Canon EOS 5D

di Eugenio Martorelli

Ha un sensore da 12,8MP a pieno formato 24x36mm e promette prestazioni ai massimi livelli.
Per 3400 euro solo corpo, è una vera professionale?

Ottima la resa anche di notte alle alte sensibilità

Alcune macchine fotografiche sono molto attese dal mercato, vuoi perché promettono funzioni nuove e prestazioni migliori, vuoi perché il pubblico dei fotoamatori e dei professionisti è sempre in cerca di qualcosa che soddisfi le sue esigenze. Questo vale in modo particolare per le reflex digitali, settore effervescente nei modelli di fascia bassa (sotto i 1000 euro, per intenderci) ma piuttosto avaro di novità per modelli di fascia alta e apparecchi professionali acquistabili ad un prezzo… accessibile. Quando poi la novità annunciata è una reflex da 12,8 megapixel (MP) con sensore a pieno formato 35mm di marca Canon, aspettative e curiosità sono ancora maggiori.

Alla casa giapponese, che insieme a Nikon si contende gran parte del mercato delle reflex digitali, mancava infatti una macchina che colmasse il vuoto fra la EOS 20D con sensore 15x22,5mm da 8,2MP (1580 euro solo corpo, usata dai fotoamatori evoluti e da qualche professionista) e la stratosferica, pesante e superprofessionale Canon EOS-1Ds Mark II con sensore 24x36mm da 16,6MP (7900 euro solo corpo). Oppure la Canon EOS-1D Mark II (ora Mark II N, 4300 euro solo corpo), reflex però molto specializzata, con sensore non a pieno formato 35mm e dedicata ai professionisti del reportage e della foto sportiva con i suoi 8 fotogrammi al secondo in scatto continuo.
Ora la Canon EOS 5D è finalmente arrivata e con molto interesse l'abbiamo sottoposta a test. Precisiamo intanto il prezzo: 3400 euro solo corpo, tanto per fissare un parametro che ci aiuterà a giudicare la macchina. E partiamo dal sensore, che è del tipo Cmos e per la precisione misura 23,9x35,8mm e dispone, come detto, di 12,8 milioni di pixel, per una risoluzione massima di 4368x2912 punti immagine. A questo punto dell'evoluzione tecnologica delle reflex digitali (e con l'uscita di produzione delle reflex Kodak DCS Pro SRL C e N), con l'arrivo della 5D sono attualmente solo due le macchine con sensore a pieno fotogramma 35mm ed entrambe di Canon; l'altra è la già citata EOS-1Ds Mark II.

Al di là dei possibili confronti che si possono fare fra sensori grandi e piccoli, per quanto riguarda la qualità dell'immagine in funzione delle dimensioni dei fotoelementi e del loro addensamento sulla superficie utile (il cosiddetto pixel pitch), un sensore a pieno formato offre l'essenziale vantaggio della compatibilità con un parco ottiche esistente di un corredo a pellicola della marca e, inoltre, favorisce le focali grandangolari, poiché viene a mancare un rapporto di moltiplicazione che le allunghi, generalmente di un fattore 1,5x-1,6x. La EOS 5D è quindi guardata con interesse dai molti utenti Canon che ancora non hanno fatto il salto verso il digitale. L'attacco obiettivi è il classico EF, per cui gli obiettivi EF-S (che oltretutto non avrebbero un cerchio di copertura sufficiente) non sono accettati. Precisiamo, comunque, che per essere sfruttata a pieno una reflex con un sensore di questo livello richiede ottiche di elevata qualità, possibilmente ottimizzate per il digitale. E questo vale meno per i teleobiettivi che per i grandangolari.

