Nikon D40x
Piccola e super

di Michele Buonanni

Arriva una seconda Nikon D40: si chiama D40x, ha un sensore da 10 mpixel
e le carte in regola per essere la regina della categoria

Il fabbricante giapponese ha presentato una seconda versione della D40 che si chiama D40x e che offre le stesse caratteristiche di base salvo un sensore da dieci megapixel che la pone in diretta concorrenza con le reflex digitali economiche del momento, prima tra tutte la Canon EOS 400D. Vista la disponibilità del nuovo apparecchio abbiamo quindi deciso di dedicare a lui la nostra prova pratica che, oltretutto, da questo mese si arricchisce di alcune misurazioni di laboratorio che ci indicano, mediante grafici, il comportamento della fotocamera in alcuni parametri fondamentali come la resa cromatica, la presenza di rumore e la gamma tonale. Nel tempo approfondiremo questi test di laboratorio per fornire un panorama completo di ogni apparecchio da affiancare alla prova pratica di ripresa.

Già in passato, proprio parlando della sorella minore D40, avevamo notato come nella gamma di reflex digitali Nikno non vi fosse in realtà una vera concorrente per la Canon EOS 400D; dal punto di vista della quantità di pixel la concorrente era infatti la Nikon D80 ma questa è una reflex più dotata rispetto alla Canon e costa anche di più. La Nikon D40 sarebbe nella stessa classe ma offre un sensore da sei megapixel contro i dieci della concorrente però costa parecchio di meno. Nikon ha quindi colmato un buco di gamma lanciando una fotocamera quale la D40x, che, per prezzo ma anche prestazioni offre una validissima alternativa alla Canon EOS 400D. E' ormai certo infatti che la categoria di partenza nel mondo della reflex digitale è quella delle fotocamere con sensore da dieci megapixel. Della Nikon D40 in passato avevamo criticato, oltre alla risoluzione relativamente contenuta per un apparecchio nato quasi nel 2007 anche la mancanza del motore di messa a fuoco nel corpo macchina che obbliga ad utilizzare, con questa fotocamera, gli obiettivi Nikon dell'ultima generazione dotati tutti di un motore di messa a fuoco incorporato. Ciò significa un taglio netto con il passato, in particolare la compatibilità con le ottiche autofocus delle precedenti generazioni ( e sono davvero tante) che, con questo apparecchio perdono la messa a fuoco automatica. Ma è anche vero che la gamma di obiettivi con motore di messa a fuoco sta aumentando di giorno in giorno ed entro un paio di anni gran parte delle ottiche Nikon sarà di questo tipo. Tornando alla Nikon D40x, siamo riusciti ad avere uno dei primi esemplari giunti in Italia, appena in tempo per pubblicare la prova in questo numero. Si tratta di un apparecchio che conferma la nuova filosofia della Nikon, almeno per quel che riguarda le reflex digitali di fascia medio-bassa, già inaugurata con la D80, che privilegia una resa piuttosto vivace delle tinte al contrario di tutte le altre reflex della casa giapponese che invece sono piuttosto rigorose in questo parametro. Come la D80 anche la D40x ha una resa cromatica più vicina a quella della Canon, della Olympus e della Sony piuttosto che alle altre reflex dello stesso marchio; si tratta di una scelta precisa che farà storcere il naso a qualche purista ma che piace indubbiamente di più al grande pubblico al quale la D40x è principalmente destinata.

