Chi non ricorda e non rimpiange la serie Olympus OM? Lanciata nel 1972, era la reflex 35mm più compatta del momento. Tra quelle di maggior successo del settore, terminò con l’arrivo dell’autofocus. Il fiasco della Olympus OM-707 autofocus, nel 1986, spinse la casa ad abbandonare la produzione di reflex 35mm per dedicarsi alla linea IS, compattone con mirino reflex ma ad obiettivo zoom fisso. Ora, la gloriosa serie tornerà a rivivere in formato digitale come OM-D e con un design fortemente ispirato alle stesse OM. Sarà un modello “epocale” come lo ha definito di recente il marketing manager di Olympus Haruo Ogawa? Il manager in un’intervista aveva parlato anche di un nuovo “straordinario mirino” il che fa immaginare una versione top di gamma. Il mirino elettronico da 1.44 milioni di pixel posto in posizione centrale, indica una fotocanera ripo reflex concettualmente sulla scia delle Lumix G e delle Sony. Il sensore Micro Quattro Terzi da 16 MP è accompagnato dalle funzioni tipiche di una fotocamera di questa classe. L’impiego di un sensore maggiorato tipo APS-C per seguire le scelte della concorrenza, sarebbe forse utile in Europa ed in America più dal punto di vista del marketing che da quello tecnico. Questa soluzione, tuttavia, non solo richiederebbe una gamma di obiettivi ad hoc, ma scontenterebbe tutti coloro che già hanno acquistato una Pen. E va detto che se in Giappone le fotocamere CSC hanno raggiunto il 35% di quota delle reflex, sempre in Giappone, nel mese di dicembre le Olympus Pen sono state le più vendute del segmento. Secondo quanto pubblicato dall’agenzia giapponese Kyodo che cita fonti dell’industria fotografica, la OM-D1 (??) o comunque questo primo modello della serie, costerà solo corpo attorno ai 1000 euro. Nella foto, la versione M-1 venduta in Giappone. Dopo le rimostranze di Leica a causa della lettera “M” che contraddistingue tutt’ora i suoi modelli, Olympus ha adottato la sigla OM. Il mistero verrà forse svelato alla vigilia della fiera CP+ di Yokohama (Tokyo) dal 9 al 12 febbraio, dove potrebbe far capolino anche una reflex E-6, come ha lasciato intuire lo stesso Haruo.
© 2012 Editrice Reflex














