Un tempo, e non sono passati molti anni, il confronto tra tecnologia tradizionale, pellicola, e tecnologia digitale veniva sintetizzato con la contrapposizione tra qualità, la prima, e immediatezza, la seconda. Chi voleva immagini di qualità doveva per forza rivolgersi alla vecchia cara emulsione all'argento mentre chi, per motivi di lavoro od altro, aveva bisogno immediatamente di poter fruire delle proprie immagini, magari per spedirle via Internet o via telefono alla redazione di un giornale. Alla pellicola non si poteva richiedere immediatezza, anche se i tempi di trattamento erano ormai ridotti a poche decine di minuti cosi come alle fotocamere digitali di un tempo non si poteva chiedere la qualità visto che avevano sensori di poco superiori al megapixel, un valore, oggi, considerato insufficiente anche per le fotocamere giocattolo da regalare ai bambini.
Eppure, con quelle reflex digitali molti professionisti pubblicarono foto sui quotidiani e scoprirono come, la tecnologia senza pellicola, abbreviava drasticamente i tempi di lavorazione permettendo, alla carta stampata, di ridurre il ritardo rispetto alla televisione, nel fornire informazioni sugli eventi.
Oggi, a distanza di qualche anno, tutto questo sembra molto lontano: le reflex professionali digitali possono contare su una buona riserva di qualità e la pellicola si vede confinata entro territori sempre più ristretti anche perché si è rarefatta la rete di laboratori professionali che garantivano un trattamento impeccabile e rapido, specie per le emulsioni invertibili. La fotografia digitale una volta confinata alla cronaca e poi alla fotografia di sport, si è estesa in settori dell'immagine prima preclusi come la moda e la foto di matrimonio.
Finora, però, non si era mai parlato di effettivo sorpasso, in termini qualitativi, del digitale nei confronti della pellicola. Kodak, al momento di presentare la sua prima reflex professionale con sensore da 14 megapixel aveva dichiarato che il contenuto di informazioni prodotte da questo sensore era pari a quello di un fotogramma di pellicola (senza specificare però quale..). Molti professionisti dell'immagine, in possesso di apparecchi reflex digitali dell'ultima generazione, non hanno comunque abbandonato la pellicola che utilizzano per quei servizi nei quali è richiesta la massima qualità.
Le cose però cambieranno ulteriormente e la bilancia della qualità penderà sempre più a favore del digitale da quando sono apparse le due nuove reflex di Canon e Nikon che stabiliscono ulteriori punti di riferimento in fatto di risoluzione d'immagine, e non solo.
I numero di questi apparecchi sono realmente da primato ed inducono a pensare che il regno della pellicola subirà una ulteriore scossa: la Canon EOS-1Ds Mk II ha un sensore realizzato in tecnologia CMos, formato intero (24x36mm), da 16,7 milioni di pixel effettivi mentre la Nikon ne ha uno sempre CMos formato 15,7x23,7mm detto APS digitale con ben 12,4 milioni di pixel; il primo dato che stupisce è il formato delle immagini prodotte alla massima risoluzione da questi due apparecchi che è 4492x3328 pixel per la Canon e di 4288x2848 pixel per la Nikon, valori superiori a quelli di molti scanner per pellicola. Ciò significa che se pensate di scattare con pellicola 35mm e poi effettuare scansioni con uno scanner da 2600/3200 pixel per pollice, otterrete comunque una risoluzione inferiore a quella prodotta in diretta da queste fotocamere. Ma anche gli altri dati sono impressionati, a partire dalla velocità di scatto che è di 4 foto al secondo per la Canon (sequenza massima di 32 foto in Jpeg oppure 11 in Raw) e di 5 foto al secondo per la Nikon (sequenza massima di 22 foto in Jpeg e di 17 in NEF, il formato Raw della Nikon); quest'ultima dispone anche di una funzione High Speed Crop che, con una risoluzione d'immagine inferiore ed una inquadratura pari alla porzione centrale del fotogramma, permette di ottenere otto immagini al secondo.