Corpo e comandi.
Nulla a che vedere con la economica di casa Nikon fino ad oggi che era la D50, sia per le dimensioni che per l'aspetto del corpo macchina. La nuova Nikon D40x rompe con il passato anche nelle dimensioni, piuttosto contenute, soprattutto per essere una Nikon. La finitura è di ottimo livello considerando la classe dell'apparecchio (sembra migliore rispetto alla Canon EOS 400D) ed il design è molto accurato sia nelle forme sia nella disposizione dei comandi. La finitura esterna è in nero opaco con un rivestimento in gomma sull'impugnatura contraddistinto dal solito triangolo rosso tipico di molte fotocamere del fabbricante giapponese. Come in altri apparecchi della stessa fascia, anche dalla Nikon D40x è scomparso il display monocromatico, solitamente collocato nella parte superiore, nel quale vengono mostrate le informazioni di ripresa. Queste sono invece visibili direttamente nel display posteriore, una soluzione dapprima adottata da Minolta ed Olympus ed ora anche da molti altri fabbricanti. I vantaggi di tale soluzione sono che si elimina un display recuperando spazio per altri comandi o, come nel caso della D40x, riducendo le dimensioni del corpo macchina e che i dati risultano meglio visibili in un grande display a colori. Nella parte superiore a destra del pentaprisma vi è quindi solo la ghiera dei modi di esposizione che comprende quelli classici (programma, priorità dei tempi o dei diaframmi e manuale) più il programma verde tuttofare ed i modi speciali per le riprese di sport, paesaggio, macro, notturni ed altro ancora. Davanti a questa ghiera, subito dietro al pulsante di scatto vi sono i comandi relativi al correttore di esposizione ed alla visualizzazione delle informazioni di ripresa nel display; inoltre, il primo dei due comandi serve anche, nell'esposizione manuale, ad impostare, insieme alla ghiera di selezione, l'apertura del diaframma. Ancora più avanti, proprio sulla sporgenza dell'impugnatura a destra del corpo macchina, c'è il pulsante di scatto contornato dall'interruttore generale dell'apparecchio. Dal lato opposto del pentaprisma non sono presenti comandi, cosa che ha permesso di ridurre drasticamente la larghezza del corpo macchina. Nella parte centrale c'è invece il flash incorporato sormontato da una slitta con i contati per i lampeggiatori dedicati Nikon. Gran parte dei comandi è alloggiata nella parte posteriore dove la parte del leone la fa il bel display a colori con diagonale di 2,5 pollici composto da 230.000 pixel e dotato di una notevole luminosità; questo display occupa oltre la metà della parte posteriore relegando ai suoi lati il resto dei comandi della Nikon D40x.

Sulla cornice a sinistra del display vi sono quattro comandi che servono ad attivare la funzione di riproduzione delle immagini catturate e contenute nella scheda di memoria, ad attivare la visione dei menu di gestione della fotocamera, ad attivare la visione ad icone oppure alle funzioni di zoom come peraltro l'ultimo comando che serve inoltre all'accesso diretto alle funzioni di ripresa per modificarne i parametri. Quest'ultimo pulsante premuto insieme a quello siglato Info e collocato dietro a pulsante di scatto resetta l'apparecchio alle impostazioni di base. Dal lato opposto del display a colori troviamo invece il solito selettore a bilanciere dotato di pulsante di conferma al centro. Esso serve a navigare nei menu, a passare da una foto all'altra in modalità di riproduzione delle immagini ed anche a visualizzare informazioni sulle stesse. Poco sotto un comando a pulsante serve invece a cancellare le immagini dalla memoria. Gli ultimi due comandi presenti sul retro sono collocati più in lato, a portata del pollice della mano destra e sono la ghiera di selezione, l'unica presente sul corpo macchina ed il comando che serve a bloccare la misurazione dell'esposizione automatica. Tale comando permette anche il blocco della messa a fuoco e, in fase di riproduzione, consente di bloccare le singole immagini per impedirne la cancellazione. Altri due comandi sono presenti sul bocchettone porta ottiche; il primo dei due permette l'attivazione manuale del flash incorporato, imposta i modi di funzionamento del lampeggiatore (è possibile scegliere tra normale, slow-sync con e senza prelampo anti occhi rossi e sincronizzazione sulla prima oppure seconda tendina) ed anche la correzione del bilanciamento tra luce lampo e luce diurna nelle riprese in cui entrambe illuminano la scena. Poco sotto un secondo pulsante comanda l'attivazione dell'autoscatto oppure di una funzione a scelta, selezionabile nei menu di personalizzazione, che diventa così immediatamente accessibile.

Il mirino offre una ottima visione di tutto il campo inquadrato e delle informazioni anche per chi porta occhiali da sole o da vista. Lo schermo di messa a fuoco è di ottima qualità sia come luminosità sia come nitidezza e mostra, al centro, i riferimenti dei punti di messa a fuoco che si illuminano quando diventano attivi. Nella parte bassa del mirino che è dotato di un oculare con correzione diottrica per adattarlo a chi ha difetti di vista, è visibile una serie di dati di ripresa, una dotazione più che sufficiente per utilizzare l'apparecchio senza staccare l'occhio dal mirino.

La scheda di memoria, formato Secure Digital è alloggiata sul lato destro del corpo macchina; ovviamente questa fotocamera accetta anche le scheda da 4 gigabyte e le nuove SDHC ad alta velocità. L'alimentazione è fornitura da un accumulatore ricaricabile agli ioni di litio di capacità pari ad un ampere alloggiato nell'impugnatura ed accessibile dal fondo dell'apparecchio. Sul lato sinistro del corpo macchina è presente uno sportellino che cela la presa di collegamento con il computer a standard mini USB e l'uscita del segnale videocomposito che serve per visualizzare le immagini in un comune tv color.

