. Sul frontale c'è la presa multipolare per il telecomando ed altri accessori mentre, sulla sinistra del corpo, oltre alla presa di collegamento per i flash a cavetto, due coperchi in gomma proteggono le prese destinate al collegamento con il computer, l'uscita del segnale video collegabile a qualunque tv color o videoproiettore con ingresso in videocomposito e l'entrata per l'alimentazione elettrica esterna.
Da non dimenticare, poi che questa fotocamera ha due interessanti opzioni: può montare infatti un modulo Wifi che le permette di collegarsi via radio ad una rete di computer o anche direttamente ad Internet e può ricevere i dati di posizione da un ricevitore GPS in modo da registrare, sulla foto, latitudine e longitudine del luogo nel quale è stata scattata.
Conclusioni. Difficile trovare critiche ad un progetto quale quello della Nikon D200. La qualità d'immagine fornita dal sensore con 10 milioni di pixel è adeguata anche in ambito professionale ed il prezzo di vendita di 1990 euro solo corpo compresa una scheda da un gigabyte, se non proprio abbordabile da tutti è comunque ragionevole, oltre che per il professionista anche per un fotoamatore che voglia dotarsi di una reflex digitale di classe superiore. Per info: www.nital.it oppure 199124172.

Reflex, febbraio 2006

Per un primo assaggio delle prestazioni della nuova Nikon D200 abbiamo realizzato una serie di riprese durante una gara di basket. Qui sopra una ripresa a luce ambiente effettuata a 1600 Iso.