Olympus E400

di Michele Buonanni

E’ almeno per ora la più piccola e leggera reflex digitale in commercio.
Offre un sensore da 10 megapixel e tante funzioni.

La Olympus E-400 mostra la disposizione classica dei comandi e la mancanza quasi totale dell’impugnatura a destra del corpo macchina. Nelle forme si tratta di una reflex piuttosto classica che ricorda le gloriose Olympus OM degli anni ‘70.

L’innesto obiettivi accetta le ottiche del nuovo formato Quattroterzi, sia prodotte da Olympus che quelle marcate Leica oppure Sigma. Di serie, con questo apparecchio viene fornito lo zoom 14-42mm.

Il display posteriore mostra, oltre alle immagini registrate ed ai menu, anche le impostazioni di ripresa. In pratica esso sostituisce anche il piccolo display monocromatico. A sinistra del display a colori, sul retro della reflex Olympus, vi sono quattro comandi a pulsante relativi alle funzioni digitali tra cui il comando di attivazione dei menu di gestione.

Sul lato destro della E-400 sono disponibili due slot per utilizzare, schede di memoria formato xD e CompactFlash.

Il flash incorporato è di media potenza. Sotto, il particolare del selettore del tipo di misurazione esposimetrica ed il relativo blocco della memoria e del fuoco.

Nonostante le ridotte dimensioni la E-400 si impugna piuttosto bene.

Sotto, la batteria ricaricabile può essere inserita al contrario, per errore. Ciò non comporta problemi a parte il fatto che l’apparecchio non si accende, ma risulta poi difficile estrarla di nuovo dalla sua sede.

PROVA PRATICA DI RIPRESA

A passeggio per le strade di Roma con la Olympus E-400 se ne apprezza, soprattutto, la leggerezza. Il comportamento dell’apparecchio è buono anche se l’esposizione, a volte, privilegia le ombre; in questi casi è meglio lavorare con la lettura semispot oppure impostare la funzione Gradazione per l’esposizione sulle alte luci. Anche i due obiettivi del kit in prova, tenendo conto del loro basso costo si comportano molto bene, in particolare lo zoom tele 40-150mm.

Ideato e messo in pratica dalla Olympus il sistema fotografico digitale Quattroterzi festeggia ormai i quattro anni di vita; è stato infatti presentato a giugno del 2003 con la reflex digitale E-1 alla quale sono seguiti altri quattro apparecchi della stessa casa.
Forte, oggi, del supporto di altre aziende quali Leica e Panasonic oltre che della Sigma, la quale ha in catalogo ormai diversi obiettivi con questo innesto, il sistema Quattroterzi è di fatto la terza alternativa sul mercato, per numero di apparecchi presenti dopo marchi quali Canon e Nikon.

Il sistema fotografico digitale Quattroterzi è nato per rispondere alle diverse esigenze nate con l’arrivo della tecnologia digitale. Il sistema, infatti, si basa su sensori con rapporto tra i lati pari a 4:3, identico a quello degli schermi televisivi o dei monitor dei computer rispetto al rapporto 3:2 delle altre digitali che proviene pari pari dal formato di pellicola 24x36mm. Oltre a questo i sensori delle fotocamere Quattroterzi sono di dimensioni più piccole rispetto a quelli delle concorrenti; ciò permette di costruire più facilmente obiettivi nei quali i raggi che cadono sul sensore arrivino ad esso quanto più perpendicolari possibile minimizzando le pericolose diffrazioni che si hanno quando un sensore riceve un raggio luminoso proveniente da una forte angolazione. Tali obiettivi vengono definiti telecentrici ed offrono a detta di Olympus una resa migliore in quanto progettati espressamente per l’impiego digitale; grazie alle piccole dimensioni del sensore Quattroterzi le ottiche vedono raddoppiata la loro focale fisica. In tal modo un 50mm diventa un medio tele 100mm e, dall’altro lato delle focali, per avere un grandangolare sufficiente occorre scendere fino alla focale14mm che è in pratica un 28mm.

Questo preambolo sul sistema Quattroterzi serve ad introdurre la quinta reflex digitale Olympus che adotta tale sistema ovvero la E-400 un apparecchio con sensore CCD da dieci megapixel. Si tratta, a detta del fabbricante, della reflex ad ottiche intercambiabili più piccola e leggera sul mercato. E’ anche, aggiungiamo noi, una delle più economiche in rapporto alle prestazioni offerte ed entra direttamente in competizione con le due ammiraglie della categoria ovvero la Canon EOS 400D e la Nikon D80 senza contare, poi, altre due temibili avversarie quali la Pentax K10D e la Sony a100. Dalla sua, la nuova reflex digitale Olympus E-400 offre oltre ai dieci megapixel delle concorrenti anche un sistema molto efficace di pulizia del sensore e la possibilità, ovviamente, di utilizzare le ottiche telecentriche create apposta per la fotografia digitale. Senza contare la raffinata serie di funzioni che consentono a questa fotocamera di rivaleggiare anche nelle categorie superiori. Particolarmente curato è infatti il sistema di lettura e calcolo dell’esposizione, un reparto nel quale Olympus ha sempre avuto una grande esperienza così come le modalità di esposizione, ben 31 tra cui 19 programmi speciali di ripresa.
Da tener conto anche della ottima gamma di accessori che comprende, oltre a diversi obiettivi, anche sistemi per la fotografia specialistica e perfino una custodia subacquea, il modello PT-E03, creata apposta per questa fotocamera.

