Tecnica di ripresa:
lotturatore
di Marco Bastianelli e Sergio Grandi
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Dopo aver visto i segreti del diaframma analizziamo ora cosa si nasconde nellotturatore di una macchina fotografica. Impostando tempi differenti si ottengono risultati assai diversi. E per un uso creativo della fotografia non cè di meglio per potersi divertire!
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Questa volta approfondiamo laltro dispositivo essenziale al controllo dellesposizione e per la realizzazione di effetti creativi: lotturatore. Il tempo di scatto che decidiamo di impostare sulla nostra reflex è, infatti, il semplice - e al contempo affascinante - momento nel quale optiamo per una ripresa che possa bloccare un qualsiasi tipo di movimento, oppure al contrario esaltarlo, dando il senso di mosso. E questo mosso può essere tanto maggiore quanto più lungo è il tempo di scatto che decidiamo di utilizzare. Insomma, anche in questo caso, cè veramente di che potersi divertirsi!
Occorre però non confondere il mosso che decidiamo di impressionare sul fotogramma, con il mosso che si ottiene non impugnando saldamente la fotocamera. In altre parole, per sfruttare appieno lampia gamma dei tempi di scatto, occorre utilizzare un buon cavalletto perché scendendo al di sotto del tempo di scatto di 1/60 di secondo anche il più piccolo movimento dellapparecchio fotografico renderà limmagine poco nitida. Dunque, è impossibile fotografare senza un robusto treppiedi. Del resto, tutte le fotografie che abbiamo realizzato per illustrare questo articolo sono state scattate proprio con la reflex montata sul cavalletto.
Infine, unannotazione di estetica fotografica: non cè una regola base che possa indicare se in una ripresa sia meglio usare un tempo rapido o lungo, molto dipenderà da ciò che si vorrà far risaltare. Dunque dai nostri gusti personali.

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Otturatore
Meccanismo che consente di regolare la durata dellesposizione del materiale sensibile negli apparecchi fotografici. Fino alla metà dellOttocento loperazione viene effettuata togliendo dallobiettivo un cappuccio a tenuta di luce per i minuti necessari alla corretta esposizione. Poi la maggiore sensibilità del materiali fotografici riducendo i tempi di posa, rende necessaria la costruzione di otturatori meccanici, a battente, o a ghigliottina, da porre davanti allobiettivo, tra i quali ha grande diffusione un modello costruito nel 1861 da W. England e montato nel 1883 sulla Goertz Anschutz. Nel 1902 appare in Germania un complicato sistema, chiamato Compound, poi modificato e presentato nel 1912 con il nome di Compur, che sostituisce definitivamente gli otturatori centrali a disco rotante, nei quali una fessura consente alla luce di passare per il tempo di esposizione. Gli otturatori vengono oggi classificati, in base alla posizione che occupano nella macchina fotografica, in centrali o focali.
Tempo di posa.
Si può indifferentemente usare questo termine o lequivalente tempo di otturazione. E il tempo durante il quale lotturatore rimane aperto e consente il passaggio della luce per impressionare la pellicola. Un tempo si usava la scala (in secondi) 1, 1/2, 1/5, 1/10, 1/25, 1/50, 1/100, 1/250, 1/500, 1/1000. A partire dagli anni Cinquanta si è diffusa la scala 1, 1/2, 1/4, 1/8, 1/15, 1/30, 1/60, 1/125, 1/250, 1/500, 1/1000, 1/2000, nella quale i tempi si dimezzano progressivamente in maniera molto omogenea. Negli otturatori elettronici a controllo automatico del tempo di posa, questo può variare con continuità. |
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EFFETTO PANNING: CON LA REFLEX O CON IL COMPUTER? ECCO COME SI FA!
Nel mosso intenzionale la macchina fotografica è saldamente ferma e si utilizza un tempo di scatto lungo. Assai differente è invece la tecnica del panning perché la fotocamera non va montata sul cavalletto e deve seguire il movimento del soggetto, seguendolo parallelamente e possibilmente alla stessa velocità. E una tecnica ampiamente utilizzata nella fotografia sportiva (soprattutto nel motociclismo e nellautomobilismo), ma che si può applicare con risultati eccellenti anche a soggetti che ci passano davanti a velocità più moderate e perfino a chi semplicemente corre a piedi.
Il panning offre unimmagine relativamente nitida del soggetto contro uno sfondo totalmente confuso. Inoltre, impugnando saldamamente la reflex tra le mani, occorre realizzare vari scatti con vari tempi, perché non cè una regola fissa per ottenere il risultato desiderato. Diciamo che spesso con 1/30 di secondo si ottengono immagini molto buone, ma sarà bene anche provare con tempi più lunghi, o magari con 1/60 di secondo. |
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Il panning con il computer? Ecco come si può fare. Noi siamo partiti dalla stessa foto che abbiamo realizzato a Manuel in bicicletta, con un tempo di scatto di 1/125 di secondo. Abbiamo scansionato la fotografia e, con il programma Adobe Photoshop, ci siamo dedicati allelaborazione. Dapprima isolando il soggetto con i due strumenti Bacchetta magica e Lazo. Dopodiché con Inversa abbiamo selezionato il fondo sul quale possiamo ora utilizzare leffetto Movimento. Sul menù si cerca la voce Filtro e si passa alla sottovoce Sfocatura dalla quale si selezione Effetto movimento. Per ottenere un risultato gradevole si deve aumentare la distanza pixel su un valore di 50, ma per aumentarne leffetto, basta aumentare il numero, fino a 999! Noi ci siamo fermati al valore di 250. Però Manuel ci sembra troppo statico. Tornando su di lui, questa volta lavoriamo sulle ruote della bicicletta, isolandole sempre con Lazo. Di nuovo alla voce Filtro abbiamo selezionato Stilizzazione per arrivare a Effetto vento sui cerchioni. Ed il gioco è fatto!
Reflex © dicembre 2001
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