
La Pentax K20D è l’erede diretta della K10D (
Fotografia Reflex, maggio 2007), una reflex da 10 megapixel accolta con favore dal mercato e che ha risollevato le sorti di un marchio storico che, per motivi soprattutto aziendali, aveva stentato ad inserirsi nel nascente mondo delle reflex digitali. Confermandone inoltre le capacità tecnologiche, visto che la K10D, ancora ben salda nel listino Pentax e sugli scaffali dei fotonegozianti con uno
street price di circa 800 euro con lo zoom standard, è una reflex ben progettata e concepita: corpo macchina tropicalizzato, stabilizzatore d’immagine e sistema di pulizia del sensore, con in più il vantaggio di un attacco obiettivi, la baionetta K, compatibile (a parte alcune limitazioni) con il passato e con le migliaia di ottiche già in possesso dei fotoamatori o disponibili sul mercato dell’usato.
Con la K20D Pentax alza ulteriormente la posta e rilancia in una partita, quella delle reflex di fascia medio-alta, e che in alcuni casi possiamo anche definire semiprofessionali, interessante e agguerrita, dove oltretutto non è facile definire i giocatori. Infatti, se da un lato i concorrenti diretti sono quelli omogenei come prezzo, 1290 euro con lo zoom standard, 1190 euro solo corpo (e sono quelli con cui l’abbiamo messa a confronto nella tabella comparativa che chiude quest’articolo: Canon EOS 40D, Nikon D80, Lumix DMC-L10 e Sony Alpha 700) proprio per le sue caratteristiche e possibilità operative la Pentax K20D può andare ad insidiare anche reflex come la Nikon D300 e la Olympus E-3, che però costano sensibilmente di più.
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