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In prova
Epson R-D1
di Michele Buonanni
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Una raffinata fotocamera digitale con obiettivi intercambiabili,
mirino ottico a telemetro ed innesto obiettivi a baionetta Leica M
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Sopra, il selettore qualità-bilanciamento del bianco, in basso quello delle cornici nel mirino e, ancora sotto, altri comandi e la leva di carica.



A corredo dell'apparecchio viene fornito un ottimo software per il trattamento delle immagini scattate in formato Raw. I parametri a disposizione sono numerosi e consentono un completo controllo del risultato.

TANTI OBIETTIVI A SCELTA
L'anello della foto diventa prezioso per un apparecchio come la R-D1. Esso infatti consente di montare gli obiettivi con passo Leica a vite 39x1mm sulla baionetta M della Epson. Nella foto stiamo innestando l'anello su un supergrandangolare Voigtlaender 15mm nato per la Bessa L dotata appunto di innesto obiettivi Leica a vite.

LA PROVA PRATICA: UN GRANDE EQUILIBRIO
Per la prova pratica della Epson R-D1 abbiamo utilizzato sia ottiche Leica (un 35mm Summilux ed un Elmarit 90mm) sia un super grandangolare 15mm Voigtlaender. La resa è sempre stata impeccabile sia come esposizione sia come qualità finale del colore e dei dettagli. L'apparecchio ha dimostrato un grande equilibrio e notevoli potenzialità grazie anche alla qualità degli obiettivi.




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Una volta tanto parliamo di una fotocamera digitale che esce dai tradizionali schemi imposti dal mercato, un prodotto che può piacere a chi ha giurato di non toccare mai una digitale in vita sua e che sicuramente piacerà a molti fotografi professionisti che fanno del reportage il loro pane quotidiano.
L'idea alla base della Epson R-D1, questo il nome completo della nuova fotocamera digitale era quella di creare una sorta di Leica M digitale unendo il corpo macchina di una fotocamera tradizionale a telemetro con un sensore CCD e relativa sezione digitale. Il tutto condito dalla possibilità di utilizzare gli obiettivi con innesto Leica M oppure a vite.
Il progetto è partito, per Epson, lavorando sul corpo macchina che da anni la giapponese Cosina produce con il nome Bessa ed oggi disponibile in varie versioni dalla spartana L con innesto a vite e priva di sistema di mira fino alla raffinata R2 con innesto a baionetta e sistema di messa a fuoco a telemetro. Quest'ultima è stata la base di partenza con la quale Epson ha progettato la R-D1 che quindi dispone di un innesto obiettivi a baionetta Leica M e di soluzioni particolarmente originali come ad esempio la leva di carica che, in questa fotocamera priva di pellicola, serve a ricaricare l'otturatore, un display a lancette sulla falsariga di un quadrante di un orologio (si era già visto su un paio di raffinate compatte Nikon di fascia alta) ed una componentistica di qualità.
Dal punto di vista digitale troviamo un sensore CCD da sei megapixel ed una elettronica più importante di quello che sarebbe lecito aspettarsi in un apparecchio di questo tipo il quale punta ad una utenza sicuramente tradizionalista e probabilmente già in possesso di corpi macchina ed obiettivi Leica o Voigtländer. Sicuramente un apparecchio quantomai originale che farà sicuramente parlare di sé.
Corpo e comandi. Dalla forma del corpo, si comprende ancor di più quanto già espresso prima ovvero che la Epson R-D1 è una fotocamera tradizionale nel quale è stato implementato un sensore al posto della pellicola. Molti comandi sono rimasti quelli della fotocamera a pellicola quali ad esempio la leva di carica, che, nella versione digitale, serve solo a ricaricare l'otturatore a tendina e il manettino di riavvolgimento che questa volta è asservito ad un commutatore elettrico per selezionare le opzioni delle funzioni.
Il design è quanto di più tradizionale si possa immaginare tanto che, chiudendo il display posteriore fino alla sua scomparsa, la R-D1 può essere facilmente scambiata per una 35mm. Si tratta di una forma piuttosto squadrata, di vecchio concetto ma di grande fascino per chi ha amato ed ama ancora gli apparecchi fotografici tradizionali.
Il corpo macchina è interamente rivestito in metallo di ottima qualità con finitura in nero semi opaco a buccia, tipica degli strumenti professionali e fascia gommata centrale con funzioni antiscivolo. Gli accoppiamenti tra le varie parti sono di ottimo livello ed i giochi meccanici praticamente assenti, segno di una progettazione e di un assemblaggio di ottimo livello.
Infine le dimensioni, ben superiori alla media delle digitali ed anche di molte 35mm ma che consentono una agevole impugnatura nonostante le forme squadrate.