Ergonomia e mirino.
Prendiamola quindi in mano la macchina e notiamo che la sensazione è quella di impugnare una reflex molto concreta (quasi 900 grammi solo corpo con la batteria), leggermente più grande e un poco più pesante (circa 130g) della EOS 20D, ma decisamente più piccola, più "bassa" e leggera della EOS-1Ds Mark II, che pesa ben oltre 300g in più. Il corpo macchina è in lega di magnesio, l'ergonomia è studiatissima, molto "Canon" per la disposizione di comandi, ghiere e pulsanti e con un bel display LCD da 2,5" sul dorso. Infelice, invece, la posizione del comando per il controllo visivo della profondità di campo, messo scomodamente sulla sinistra del bocchettone porta ottiche. Rispetto alla 20D, di cui conserva l'impostazione generale, l'impugnatura laterale introduce una comoda sagomatura per l'indice e il pentaprisma appare più pronunciato. Precisiamo, comunque, che la EOS 5D non è una reflex tropicalizzata come la EOS-1Ds e non dispone quindi di guarnizioni anti pioggia e anti polvere. Da tenere presente.
Portato l'occhio al mirino, praticamente identico a quello della EOS-1Ds, l'impressione è di grande apertura e luminosità, specie per chi viene da una reflex con sensore tipo APS; la copertura è del 96 per cento del campo inquadrato (quella dichiarata; in realtà sembra leggermente inferiore); lo schermo di messa a fuoco è intercambiabile. C'è ovviamente la correzione diottrica, ma non un volet per chiudere l'oculare per le lunghe esposizioni su treppiedi. Nel mirino sono visibili i 9 punti principali dell'autofocus, mentre altri 6 di supporto (di cui parleremo più avanti) rimangono invisibili. In basso le tradizionali informazioni sulla ripresa: tempi, diaframmi, numero di scatti in continuo che è possibile fare prima che il buffer di ripresa sia pieno, conferma della messa a fuoco, correttore dell'esposizione. Quando li si imposta, compare anche il valore degli Iso, che però scompare una volta impostato. Tutto qui. Niente indicazione del bilanciamento del bianco, niente formato e dimensione file.

Comandi e display.
Al limitato numero di informazioni visibili nel mirino ovvia il display superiore monocromatico e retroilluminabile in arancione tramite pulsantino, di facile lettura e molto completo. A completamento di quanto detto in precedenza, precisiamo che i tempi di scatto vanno da 30 secondi a 1/8000 sec, il buffer di ripresa è molto ampio (fino a 60 scatti in continuo nel formato Jpeg massima qualità e circa 15 nel Raw!), mentre la cadenza di scatto è di soli 3 fot/sec, il che non fa della EOS 5D lo strumento più adatto alla fotografia sportiva o d'azione. Il valore degli Iso, infine, è regolabile da 100 a 1600 per incrementi di 1/2 o 1/3 di stop e può essere portato fino a 50 Iso verso il basso e a 3200 Iso verso l'alto in modalità estesa. La regolazione automatica degli Iso (da 100 a 400) è disponibile solo nel modo di esposizione "verde", che vedremo fra poco.

Anteriormente al display ci sono tre pulsanti per la regolazione (in unione a una delle due ghiere di controllo della macchina, principale appena dietro il pulsante di scatto e posteriore) della modalità autofocus, del bilanciamento del bianco (WB), del tipo di scatto (singolo, continuo, ritardato), degli Iso, della modalità esposimetrica e della compensazione del flash. Visto che non lo abbiamo ancora fatto, precisiamo qui che la 5D è priva di flash incorporato e che anche per un eventuale illuminatore AF deve affidarsi ad un lampeggiatore esterno dedicato. Questa scelta progettuale connota subito la Canon EOS
5D come una professionale, anche se un piccolo lampeggiatore incorporato di supporto potrebbe tornare utile in molte occasioni…

Passiamo ora a vedere la ghiera dei modi di esposizione, situata sulla sinistra del pentaprisma. Priva di blocco, ma con scatti precisi e saldi, è regolabile sui classici modi preferiti da gran parte dei fotografi, senza la presenza di fantasiosi programmi tematici. Le posizioni sono l'automatismo program (flessibile), quelli a priorità dei tempi e dei diaframmi, l'esposizione manuale, la posa B, una posizione "C" sulla quale è possibile memorizzare fino a tre set completi di regolazioni personalizzate di ogni funzione dell'apparecchio e il modo verde prima accennato, in cui la EOS 5D funziona come una punta e scatta e tutte le regolazioni sono disabilitate, compreso il WB. In tutti gli altri modi quest'ultimo ha possibilità di regolazione molto articolate. Oltre alle classiche impostazioni auto, sole, ombre, tungsteno, flash e fluorescente, il bilanciamento è infatti impostabile anche per valori Kelvin (fra 2800K e 10.000K), dispone della funzione di bracketing ed è misurabile dall'utente.
Il dorso della Canon EOS 5D ha un'impostazione praticamente identica a quello della EOS 20D, a parte il display più grande e il nuovo pulsante per la stampa diretta delle immagini proprio sopra di esso. Ai lati del display ci sono i comodi ed intuitivi pulsanti per il controllo del menu e delle funzioni di revisione, che operano anche in combinazione con la grande ghiera rotante di controllo sulla destra, oppure con i due pulsantini per il blocco AF-esposizione (riprogrammabile) e per la scelta del sensore di messa a fuoco (riprogrammabile anch'esso). In pratica, a seconda della modalità in cui si opera (ripresa o revisione), tutti i comandi classicamente funzionano in maniera combinata, compreso il piccolo pulsante-joystick (introdotto nel modello EOS 20D), sopra alla ghiera di controllo, che permette anch'esso la selezione del punto di messa a fuoco.

