Un mondo fantastico

di Sandro Frinolli

Se siete stanchi dei soliti colori e cercate emozioni visive nuove, l'infrarosso vi permetterà di raccontare il mondo in maniera insolita ed originale. Vediamo come.

Colori elettrici, acidi, irreali, lontani dall'abituale comprensione visiva, fanno della pellicola infrarosso una possibilità per realizzare immagini di assoluto interesse cromatico. La pellicola Kodak Infrared EIR, da diversi anni presente sul mercato anche con la possibilità di essere sviluppata in E-6, lo stesso sviluppo delle normali diapositive, mentre fino a pochi anni fa bisognava svilupparla esclusivamente in AR-5 con conseguente difficoltà da parte dei fotografi di dover trovare necessariamente laboratori, pochi a dire il vero, attrezzati per farlo, oltretutto con costi maggiori rispetto ad ora e tempi di consegna nettamente superiori.
Sicuramente un'esperienza interessante per chi ama sperimentare, una specie di fuori pista per chi vive un periodo di staticità creativa o un momento, capita a tutti i fotografi, durante il quale i soliti soggetti ripresi non danno più la stessa emozione. E' un'analisi del colore con strumenti e occhi diversi, un attraversamento fantastico, quasi irreale, del mondo che ci circonda.
Per capire ed interpretare i raggi infrarossi è doveroso conoscere lo spettro visibile al quale sono sensibili i nostri occhi. Sappiamo che un fascio di luce bianca, trasparente, quella che normalmente investe la terra di giorno, è composta da 3 colori primari: Rosso, Verde e Blu e da 3 colori complementari: Giallo, Magenta e Cyan. Per appurare ciò basta guardare attraverso un prisma e notare la scomposizione di un raggio di luce: ci troveremo tutti i colori da noi conosciuti.
L'atmosfera terrestre è attraversata da diverse onde magnetiche che partono tutte dal sole: raggi gamma, raggi X, raggi cosmici, onde radio, onde radar, infrarossi, ultravioletti e raggi luminosi (spettro visibile), tranne questi ultimi gli altri sono tutti invisibili ai nostri occhi.
Lo spettro visibile ha una lunghezza d'onda (L.O.) che và dai 400 ai 700 nanometri (unità di misura - 1 nm. equivale ad 1/1.000.000 di millimetro), la retina dei nostri occhi è sensibile soltanto a questo arco di L.O.. La lunghezza d'onda è lo spazio tra la cresta di un'onda e la successiva.
I raggi Infrarossi viaggiano con una lunghezza d'onda superiore ai 700 nanometri.

LA SCOPERTA: nel 1800 l'astronomo tedesco F.W. Herschel scoprì che esistevano radiazioni termiche invisibili all'occhio umano, misurando la temperatura delle radiazioni dello spettro visibile oltre la zona del rosso. Le classificò come raggi infrarossi.

L'APPLICAZIONE di tali raggi in fotografia fu realizzata per la prima volta dallo scienziato, nonché fotografo Abney nel 1880, che completamente al buio fotografò un recipiente con dell'acqua bollente ed una stufa con un'emulsione sensibile appunto ai raggi infrarossi.
Inizialmente queste pellicole vennero usate soltanto per scopi militari per individuare, con riprese aeree, formazioni belliche, poiché la clorofilla delle piante veniva registrata dalla pellicola in maniera diversa dai mezzi militari pur se mimetizzati da teloni o reti.
Più tardi fu scoperta l'utilità di questa pellicola e impiegata anche per rilevamenti archeologici, biologici, zoologici, idrologici insomma per un'analisi completa del territorio.

L'ESPOSIZIONE: gli esposimetri delle nostre reflex non sono tarati per l'infrarosso quindi non è possibile usare il codice DX (sistema che permette alle macchine dotate di questa funzione di leggere e impostare automaticamente la sensibilità della pellicola) ma bisogna impostare manualmente la sensibilità. La Kodak consiglia di esporla a 200ISO se si sviluppa in E-6 mentre se si sviluppa in AR-5 consiglia di esporla a 100ISO.

LA MESSA A FUOCO: si sconsiglia l'Autofocus. Molti obiettivi hanno un riferimento per l'infrarosso sulla ghiera della messa a fuoco manuale. Non possedendo un tale obiettivo si può sempre ricorrere alla messa a fuoco attraverso un filtro rosso, è abbastanza attendibile. Comunque queste precauzioni valgono solo per le riprese ravvicinate mentre per le fotografie a media e lunga distanza la differenza di fuoco è appena percettibile purchè si usino diaframmi chiusi.

L'IMPORTANZA DEI FILTRI: per ottenere il massimo dell'espressione cromatica con questa pellicola dobbiamo usare dei filtri, senza questi si avranno foto con una forte dominante viola/magenta che dopo qualche scatto risulteranno sicuramente monotone. L'abbinamento dei filtri con la pellicola l'EIR ci permetterà di entrare in un mondo con una concezione cromatica completamente nuova ed affascinante.
Qui sotto è riportato uno specchio indicativo per capire quali filtri usare e quali saranno i risultati:

FILTRO E RISULTATO

GIALLO
La Kodak lo consiglia come binomio fisso da usare con questa pellicola, il giallo n.12 Wratten
Mare e cielo = Blu elettrico
Vegetazione = Rosso/Viola elettrico
Sabbia e nuvole = Bianco
Ombre = Dominante blu
Il verde diventa rosso
Il rosso diventa giallo

ROSSO
Mare e cielo = Verde
Vegetazione = Rosso
Sabbia e nuvole = Giallo
Asfalto rocce e muri = Grigio/verde
Ombre = dominante giallo/verde
Il verde diventa rosso
Il rosso diventa giallo/verde
La pelle assume un colorito verdastro

BLU
Tutto assume una dominante che va dal rosa al magenta al rosso-porpora

VERDE
Tutto assume una dominante che va dal magenta al rosso

AMBRA 85B
Mare e cielo = Blu scuro
Sabbia e nuvole = Rosa/magenta

ALTRE VALUTAZIONI:

CONDIZIONI CLIMATICHE IDEALI: col sole, il cielo sereno e la temperatura atmosferica superiore ai 20°.
Sconsigliato usare la pellicola EIR quando il sole è coperto.

SOGGETTI UMANI: l'incarnato avrà sempre una fastidiosa dominante giallo/verde che farà pensare ad una pelle malaticcia, di conseguenza questa pellicola è considerata sconsigliata per tali tipi di riprese, ma con i dovuti equilibri si possono ottenere immagini, soprattutto nella moda, poco viste. Rimane il fatto che non è una pellicola consigliata per le foto di Natale in famiglia.

Considerando quanto detto finora, va evidenziato il fatto che pur essendo una pellicola nata con e per degli scopi ben precisi, sotto alcuni aspetti lontani dall'espressione artistica, se affrontata con la giusta tecnica ci regalerà emozionanti esplosioni cromatiche ed originali interpretazioni fotografiche.

Reflex © 11/2007