A display chiuso, la maggiore parte dei comandi presenti sul corpo sono identici a quelli della versione a pellicola salvo per un commutatore che serve ad impostare la risoluzione di lavoro e il bilanciamento del bianco. Nella parte superiore della fotocamera sono raccolti diversi comandi importanti quali la ghiera dei tempi fissi, modi di esposizione, la leva di carica e la finestrella del pregevole sistema di informazioni mediante quadrante e lancette già citato in precedenza.
Partendo da sinistra, troviamo il manettino di riavvolgimento che, nella Epson R-D1, non essendo presente la pellicola (e quindi la necessità di riavvolgerla…) viene utilizzato per attivare i parametri delle varie funzioni ed ha due posizioni di lavoro, una a manettino in posizione standard ed una sollevato, quest'ultima per attivare funzioni delicate come quella di cancellazione contemporanea di tutte le immagini presenti sulla scheda.
Più a destra c'è il comando che attiva le varie finestrelle per l'inquadratura presenti nel mirino. E' rimasta la classificazione classica, quella già adottata nelle 35mm, divisa per le tre focali 28mm, 35mm e 50mm. Ovviamente questi dati sono già reinterpretati in funzione del fatto che la lunghezza focale effettiva degli obiettivi va moltiplicata per un fattore pari a circa 1,5x. Quindi, montando ad esempio un 35mm la cornicetta nel mirino ci mostrerà automaticamente la focale corrispondente ovvero quella di circa un 53mm. E se abbiamo un obiettivo differente dai tre previsti? Una specifica tabella posta sul retro del dorso, ci mostra le equivalenze in una gamma di lunghezze focali comprese tra 12mm e 90mm, utile se montiamo altre focali diverse dalle tre citate.
In ogni caso la precisione dell'inquadratura è condizionata dal fatto che il mirino, nonostante una ottima luminosità e nitidezza mostra solo una parte di quello che verrà registrato sulla pellicola. Ciò significa che è bene fare delle prove con le varie lunghezze focali a disposizione per assimilare il margine di errore introdotto dal sistema di mira.
Nella parte centrale troviamo una slitta portaflash con tanto di contatto caldo, una soluzione pratica per chi è appassionato di fotografia in luce lampo e non vuole rinunciare all'uso del flash anche con questo apparecchio. La Epson R-D1 non dispone di alcun tipo di misurazione flash per cui è d'obbligo utilizzare un qualsiasi lampeggiatore dotato di sistema autonomo per il calcolo dell'esposizione oppure andare per tentativi confidando nella possibilità di rivedere immediatamente il risultato ottenuto. Inoltre è disponibile una presa per flash alla quale è possibile collegare lampeggiatori mediante un cavo standard.
La sezione superiore destra offre un concentrato di comandi costituiti principalmente dal quadrante con le lancette, appena citato, che sostituisce un display a cristalli liquidi nel fornire informazioni sullo stato di funzionamento della fotocamera e dalla ghiera dei tempi fissi. Il primo contiene quattro lancette ed altrettante scale bianche su fondo nero che servono a visualizzare lo stato di carica della batteria di alimentazione, la risoluzione di cattura dell'immagine, l'autonomia residua nella scheda di memoria espressa in scatti ed infine il settaggio del bilanciamento del bianco. La visibilità dei dati è eccellente e non pone problemi anche a chi porta occhiali da vista poiché, dopo un periodo di abitudine si impara, come con gli orologi da polso, che ad una certa posizione della lancetta corrisponde un certo valore. Basta quindi un colpo d'occhio per individuare rapidamente lo stato di funzionamento della Epson R-D1.
La ghiera dei tempi fissi, regolabili nell'esposizione manuale da 1 secondo ad 1/2000 più la posa B, contiene anche la posizione A che serve ad impostare l'automatismo a priorità dei diaframmi, il correttore fisso di esposizione e la scala delle sensibilità. Al centro della ghiera c'è il pulsante di scatto, dotato anche di filettatura per un flessibile di scatto a distanza. La posizione A della ghiera è bloccata da un sistema di sicurezza che viene disattivato premendo un pulsante collocato subito dietro la ghiera stessa.
Sull'estrema destra troviamo la leva di carica a corsa corta che serve a ricaricare l'otturatore dopo ogni scatto e l'interruttore di accensione collocato coassialmente. Al momento dell'attivazione dell'apparecchio le quattro lancette del quadrante si spostano dalla posizione di riposo a quella di misurazione indicando che l'apparecchio è pronto a scattare.
