OLYMPUS ZUIKO 18mm

di Pierpaolo Ghisetti



La Società Olympus, nel posizionamento tecnico-commerciale del proprio sistema, si è indirizzata sin da subito verso il contenimento dei pesi e delle dimensioni. La moda del ‘piccolo è bello’ ha avuto nei marchi Pentax e Olympus i propri alfieri, a cavallo degli anni Settanta ed Ottanta, quando appunto questo trend ha preso piede in tutti i settori merceologici, non solamente in quello fotografico.
Il ridimensionamento di pesi e misure esorcizzava il ‘senso di colpa’ nei confronti del lusso: forse nessun prodotto è stato più studiato, meditato e calibrato in funzione di un determinato mercato di consumo. La considerazione di status symbol , che per alcuni anni ha accompagnato Olympus, deve proprio la sua nascita alla contrastante valenza degli elementi caratterizzanti il sistema: così piccoli e misteriosi, così grandi e sofisticati nelle prestazioni.
Dopo aver esaminato il 21mm (FR, Dicembre 2003), non potevamo certo tralasciare una focale affascinante, ma difficile ed impegnativa, come il 18mm, uno dei cavalli di battaglia del nuovo sistema progettato dall’Ing. Maitani. Il paradigma piccolo nelle dimensioni ma sofisticato nelle prestazioni, che tanto valeva per il 21mm, si accentua ancor di più prendendo in mano il 18mm.
La focale da 18mm copre un angolo di campo di ben 100°, ed è stata introdotta nel 1967 dalla Carl Zeiss con il Distagon per il sistema Contarex mentre Nikon introdusse il proprio 18mm nel 1974. Rispetto a questi obiettivi la proposta Olympus risulta più aperta di mezzo stop, ovvero f/3,5 invece che f/4, con chiusura minima a f/16.
Il peso, in linea col sistema, è di appena 250g, 100 grammi in meno dello Zeiss e 70 grammi in meno del Nikkor. Il 18mm che, al momento della sua presentazione, risultava il grandangolare più spinto del sistema Olympus, sarà poi seguito da un 16 e un 8mm. Il complesso disegno ottico comprendeva 11 lenti in nove gruppi e un elemento flottante, che gli permetteva di mettere a fuoco a solo 25 centimetri. La ghiera di messa a fuoco era rivestita di gomma con disegno a diamante.
Per contenere peso e dimensioni i tecnici della casa giapponese avevano optato per una lente anteriore estremamente sporgente, simile a quella di un fish eye, molto esposta a graffi ed urti. Per ovviare all’inconveniente era previsto uno speciale porta filtri che, montato sull’obiettivo, creava una valida barriera contro eventuali danneggiamenti. Tuttavia occorre notare che così equipaggiato lo Zuiko perdeva molto delle sue iniziali dimensioni ridotte: la lente frontale molto sporgente, necessaria per ridurre le dimensioni dello schema ottico, si rivela, nell’utilizzo professionale, una specie di trucco.
Alla prova pratica il nostro Zuiko esibisce una forte vignettatura a tutta apertura, e l’uso del diaframma f/3,5 è veramente sconsigliato, in compenso da f/5,6 a f/11 (diaframma migliore) si ha un’ottima nitidezza nella parte centrale del fotogramma, con una leggera perdita di definizione agli angoli. La nitidezza alle medie distanze risulta superiore a quella esibita ad infinito. Per quanto riguarda le altre aberrazioni sembrano tutte corrette in modo ottimale: si segnala una distorsione a barilotto quasi assente, prestazione realmente notevole tenendo conto della focale molto spinta.
Molto buono il trattamento antiriflesso, fondamentale in un ottica che copre un angolo di campo così vasto; anche nel controluce non appaiono immagini parassite, tuttavia, con questo tipo di obiettivo è consigliabile non cercare il controluce in maniera eccessiva.

La resa del colore è molto piacevole ma introduce delle dominanti, specie nel rosso, che ci danno l’impressione che il cromatismo degli Zuiko sia stato creato più per piacere che per restituire colori fedeli. Sconsigliamo l’uso degli Zuiko in abbinamento con la Velvia Fuji 50 ISO, in quanto l’eccessivo contrasto di questo obiettivo porta talvolta a ‘chiudere’ troppo le ombre. Da segnalare in ogni caso l’ottima risposta alle diverse situazioni di luce dell’esposimetro della OM-2.
In sostanza il 18mm Olympus merita sicuramente un plauso, in quanto riesce veramente a conciliare performances invidiabili, con peso e dimensioni da primato.
Il vero utilizzo del sistema Olympus e degli Zuiko è sicuramente nella fotografia di viaggio e di reportage, attività ove la riduzione di peso e volume spingono l’utilizzatore ad un uso continuo e disinvolto della propria attrezzatura. Viceversa nell’uso ponderato e statico ci sembra che il sistema Olympus si ponga dietro ad altri sistemi fotografici.
Questo 18mm è sicuramente un’ottica da portare sempre nella borsa, in quanto l’estrema compattezza e maneggevolezza, unite a qualità ottiche di livello superiore lo rendono sicuramente una delle migliori ottiche Zuiko mai costruite. Per finire, la valutazione attuale del 18mm si attesta tra i 300 e i 400 Euro, qualcosa di più se è compreso il prezioso porta filtri.

Reflex © 03/2006