Navigando nel menu.
Il menu di controllo della macchina presenta le diverse voci secondo un ordine continuo (e quindi non per finestre "a linguetta"), identificate per settore di appartenenza con dei pratici codici colorati. Oltre ad alcune di quelle già accennate, qui si impostano funzioni come il formato file Raw e Jpeg (quest'ultimo con due livelli di compressione per i tre tipi di dimensione immagine selezionabili: massima, 3168x2112 e 2496x1664). Con la EOS 5D è anche possibile registrare un doppio file Raw + Jpeg per ognuna delle dimensioni e compressioni disponibili, una funzione sempre molto comoda quando nello slot che accetta schede tipo CompactFlash anche oltre i 2GB (FAT32) si inseriscono supporti di memoria veloci e capienti.
Fra le altre funzioni regolabili solo da menu citiamo, fra le più importanti, la selezione dello spazio colore (sRGB e Adobe RGB), le funzioni di personalizzazione (in numero di 20, per la "customizzazione" dettagliata della macchina, comportamento dei pulsanti e altro) fra le quali sono però "annegate" anche utilità come il sollevamento anticipato dello specchio, per evitare il mosso nelle lunghe esposizioni, la sincronizzazione del flash sulla seconda tendina, oppure la riduzione del rumore (acceso, spento, auto) nelle esposizioni più lunghe di 1 secondo. Le avremmo preferite attivabili direttamente dal menu principale.
Scorrendo i menu compare infine la funzione più originale della reflex di Canon, chiamata Stile foto (Picture style) ed introdotta anche nella recente versione "N" della nuova Canon EOS-1D Mark II. Si tratta, essenzialmente, di una serie di regolazioni predefinite della resa dell'immagine, che agiscono sulla tonalità e i cromatismi. I preset sono: immagine standard, ritratto, panorama, neutro, immagine fedele, bianconero e tre altri definibili dall'utente. Per ognuno di essi, poi, è possibile ampiamente regolare nitidezza, contrasto, saturazione e tonalità colore, mentre per il bianconero a nitidezza e contrasto si aggiunge la possibilità di impostare un effetto filtro colorato (giallo, arancio, rosso e verde) e un effetto tonale che agisce come un viraggio (seppia, blu, viola, verde). Quella dello Stile foto è una funzione molto interessante ed efficace, che in pratica simula l'uso di pellicole di tipo diverso. In particolare, nel bianconero l'effetto dei filtri è molto deciso e del tutto simile a quello di un vero filtro ottico montato davanti all'obiettivo. Ovviamente, se il fotografo lavora con il formato Raw gli stessi Stili foto si possono applicare a posteriori alla fotografia tramite i software forniti a corredo.
Sempre in tema di display, premendo il tasto Info in funzione ripresa vengono mostrate le impostazioni correnti della fotocamera, mentre, in fase di revisione, è possibile scegliere vari livelli di informazioni sull'immagine scattata, compreso l'istogramma in luminanza o RGB, e la visualizzazione lampeggiante delle zone sovraesposte. Infine, come ci si aspetta da un apparecchio di questo livello, è possibile navigare velocemente nell'immagine a display e gestire le classiche funzioni di controllo, saltare di 10 foto in avanti, cancellare, proteggere, eccetera. Confermiamo che la qualtà dell'LCD da 230mila pixel è molto buona, anche se la sua luminosità non è eccessiva.