Corpo e comandi. La nuova reflex digitale Quattroterzi Olympus E-400 è decisamente piccola ed anche leggera; pesa infatti solo 375 grammi senza batteria di alimentazione (altri 45 grammi) e senza obiettivo di serie. E’ quindi un apparecchio che non affatica quando lo si porta al collo e men che mai se tenuto in una borsa a tracolla. Ciò piacerà molto a chi si sposta di frequente con l’attrezzatura fotografica e non ha la vocazione del portatore: un corredo fotografico composto dalla fotocamera ed un paio di obiettivi come quelli proposti nel kit di questa prova (14-42mm e 40-150mm) non arriva al chilogrammo.
Il corpo ha un design piuttosto classico che ricorda parecchio alcune realizzazioni Olympus del passato, alcune reflex della serie OM che ha contribuito non poco alla diffusione di questo marchio come ad esempio la OM-10. Ovviamente le differenze tra le due generazioni ci sono ma la E-400 ha un qualcosa di tradizionale nel design che piacerà sicuramente agli appassionati del marchio. A questa sensazione di reflex di una volta contribuisce anche la mancanza della impugnatura sporgente sulla destra del corpo che ha caratterizzato le reflex da metà degli anni ’80 in poi e che serviva ad alloggiare particolari quali le batterie di alimentazione, i condensatori dei flash o anche i motori di trascinamento. Il rivestimento esterno, come gran parte dell’apparecchio, è realizzato con materie plastiche di buona qualità e finitura (un nero opaco martellato) accoppiate tra loro in modo accurato.
Anche l’impostazione dei comandi è di tipo classico anche se gran parte delle funzioni è raggiungibile solo tramite i menu di gestione della fotocamera. Nella parte superiore, a destra del pentaprisma, c’è la ghiera dei modi di esposizione, una vera e propria centrale di comando tramite al quale attivare uno dei 31 modi di ripresa a disposizione dell’utente. Questi comprendono i modi classici (programma, auto a priorità dei tempi o dei diaframmi e manuale) più 19 modalità Scene (per ogni tipo di ripresa, dal ritratto fino alla fotografia subacquea) e 5 modalità creative accessibili direttamente dalla ghiera; sotto a questa ghiera vi è l’interruttore generale della fotocamera e, poco a più a destra, l’unica ghiera di selezione presente, collocata a portata del pollice della mano destra. Sempre nella stessa zona, peraltro molto piccola come estensione, è stipato anche il pulsante di scatto, di generose dimensioni e con finitura cromata per poterlo identificare all’istante ed un pulsantino più piccolo che serve sia come correttore fisso di esposizione sia, nell’esposizione manuale, a variare l’apertura del diaframma. In zona anche un led di colore blu che indica l’attivazione del sistema di pulizia ad ultrasuoni del sensore.

Dal lato opposto del pentaprisma due pulsanti servono ad impostare la modalità di funzionamento del flash elettronico incorporato ed a selezionare la cadenza di ripresa, inserire l’autoscatto o ancora attivare la funzione telecomando. Quest’ultimo comando, in funzione riproduzione delle immagini, permette di passare da una scheda all’altra (l’apparecchio dispone di due slot per altrettante schede di memoria, una in formato xD ed una CompactFlash) o di stampare direttamente le immagini tramite una stampante a standard PictBridge collegata alla foto camera tramite cavetto USB.
Il mirino ad oculare, seppur di dimensioni piuttosto contenute, non pone problemi nella intera visione del campo inquadrato ed inoltre è dotato di un efficace sistema di correzione diottrica. Semmai, dovessimo trovare un difetto al sistema di mira è che, portando occhiali da vista, la guarnizione dell’oculare non sigilla bene lo sguardo; per questo, l’accensione del display posteriore prima dello scatto per mostrarci i dati di ripresa e subito dopo lo scatto per mostrarci la foto, può disturbare la visione. Ma è un dettaglio…