Sul retro della fotocamera, nella parte alta, troviamo, sulla sinistra, l'oculare del mirino di buone dimensioni e protetto da una ghiera in gomma la quale previene graffi agli occhiali eventualmente indossati dall'utente e sulla destra altri due comandi. Il primo di essi, a pulsante, serve al blocco della memoria esposimetrica ovvero a congelare l'esposizione misurata in automatismo in una data parte della scena mentre il secondo è un selettore che, in unione al manettino di riavvolgimento permette di impostare sia il bilanciamento del bianco sia la qualità dell'immagine. Entrambe queste funzioni vengono controllate tramite due lancette del quadrante; nel primo caso è possibile impostare il funzionamento automatico oppure quello manuale su posizioni prefissate per i tipi di illuminazione più comuni. Nel secondo caso, invece è possibile realizzare immagini in formato Jpeg a due livelli di risoluzione (standard 2240x1488 pixel oppure elevata a 3008x2000 pixel) e con un livello di compressione fisso pari ad 1:4 oppure in formato Raw, senza compressione, per la massima qualità possibile.
Gran parte del retro è occupato dal display a colori il quale, grazie ad un sistema di cerniera snodata può essere ribaltato e chiuso quando non viene utilizzato. In quest'ultima posizione, il retro della fotocamera sembra proprio quello di un apparecchio a pellicola non fosse che per la scala presente al centro la quale, invece di indicare la sensibilità Iso della pellicola mostra la conversione delle lunghezze focali tra 35mm e digitale. Possiamo lavorare con questa posizione del display se non abbiamo bisogno di effettuare impostazioni particolari oppure rivedere subito le foto scattate,
Il display ha una buona dimensione ed offre anche una notevole nitidezza grazie ai 235 mila pixel che lo compongono. Sulla cornice destra del display vi sono i comandi della sezione digitale costituiti da cinque tasti che servono rispettivamente ad attivare la visione nel display, attivare i menu di gestione, confermare la scelta effettuata tramite la rotella di riavvolgimento che serve come ghiera di selezione, annullare l'operazione in corso ed, infine, un pulsante programmabile con una funzione a scelta dell'utente.
I menu di gestione, invece di essere a tendina, sono costituiti da un cerchio nel quale vi sono vari settori che corrispondono ad altrettante funzioni, chi è abituato ai menu classici rimane dapprima un po' sconcertato ma poi si abitua. Anche alcune funzioni risultano all'inizio, di difficile comprensione come quella che serve ad impostare le "caratteristiche della pellicola", in pratica una sorta di impostazione digitale che simula il comportamento di una certa pellicola per quanto riguarda i parametri di contrasto, nitidezza, saturazione, tinta e livello di eliminazione del rumore. Possono essere memorizzate fino a tre pellicole digitali differenti oltre a quella standard proposta dal sistema.
I menu di gestione, una volta esplorati a fondo offrono molte più funzioni di quelle che possono sembrare ad una prima occhiata; è presente anche una funzione di risparmio energetico che allunga l'autonomia dell'accumulatore ed una che simula l'uso dei filtri bianconero con le impostazioni Giallo, Arancio, Rosso e Verde.
Nel complesso la dotazione di funzioni della Epson R-D1 è più che sufficiente anche per un utente smaliziato che è abituato alle ricche dotazioni delle moderne reflex digitali.
La parte anteriore è occupata, al centro, dall'innesto ottiche a baionetta Leica M, una soluzione che apre, alla R-D1 un intero mondo di obiettivi sia Leica M sia a vite 39x1mm più relativo adattatore: Abbiamo montato sulla Epson diverse ottiche Leica ed anche quelle a vite della serie Voigtländer Bessa ottenendo sempre una piena compatibilità. In particolare, con il 90mm Summicron, abbiamo sperimentato la precisione dell'accoppiamento con il sistema telemetrico di messa a fuoco che è risultata impeccabile.
La batteria di alimentazione, un accumulatore ricaricabile al nichel metal idrato, è alloggiata nella parte destra della fotocamera ed offre un autonomia variabile notevolmente in funzione dell'uso del display. Se lo utilizziamo poco, l'autonomia è di parecchi scatti, centinaia, senza alcun problema. Con un uso intenso del display l'autonomia si riduce considerevolmente pur non avendo, questa fotocamera, né flash, né autofocus e neanche il sistema di caricamento motorizzato dell'otturatore.
Le immagini vengono memorizzate in una scheda formato SD alloggiata sul lato destro della fotocamera e protetta da uno sportello ribaltabile, Ogni file immagine occupa 1,5 megabyte nella risoluzione inferiore Jpeg, 3 in quella alta ed infine 10 megabyte in formato Raw. Manca del tutto l'interfaccia con il computer e la relativa presa di connessione: l'unico modo di trasferire le immagine consiste nell'estrarre la scheda di memoria ed inserirla nel lettore di un computer.
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Come funziona. Il connubio tra fotocamera di tipo tradizionale e sensore digitale funziona piuttosto bene tanto che l'apparecchio sembra essere nato direttamente in quest'ultima versione. Alcuni particolari decisamente retrò come la leva di carica ed il quadrante a lancette contribuiscono al fascino e perfino il più tradizionalista non potrà non apprezzare questa realizzazione Epson.
