Facciamo una premessa. I lettori conoscono bene le attuali reflex digitali ammiraglie. Di più: quando si prende in mano una Canon EOS 1D Mark III e si verifica che può eseguire una raffica di 110 scatti in formato JPEG, oppure 30 in formato RAW, al ritmo di 10 fotogrammi per secondo (ftg/sec), ci si sorprende. Si sa che il suo sensore CMOS (quasi di dimensioni Full-frame, in effetti un 28,1x18,7mm con coefficiente di moltiplicazione 1.3x), che lavora a 14bit anziché a 12bit e registra addirittura 16384 toni di colore anziché 4096, genera una massa di dati considerevole. Unita all’alta velocità di raffica questa è così consistente da avere richiesto di accoppiare, in parallelo, ben due microprocessori Digic III. Abbiamo davanti una sorta di mitragliatrice fotografica e ci entusiasmiamo.
Ma l’incontentabilità dei fotografi non ha limiti. Così, qualcuno si è chiesto: non potrebbe essere possibile scattare sequenze anche molto più veloci? La risposta è sì e, su questo fronte, si stanno profilando novità di rilievo.
Strumenti amatoriali. Abbiamo approfondito il tema, con risultati interessanti. Da un lato abbiamo tenuto presente che sono sul mercato diverse strumentazioni di classe amatoriale, capaci di brillanti prestazioni anche se inevitabilmente soggette a limiti. Un posto esclusivo va alla Casio Exilim Pro EX-F1. È una compatta che riesce a fotografare a raffica fino a 60 foto al secondo. Lo fa giocando la carta di un piccolo sensore (da 1/1.8”, di produzione Sony) da 6 Megapixel. Offre anche possibilità di ripresa video a 300, 600, 1200 ftg/sec, a bassa risoluzione. È pregevole ma gioca tutte le sue potenzialità in un solo secondo. Vorremmo riprese più lunghe.
Se guardiamo alle videocamere possiamo dire che una segnalazione di tutto rispetto va a macchine come la recente Sony HDR-SR12, che offre la possibilità di un super-rallentatore a 100 ftg/sec. In questo caso si è davanti ad una sorta di slow-motion molto suggestivo e molto efficace. Però, sotto il profilo tecnico, è comunque operato a 200 semiquadri al secondo. È come dire che non è specificamente adatto a fare “foto” nel senso stretto del termine, perché esegue riprese interlacciate. Per ottenere foto da questi filmati si dovrebbe passarli al computer, estrarre due semiquadri e operare una procedura di de-interlacciamento. Non è una procedura impossibile da fare ma è scomoda.
Vorremmo di più. Vorremmo scoprire se è possibile, per fotografi esigenti, utilizzare singoli scatti che siano davvero “fotografici”, a risoluzione elevata. Sappiamo che si potrebbero ottenere con videocamere professionali, ad elevata risoluzione e ed altissima velocità di raffica. Ma a quali costi?
Strumenti specialistici. In questo pianeta, le principali macchine ad alta velocità fino a ieri si raggruppavano soltanto in tre categorie: uno, attrezzature nate per il cinema professionale, molto costose; due, macchine per analisi industriale di pezzi in movimento, per i laboratori scientifici o per i crash-test delle automobili, anche in questo caso molto costose; tre, attrezzature per uso militare: straordinarie ma legate ad un impiego sottoposto a vincoli strategici, davvero molto riservato.
Non ci sono speranze per i fotografi? Sì, per fortuna ci sono. Qualcosa di importante si è infatti mosso nel mondo della videoregistrazione ad alta velocità.
Prima osservazione: nella produzione del video Going North, della White Fox Communications, sono state girate riprese spettacolari adoperando una telecamera ad alta velocità Fastec HD Troubleshooter. Hanno molto colpito il mondo degli addetti ai lavori, anche perché tale attrezzatura ha consentito di “estrarre” scatti fotografici a risoluzione abbastanza elevata.
Seconda osservazione: l’americana IDT-RedLake, azienda specializzata in videocamere ad alta velocità, ha recentemente proposto nuovi modelli a prezzi che rimangono non trascurabili ma che sono paragonabili a quelli di fotocamere reflex ammiraglie di buona marca. Una strada si è dunque aperta, anche per i fotografi.
Ne abbiamo allora parlato con Eugenio Manghi, che ha un passato come fotografo ma che professionalmente è riconosciuto in Italia come uno dei maggiori esperti nelle riprese video ad alta velocità, proprio perché oggi sta adoperando l’ultima nata tra le telecamere RedLake, il modello Y6, dopo avere fatto lunghe esperienze con macchine Fastec. Con il collega regista Marco Paolo Pavese, di Genova, ha svolto notevole lavoro di ricerca in natura, con l’alta velocità, scattando in particolare ai gruccioni.
Il primo quesito: che cosa chiede un fotografo a queste attrezzature? A quali riprese le può destinare?
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