Lo schermo di messa a fuoco è dotato dei riferimenti per la messa a fuoco e per la lettura spot. Sulla cornice di destra sono riportati alcuni dei dati di ripresa quali tempo di scatto, diaframma, modalità di esposizione, stato di carica della batteria, eventuale correzione dell’esposizione ed altro ancora.
Ben più ricca la serie di dati di ripresa visibili nel display posteriore, un pannello da due pollici di diagonale che occupa due terzi del dorso della E-400. Nel display, oltre ai menu di gestione sono visibili, tramite la pressione del pulsante Info collocato in basso sulla sinistra del display, i parametri di ripresa in modalità semplice oppure estesa; la cosa comoda è che è anche possibile variarli entrando nella schermata e modificando il valore che ci interessa. In modalità estesa ciò consente di controllare direttamente una nutrita serie di funzioni comprese quelle più specialistiche quali ad esempio nitidezza e contrasto e perfino lo spazio colore che in questo apparecchio è regolabile su due valori diversi.
Sulla sinistra del display vi sono i comandi per la riproduzione delle immagini, quello per cancellarle, il comando di attivazione dei menu ed il già citato pulsante Info. Dalla parte opposta, invece, troviamo, partendo dall’alto, il comando per bloccare la misurazione effettuata in automatismo, il pulsante Funzione al quale attribuire, tramite menu, una specifica funzione ed infine il comando a bilanciere dotato di pulsante al centro che serve a confermare le impostazioni delle funzioni ma anche ad entrare dentro di esse. Al pulsante funzione è possibile attribuire il comando della previsualizzazione della profondità di campo che fa chiudere il diaframma dell’obiettivo all’apertura di lavoro per visualizzare l’estensione della zona di fuoco, oppure la taratura personalizzata del bilanciamento del bianco in base alla luce della scena o, ancora, la funzione di immagine di prova ovvero la possibilità di scattare foto senza doverle necessariamente salvare.

L’unico altro comando presente sul corpo, in particolare sul frontale, è il comando di sblocco dell’obiettivo.
Dal fondello si accede alla batteria di alimentazione alla quale dobbiamo fare un unico appunto: è possibile inserirla dal lato sbagliato poiché non è stato previsto alcun blocco in ingresso. La cosa non comporta problemi perché ci si accorge subito dell’errore in quanto lo sportellino non si chiude ma è comunque fastidiosa visto che oltretutto non è proprio facile estrarla nuovamente dalla sua sede. Le prese di collegamento sono invece collocate in basso sul retro della fotocamera e consono sia nell’uscita video che nella presa USB; gli slot delle schede di memoria delle quali abbiamo già parlato sono invece collocati sul lato destro della Olympus E-400.
Le funzioni. A parte il sensore CCD da dieci megapixel, la Olympus E-400 offre numerose funzioni nascoste all’interno di una serie di menu che sono abbastanza agilmente navigabili. Nonostante la classe di appartenenza definita economica, la E-400 può far sbizzarrire che ama smanettare con le funzioni di una fotocamera.
Oltre alla variazione dei parametri di ripresa quali ad esempio la possibilità di modificare il calcolo dell’esposizione in funzione di soggetti ricchi di toni chiari oppure scuri, si può anche scegliere tra ben tre tipi di lettura spot, una standard e due dedicate, una alle ombre ed una alle alte luci, è possibile affinare la resa variando i parametri di cattura oppure effettuare riprese con colori slavati o particolarmente saturi o ancora in bianconero applicando anche, digitalmente, i filtri classici di questo tipo di fotografia.

Tipica delle Olympus anche la possibilità di personalizzare i parametri di cattura, in particolare risoluzione d’immagine e fattore di compressione Jpeg, di uno dei formati di salvataggio, quello siglato SQ.
Nel funzionamento in pratica il sistema di esposizione si rivela particolarmente efficace anche se in alcuni casi ha una certa predilezione per aprire le ombre (per compensare tale tendenza basta dirgli di lavorare per le alte luci tramite la specifica funzione) mentre l’autofocus seppur efficace non è certo un fulmine e soffre un po’ in scarsa luce ove il flash comincia ad mettere brevi raffiche di lampi per aiutarlo a trovare il punto di massima nitidezza. Si tratta comunque di un apparecchio agile e veloce da utilizzare grazie alla disposizione dei comandi ed anche alla razionale struttura dei menu di gestione.

Conclusioni.
Chi desidera un apparecchio reflex piccolo e leggero, di qualità, senza dover rinunciare a funzioni che molti potrebbero considerare minori troverà nella Olympus E-400 una valida alternativa ai soliti nomi noti. Il progetto Quattroterzi comincia finalmente a mostrare il meglio di sé grazie ad apparecchi efficienti, razionali e ad accessori, in particolare gli obiettivi, che offrono il meglio nella fotografia digitale.
L’apparecchio provato in questo articolo apparteneva allo speciale kit che comprende, oltre al corpo macchina, anche l’ottica zoom standard, il 14-42mm ed uno zoom tele 40-150mm, il tutto offerto ad una cifra di 940 euro. Chi vuole acquistare il solo corpo macchina deve spendere 690 euro che diventano 790 con l’aggiunta dello zoom standard 14-42mm. Per informazioni occorre rivolgersi a www.olympus.it.

Reflex, marzo 2007