Del sistema di mira abbiamo già parlato così come del telemetro per la messa a fuoco. Per quanto riguarda l'esposizione invece occorre dire che la lettura semispot effettuata sulla tendina dell'otturatore, seppur non moderna quanto un sistema multizona, si dimostra abbastanza precisa anche tendendo conto del fatto che, con una fotocamera digitale, è possibile vedere subito il risultato ed eventualmente ripeterlo. Inoltre, la presenza sia del blocco della misurazione esposimetrica sia del correttore fisso di esposizione permettono di affinare il risultato. C'è inoltre la possibilità di esporre totalmente in manuale impostando tempo e diaframma e seguendo i consigli dell'esposimetro oppure in alternativa, decidendo autonomamente i valori.
Nel funzionamento si apprezza soprattutto la silenziosità, la rapidità di messa a fuoco in qualsiasi situazione ed anche l'assenza di vibrazioni dovuta alla mancanza dello specchio reflex. Con questo apparecchio e magari un obiettivo grandangolare è possibile fare foto in luce ambiente scarsa senza pericolo di mosso anche a tempi piuttosto lunghi.
Manca qualche funzione utile come ad esempio la possibilità di rivedere automaticamente le foto appena scattate (occorre premere uno specifico pulsante) ed anche la possibilità di collegare l'apparecchio direttamente ad un computer.
Conclusioni. Chi vuole sperimentare in digitale i propri obiettivi con innesto Leica a vite o baionetta troverà nella Epson R-D1 una eccellente e per ora unica soluzione a questa esigenza. Si tratta di un apparecchio che viene incontro a chi non amando molto il digitale preferisce soluzioni più classiche e vuole qualcosa di utilizzabile in modo semplice. La R-D1 è anche l'apparecchio digitale ideale per il fotoreportage a luce ambiente e per il professionista che fino ad oggi usava ed usa ancora le Leica M per il proprio lavoro. Certo i 3000 e passa euro richiesti per l'acquisto del corpo macchina non sono pochi ma bisogna tenere conto della unicità e qualità del progetto e del fatto che tutto sommato questa cifra è proprio il costo di un corpo macchina tradizionale Leica M.
La Epson R-D1 è distribuita, in Italia, dalla Nital di Torino, www.nital.it
Reflex © febbraio 2005
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PRO E CONTRO
PRO
- Progetto originale, fuori dagli schemi, costruito in modo impeccabile.
- Innesto obiettivi Leica M oppure, a vite, con adattatore
- Facilità d'uso anche per i meno esperti
- Silenziosità ed assenza di vibrazioni ne fanno l'apparecchio ideale per i fotoreporter
- Raffinato display analogico a lancette e buona dotazione di funzioni
CONTRO
- Manca visione immediata della foto scattata
- Manca interfaccia con il computer
- Consumo di energia elevato quando si usa intensamente il display a colori
- Mirino non molto preciso
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SCHEDA TECNICA
Sensore: CCD formato Aps, 15,6x23,7. Pixel effettivi: 6,1 milioni.
Risoluzione massima: 3008x2000 pixel.
Rapporto tra i lati: 3:2.
Scheda di memoria: SD.
Formati di salvataggio: Jpeg (Exif 2.2), Raw.
Livelli di compressione: 1 (1:4).
Regolazioni manuali dell'immagine: nitidezza, contrasto, saturazione, riduzione rumore.
Innesto obiettivo: Baionetta Leica M. Equivalenza 35mm: circa 1,5x.
Messa a fuoco: Telemetro ad immagine sdoppiata.
Mirino: ottico con cornicette per le focali più comuni selezionabili con comando a levetta.
Display: TFT 2". Modi di esposizione: priorità dei diaframmi, manuale.
Programmi tematici: no.
Tipo di lettura: a prevalenza centrale.
Bracketing: no.
Correttore fisso: +/- 2EV.
Bilanciamento del bianco: auto, sole, nuvole, neon, tungsteno.
Sensibilità Iso: da 200 a 1600, con riduzione del rumore. Tempi di scatto: da 1/2000 di sec. a 1 secondo; posa B.
Riarmo otturatore: Leva di carica a corsa corta
Autoscatto: sì.
Flash: Slitta portaflash con contatto caldo e presa sincro tipo PC. Sincroflash ad 1/125.
Alimentazione: Accumulatore ricaricabile.
Altre caratteristiche: Emulazione filtri per la fotografia bianconero.
Interfaccia e uscite: non presenti.
Stampa diretta: DPOF, Print Image Matching II.
Dimensioni: 110x77x80mm.
Peso: 305g senza batterie.
Prezzo ufficiale: 3000 euro solo corpo.
Distributore: Nital Spa, www.nital.it.
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