Come funziona il display grafico.
Nella nuova Nikon D40x è chiaramente visibile tutta l'esperienza del produttore nel realizzare un apparecchio fotografico completo quanto a dotazione di funzioni ma, al tempo stesso abbastanza facile da utilizzare. Tutto è concentrato nel display che mostra sia in forma tradizionale sia in forma grafica, a scelta, i dati di ripresa ed i parametri di funzionamento. A diversi di essi è possibile accedere direttamente premendo il comando a pulsante a sinistra del display posteriore, l'ultimo in basso, selezionandoli con il comando a bilanciere e regolandone il valore mediante la ghiera di selezione. Dopo un primo momento di sconcerto specie per chi proviene da apparecchi più semplici o con comandi in gran parte diretti (come ad esempio le reflex professionali Nikon) si impara a gestire velocemente la selezione e l'impostazione delle funzioni di ripresa. Queste comprendono ad esempio il formato di salvataggio dell'immagine (Jpeg in vari formati di compressione oppure Raw) e la risoluzione; per ogni impostazione il display ci indica il teorico spazio occupato da ogni file e quanti ve ne entrano nella scheda inserita nell'apparecchio. Poi vi sono le impostazioni relative al bilanciamento del bianco, alla sensibilità Iso (valori compresi tra 100 e 1600 più un super valore Hi-1 paragonabile a 3200), alla cadenza di scatto, al tipo di messa a fuoco, all'area di misurazione dell'autofocus, al tipo di misurazione esposimetrica, al correttore dell'esposizione flash e di quella in luce diurna ed alle modalità flash. Per ognuna di queste funzioni è presente una serie di immagini campione che descrivono l'effetto ottenibile con quella impostazione oppure il tipo di scena fotografabile. Se non bastasse c'è pure un help in linea richiamabile in qualsiasi momento che indica succintamente cosa accade con quella data impostazione. Per i più vanitosi è possibile applicare quale sfondo di questo display una propria foto prelevata tra quelle presenti nella scheda di memoria.

Conclusioni.
La Nikon D40x è un apparecchio che piacerà ai nikonisti ma anche a chi considerava più gradevole e divertente la resa fotografica degli apparecchi digitali Canon. Si tratta di una reflex digitale molto completa, brillante quanto la diretta concorrente anche nei reparti più congeniali alla Canon (vedi prova della rapidità autofocus) e con un comportamento sempre molto equilibrato nell'esposizione. Tra i limiti c'è la mancanza di un sistema di pulizia del sensore, presente invece nella concorrente, la ridotta compatibilità con le ottiche del passato ed un obiettivo di serie, lo zoom 18-55mm f/3,5-5,6 meno prestante di quello fornito a corredo con la Canon. I vantaggi sono però numerosi a cominciare dal bel display posteriore, migliore di quello della concorrente, alla evoluta interfaccia grafica ed alla presenza di alcune efficaci funzioni che consentono di modificare le immagini scattate e salvate recuperando le ombre (D-lighting) o eliminando automaticamente gli occhi rossi dai volti. La Nikon D40x è un apparecchio che non fa rimpiangere una reflex digitale di categoria superiore; si tratta di cosa ben diversa della reflex che va a sostituire ovvero la Nikon D50 senza contare che, per chi non ha bisogno dei dieci megapixel, esiste anche ad un prezzo estremamente concorrenziale anche la versione D40 con sensore CCD da sei megapixel e le stesse identiche funzioni.

Reflex, ottobre 2007

PRO E CONTRO

PRO

  • Apparecchio compatto e ben realizzato.
  • Ottima qualità d'immagine.
  • Notevole dotazione funzioni.
  • Autofocus veloce e preciso.
  • Display di qualità.

CONTRO

  • Manca sistema pulizia sensore.
    Obiettivo a corredo abbastanza modesto.


EFFETTI SPECIALI: SISTEMA ANTI OCCHI ROSSI

Un software all'interno della fotocamera consente di modificare le immagini già registrate per eliminare errori oppure applicare effetti speciali. L'immagine qui sotto presentava, infatti, il fastidioso disturbo che è stato prontamente eliminato, in modo automatico dal software della D40x. L'immagine corretta viene comunque salvata in un nuovo file lasciando inalterato l'originale.