
Fotografare con la sole luce disponibile che c'è, poca o tanta che sia, ma senza utilizzare altre fonti di illuminazione: questa - in sintesi - è la ripresa a luce ambiente. Un termine, quindi, molto vasto, perché si va dalla luce solare all'illuminazione notturna, passando per il tramonto. Di conseguenza anche gli accorgimenti tecnici da utilizzare sono tanti e differenti tra loro. Perché, intendiamoci, nella luce ambiente è compresa anche quella che viene fornita da lampade da tavolo e da pavimento, lampadari, lampade fluorescenti, faretti, insegne al neon, caminetti e perfino la luce proveniente da una candela. Di conseguenza, le varie riprese, appaiono molto realistiche proprio perché l'illuminazione della scena non è stata alterata.
Uno dei primi problemi da affrontare, quindi, riguarda la scelta dell'emulsione da caricare nell'apparecchio fotografico. Generalmente, per la loro versatilità, sono da considerarsi molto utili le pellicole con una sensibilità da 400Iso (sia per stampe a colori, sia per le diapositive, ma anche per il bianconero). Però, attenzione, ogni pellicola è prevista per essere usata con un particolare tipo di luce. Per ottenere la miglior resa cromatica, la pellicola andrà esposta nelle condizioni di illuminazione prevista dal fabbricante. Per esempio, se scegliamo una pellicola per diapositive tarata per luce diurna, ma la utilizziamo fotografando di notte con l'illuminazione artificiale al tungsteno (e senza utilizzare un filtro di correzione) le immagini che otterremo saranno troppo tendenti al giallo-rosso. Ci sono invece pellicole per diapositive tarate proprio per la luce al tungsteno (3200°Kelvin) che producono ovviamente risultati molto più gradevoli con la maggior parte delle sorgenti ad incandescenza (quindi lampade normali, lampade flood al tungsteno, ecc.). Per fotografie in illuminazione fluorescente è preferibile usare pellicole per luce diurna, anche se è inevitabile una colorazione verdastra. Nelle riprese in esterno, effettuate di notte, si possono impiegare entrambi i tipi di pellicola. Dipenderà poi dai gusti personali. Quindi otterremo un aspetto caldo, con una dominante arancione, se fotografando di notte, utilizzeremo una pellicola per luce diurna, mentre al contrario otterremo un aspetto più naturale, ma freddino utilizzando una pellicola tarata per luce artificiale.

Occorre, poi, tener presente che la luce ambiente è d'intensità molto variabile. Poiché i nostri occhi si adattano rapidamente ai cambiamenti d'intensità luminosa, può a volte essere difficile valutare l'effettivo livello di illuminazione. Poiché, però l'illuminazione ambiente è per lo più scarsa, le sottoesposizioni sono molto più comuni delle sovraesposizioni, tuttavia può capitare di sovraesporre scene buie senza accorgersene. Quando la scena originale è poco illuminata, per esempio in alcuni ristoranti o di notte all'aperto, si preferisce che anche la fotografia appaia scura. Ma quando si usa una pellicola invertibile a colori e si espongono queste scene in conformità ai valori indicati da un esposimetro, può capitare di dare un'esposizione eccessiva. Infatti, le scene esposte in base alle misurazioni esposimetriche appariranno di luminosità media e di conseguenza le diapositive saranno più chiare delle scene originali; potranno anche essere accettabili, ma comunque non costituiscono riproduzioni accurate. Per esempio: una scena illuminata dalla luna e fotografata con una lunga esposizione apparirà come se fosse stata ripresa di giorno e questo effetto si ottiene più frequentemente quando si fotografano scene debolmente illuminate che non includono sorgenti di luce, appunto perché le sorgenti rappresentano un punto di riferimento per la luminosità della scena reale. Per ottenere una resa che appaia naturale nelle diapositive a colori di scene scure, si può dare 1/2 o 1 stop in meno dell'esposizione indicata dall'esposimetro. Questa compensazione di esposizione non vale per le pellicole negative a colori, poiché in questo caso la densità dell'immagine è controllata soprattutto durante il procedimento di stampa ed anche perché queste emulsioni tollerano almeno 3 stop di sovra e sotto esposizione.
Come abbiamo visto, uno degli accessori indispensabili per questo genere di riprese è il cavalletto. Fotografando utilizzando tempi di posa lunghi, in molti casi in posa B, è ovvio che senza treppiedi non si può scattare. E, come abbiamo scritto altre volte, se doveste acqusitarne uno è importante scegliere un modello robusto e solido. Del resto è questo il classico acquisto che... dura una vita e, dunque, è del tutto inopportuno scegliere un modello economico, leggero e che, magari, con il vento rischia di traballare!
Infine, un'indicazione di massima sull'esposizione. Finché si fotografa di giorno e fino al tramonto, ci si può affidare alle informazioni che fornisce l'esposimetro della nostra fotocamera reflex. Il problema del calcolo dell'esposizione inizia se vogliamo scattare fotografie di notte. A livello di esperimento, effettuate qualche esposizione su una strada illuminata solo da qualche lampione o dalla luna piena, utilizzando una pellicola da 100 Iso, o a colori o in bianconero. Esponete quindi per 30, 60 e poi 120 secondi con diaframma f/5,6 o f/8. L'esposizione di 120 secondi fornirà un'immagine simile ad una ripresa diurna con ombre ben definite e luci slavate. Il colore risulterà distorto, bruno, giallastro o azzurrino (a seconda della pellicola e della trasparenza dell'aria). Probabilmente l'esposizione per 30 secondi, invece, sarà stata troppo breve, quindi un'immagine un po' troppo scura, ma sicuramente d'effetto. Il risultato migliore sarà quello fornito dai 60 secondi d'esposizione? Non è detto che dal punto di vista estetico sia il migliore, quello con maggiore pathos, ma probabilmente è questa l'esposizione più corretta.
Reflex © gennaio 2003
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