Sveglia! È venuto il momento di riprenderci la fotografia

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Una mattina mi sono svegliato e ho pensato che era venuto il momento di attivare la modalità Bartali. Gino, grande ciclista amico e avversario di Fausto Coppi, è famoso per una frase rimasta scolpita nella roccia e che in passato un po’ tutti hanno citato allargando le braccia. Se qualcosa non gli garbava, Bartali sentenziava che “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!” con quell’accento da toscanaccio di Ponte a Ema.

Quella mattina, la battuta mi ronzava nelle orecchie e mi sono detto che, sì, era venuto il momento di ricominciare daccapo e di riappropriarci della fotografia. Troppo a lungo il nostro settore si è lasciato intimorire dal boom degli smartphone senza salvaguardare il proprio territorio. Da due o tre anni, molte aziende hanno creduto di puntare sulla visibilità online come se il web fosse un Babbonatale che porta affari d’oro a tutti. La verità è che le vendite di fotocamere hanno continuato a scendere, mentre la produzione di 35 milioni di unità previste quest’anno (un quarto del 2010 ma ai livelli del 1983), saranno circa un decimo degli smartphone venduti nel solo primo trimestre.
Per fotoamatori, industria e commercio riappropriarsi della fotografia significa restituirle lo status scientifico, culturale e artistico cui ha diritto. È chiaro che stare a dire peste e corna dei dispositivi mobili, dei guru di terza categoria o dei workshop di post-produzione come rimedio all’incompetenza non serve a molto. È più importante chiedersi se esiste ancora un vero interesse per la fotografia o se anche i buoni finiranno per cedere alla faciloneria consentita dallo smartphone. Visto che l’idea di seminare nell’orto del nemico sperando di raccoglierci buoni frutti è una comprovata utopia, volendo stare con i piedi per terra, non resta che tornare a lavorare sulla nicchia perché la nostra fotografia torni a stimolare una passione più responsabile e acculturata.
Fatti questi noiosi ragionamenti, devo presentarvi il nuovo FOTOGRAFIA REFLEX che cambia aspetto in moro assai più radicale che non in passato, restando fedele allo stile e all’impegno a fare buona informazione ciò che, mi dicono, ha caratterizzato questa rivista.
Sappiamo che ogni giorno più di un miliardo di immagini vengono pubblicate sui vari siti web o pagine social, ma quante potranno essere quelle almeno decenti che avranno la fortuna di essere viste e apprezzate per più di 10 secondi? È la domanda che ci ha spinto a muovere in questa direzione mentre la rivoluzione grafica rappresenta la spinta a ripartire dalle basi della fotografia che abbiamo dato per scontate troppo a lungo tornando a dare più spazio ai lavori di voi lettori. Il tutto reso più entusiasmante dal nuovo formato.

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La copertina del nuovo FOTOGRAFIA REFLEX

A disposizione saranno mediamente 12 pagine suddivise per argomenti con due novità. Il mio portfolio, rubrica che ospita il portfolio del mese che verrà letto e giudicato dalla redazione con più di un commento e In viaggio per…, rubrica pubblicata per diversi anni a partire dal primo numero. Oggi si viaggia molto di più ed è facilissimo condividere le proprie esperienze e scoperte. Questo ci ha spinto a riproporre una formula che ha avuto successo per la soddisfazione dovuta al valore aggiunto della pubblicazione del proprio reportage su un giornale stampato.
Inossidabili Ingresso libero e Immagini alla sbarra. In questo caso (vedi pagina 70) proporremo la nostra versione della fotografia “bocciata” per dimostrare come sarebbe migliorata con una maggiore attenzione in ripresa. Ciò detto, non mancheranno i test ed i confronti, dedicheremo più pagine alla ripresa, all’uso degli accessori, inclusi gli… odiati smartphone. Commenteremo le notizie su novità, tendenze e grandi eventi, mentre reflex.it seguirà i ritmi del web.
In sostanza, il cambiamento intende ribadire l’importanza e l’utilità della buona lettura per saperne di più e per aiutare a crescere coloro che vogliono seriamente acquisire le basi della tecnica. Diversi studi dimostrano come la comprensione di argomenti complessi è favorita dalla lettura su libri e riviste, mentre a schermo quello che conta è la rapidità nella ricerca di informazioni e la freschezza delle news che si aggiornano di minuto in minuto.
Chi è interessato come te che mi stai leggendo e vuole migliorare la qualità dei suoi scatti liberandosi dell’illusione di sentirsi fotografo solo per aver postato mille foto sul web, può farlo con buone possibilità di successo leggendo una rivista o studiando un manuale. Ditelo agli amici scettici. Spiegate loro che nonostante la cadenza mensile delle riviste specializzate sembri oggi un controsenso, essa lascia al lettore un arco di tempo per elaborare ciò che ha letto oltre al gusto dell’attesa del mese seguente. Ditelo agli amici che questo non succede saltando da un sito anonimo all’altro alla ricerca di qualche verità. Da 35 anni di noi conoscete nomi, pregi e difetti e, lasciatemelo dire, una certa conoscenza sul tema.
Buona lettura e fatemi sapere.