Quanto a funzioni, queste fotocamere spostano ancor più in avanti il concetto di apparecchio professionale. Sia nella Nikon sia nella Canon, praticamente ogni parametro di ripresa è personalizzabile e richiamabile all'istante tramite gruppi di memorie; sterminate le funzioni di personalizzazione che consentono di adattare il più possibile la fotocamera alle esigenze dell'utente mentre i parametri critici quale il bilanciamento del bianco, l'esposizione fino al salvataggio delle immagini, prevedono innumerevoli possibilità. Il concetto di spazi colore, bilanciamento del bianco con taratura manuale fine, formati di salvataggio si è ulteriormente esteso per fornire prestazioni sempre più accurate mentre le funzioni base quali autofocus ed esposizione sono state ulteriormente potenziate.
Costruite su corpi macchina affidabili e collaudati, sia la Canon che la Nikon sono realizzate con materiali di prima scelta, soprattutto leghe leggere, fatti per resistere agli strapazzi ai quali i fotografi professionisti le sottoporranno. Questo, insieme alle prestazioni, influisce negativamente sul prezzo di acquisto che rappresenta, specie quello della Canon, un record tra le reflex digitali. La EOS 1-Ds Mark II costa infatti ben 7900 euro solo corpo mentre la Nikon D2x costa "solo" 4900 euro.
Per info su Canon, www.canon.it e per Nikon, www.nital.it.
Reflex, maggio 2005
SOLUZIONI UGUALI MA DIFFERENTI
Soluzioni differenti per l'innesto obiettivi. La Canon adotta un attacco a baionetta EOS privo di connessioni meccaniche presenti invece nell'innesto Nikon. Quest'ultimo ha bisogno, per il completo svolgimento di tutte le funzioni, di obiettivi con innesto AF-D, G oppure della serie AF-S con motore di messa a fuoco incorporato.
Diverse soluzioni anche per le prese di collegamento con il mondo esterno. La Canon, a sinistra, concentra tutto sotto due sportelli in gomma mentre Nikon li ha sia sulla parte laterale, come Canon, sia sul frontale, coperti da tappi in plastica. Entrambe dispongono ovviamente di presa sincro per il collegamento di flash via cavetto.
Sul retro della Canon, qui sopra, è presente un'unica ghiera che serve a modificare i parametri. Nella Nikon oltre alla ghiera c'è anche un selettore a bilanciere che serve a navigare nei menu.
La batteria di alimentazione della Nikon, qui a sinistra, sembra più piccola rispetto a quella della Canon (a lato) ma offrono più o meno la stessa autonomia. Entrambe sono agli ioni di litio e quella della Nikon è dotata di un sofisticato sistema di monitoraggio sempre disponibile nei menu di gestione della fotocamera. Quella della Canon è invece dotata di sicura supplementare che evita distacchi accidentali dell'accumulatore dal corpo macchina.
Differenti soluzioni anche per le schede di memoria. Entrambe adottano una CompactFlash ma la Canon offre anche una presa per una scheda di tipo SD che può funzionare anche insieme alla CF come backup di riserva.
Quanto ai display collocati nella parte superiore, la Nikon vince per dimensioni dei caratteri mentre Canon ha il maggior numero di informazioni e la migliore retroilluminazione.
IL SENSORE: DUE FILOSOFIE DIVERSE
La differenza forse più grande tra queste due fotocamere sta nelle diverse soluzioni scelte per i sensore. Pur trattandosi, per entrambe, di un componente a tecnologia CMos, la Canon adotta un sensore a pieno fotogramma ovvero con dimensioni pari a quelle del formato 24x36mm mentre Nikon rimane fedele a quello formato APS Digitale che misura invece 23,7x15,7mm. L'aspetto più evidente è che, con la
EOS-1Ds Mark II gli obiettivi abbracciano lo stesso angolo di campo che hanno con la pellicola. Un grandangolare 20mm, così come un 200mm rimangono tali e quali. Nella Nikon invece, per sapere quale è la focale effettiva occorre moltiplicare quella fisica dell'obiettivo per 1,5x: in tal modo il nostro grandangolare preso precedentemente ad esempio da 20mm diventa un 30mm ed il tele da 200mm passa a 300mm. Diversa anche la risoluzione massima che è di 16,7 megapixel per la Canon e di 12,4 per la Nikon che significa esattamente un 35% di informazioni (pixel) in più per la prima rispetto alla seconda.