Autofocus ed esposimetro.
Il sistema AF della Canon EOS 5D è basato su un sensore CMos con 9 punti di messa a fuoco, indicati nel display, a cui si aggiungono altri 6 punti invisibili che assistono quelli principali nel monitoraggio dei soggetti in movimento. La selezione del punto di fuoco è automatica oppure selezionabile dall'utente tramite un joystick sul dorso a cui abbiamo già accennato oppure tramite la ghiera di controllo posteriore. I modi dell'AF sono quelli classici Canon e cioè, secondo la terminologia Canon, One Shot (con blocco mediante leggera pressione del pulsante di scatto), AI Focus (con blocco ma con monitoraggio continuo del movimento del soggetto) e AI Servo (ossia un AF continuo di tipo predittivo). L'autofocus della 5D si è mostrato pronto e preciso, con un leggero rallentamento in condizioni di luce molto scarsa (anche per la mancanza di un illuminatore AF). Non va ovviamente dimenticato che le prestazioni dell'AF di una macchina reflex dipendono anche dall'obiettivo usato. Con un'ottica di tipo USM (con motore di messa a fuoco ultrasonico) la velocità è nettamente superiore.
Il sistema esposimetrico della nuova reflex Canon, basato su fotocellula al silicio, è articolato in quattro modalità. La prima è del tipo valutativo su 35 zone, ancorata al punto di messa a fuoco attivo. C'è poi la classica lettura media sul campo inquadrato con prevalenza al centro e quella selettiva, detta anche parziale, che legge la luce su un settore dell'8 per cento al centro del mirino. Molto interessante, infine, l'introduzione rispetto alla EOS 20D di una vera misurazione spot (per un angolo di campo del 3,5 per cento), che però non è collegabile al punto di messa a fuoco. Le modalità di misurazione sono quindi molto complete ed in grado di soddisfare tutte le esigenze, anche le più evolute. La macchina è ovviamente dotata di bracketing automatico (+/- 2 EV per incrementi di 1/2 e 1/3 di stop) e di compensazione dell'esposizione. Per un commento sul funzionamento dell'esposimetro vi rimandiamo alla nostra prova pratica di ripresa.

Per chi è la Canon EOS 5D?
Per chi ha i soldi per comprarsela, anzitutto. Può sembrare un'affermazione scontata, ma 3400 euro solo corpo sono una cifra importante anche per una reflex di questo livello. Canon sembra puntare ai fotoamatori evoluti che hanno fino ad ora usato la EOS 20D, per un upgrade sensibile in termini di qualità immagine ma non in quelli della facilità operativa, vista la somiglianza fra i due apparecchi. A patto, però, che questi non abbiano già acquistato troppi obiettivi EF-S (quelli per la copertura del formato APS). Ma anche, come abbiamo detto, ai canonisti che ancora usano la pellicola; anche in questo caso vale l'avvertenza, già espressa, che si tratti di ottiche di indiscussa qualità, anche se le compatibilità "qualitative" sono ancora in parte da verificare.
Ci sono poi i professionisti, perché la Canon EOS 5D è sicuramente una macchina professionale, anche se non per tutti i generi di ripresa. Non è adatta, per esempio, alla fotografia sportiva né alla caccia fotografica, dove serve un'elevata cadenza di scatto e dove i sensori più piccoli (come quello della Canon EOS-1D Mark II) sono avvantaggiati perché "allungano" i teleobiettivi. Non è particolarmente adatta, secondo noi, nemmeno alle situazioni estreme, tipo spedizioni e avventura, non tanto per la robustezza, che sembra ottima, quanto per la mancanza di protezioni antipioggia e anti polvere, per non parlare poi di tropicalizzazione. La EOS 5D è invece adattissima a tutti gli altri generi che potremmo far rientrare sotto il termine "illustrazione". Le possibilità di regolazione dell'immagine, la risoluzione e la definizione del sensore, la facilità di utilizzo, le dimensioni e la leggerezza (tenendo conto che si tratta di una reflex digitale a pieno formato 35mm) ne fanno uno strumento eccellente per il paesaggista, il ritrattista, il fotografo di cerimonia, di cataloghi e anche per il fotoreporter non troppo scatenato.
Tirando le somme, a parte alcuni piccoli difetti, la EOS 5D produce dei file immagine di eccezionale qualità, praticamente pari a quelli offerti dall'altra professionale pieno formato di Canon, la EOS-1Ds Mark II, che costa ben 4500 euro di più. Guardate la nostra prova pratica di ripresa e vedrete che con una macchina del genere, specie nelle riprese più difficili, alla pellicola 35mm è rimasto ben poco da dire.

Reflex, dicembre 2005