Leica riscopre la “reflex”

LEOCA SL IMPUGNATAA mezzo secolo dal lancio della Leicaflex, la prima reflex della casa di Wetzlar, Leica Camera presenta quasi a sorpresa la Leica SL full frame. Si tratta di una fotocamera di livello professionale che va a porsi in concorrenza con le Canon Eos 1DX e Nikon D4s e, udite udite, la Sony A7 in quanto la SL adotta un mirino elettronico da 4,4 megapixel e offre una risoluzione pari a 24 milioni di pixel.
Lo scorso anno, quando fu presentata la Leica T, compatta ad ottica intercambiabile per un mercato nouveau riche visto il prezzo elevato, stupì il nuovo innesto a baionetta dal diametro molto generoso per una fotocamera Aps-C. Si pensò ad una T con sensore full frame, invece, oggi scopriamo che la supposizione era giusta, ma il modello era sbagliato.
A utilizzare l’innesto a baionetta L-Mount è dunque la Leica SL (Typ 601). Come nel caso della Sony, la prima full frame con mirino elettronico, la SL rompe gli indugi e per questa “nuova fotocamera professionale a sistema” come viene definita, Leica Camera sceglie un mirino elettronico con un refresh da 64 fps. Al momento possiamo solo dire che mirino, impugnautra e praticità dei comandi sono molto soddisfacenti, tuttavia avremo tempo e pagine su FOTOGRAFIA REFLEX per giudicarla sul campo. Intanto possiamo dare un’idea di chi potrà essere l’acquirente della SL a parte i soliti collezionisti e amatori senza troppi problemi di portafoglio. Al fotografo sportivo possono interessare gli 11 fotogrammi al secondo a pieno fotogramma e a piena risoluzione, ai creativi o ritrattisti sensibilità minima del sensore da 50 Iso (veri). I videomaker apprezzeranno la ripresa 4K a 24 e 30 fps e la possibilità di ralenti a 120 fps full HD. I paesaggisti ameranno il corpo tropicalizzato in alluminio e tutti la sua robustezza, il GPS incorporato nonché l’immancabile App (iOS e Android) per il comando a distanza.

LEICA SL CON OB

Questo è l’esemplare che abbiamo avuto modo di toccare con mano, utilizzato per i test sul campo come al GP di Singapore e per questo i loghi sono stati coperti.

In effetti la Leica SL, corpo in alluminio ricavato da un blocco come la Leica T, ha una massa importante che significa anche stabilità. Con lo zoom 24-90mm con il quale abbiamo potuto giocherellare il peso complessivo è significativo, ma non più impressionante della concorrenza a parità di condizioni. Gli scatti eseguiti da fotografi di moda e sport che l’hanno usata (come Callo Albanese in pista al GP di Singapore), sorprendono per il controllo del colore in Jpeg gestito dal nuovo processore Maestro II e per la nitidezza che viene anche aiutata dal fatto che i punti di rilevamento autofocus coprono l’intero formato fino agli angoli.
Al momento per la Leica SL (sigla che si rifa al secondo modello Leicaflex del 1968) è disponibile un solo obiettivo L-Mount, lo zoom Vario-Elmarit-SL 24-90mm f/2,8-4 Asph. I due annunciati, l’APO-Vario-Elmarit-SL 90-280mm f/2,8-4 Asph. e il Summilux-SL 50mm f/1,4 Asph., si vedranno solo ad aprile e novembre 2016 rispettivamente.
Certo siamo di fronte ad una gamma futuribile e limitata, ma al problema la casa risponde che sulla Leica SL si possono montare i quattro obiettivi esistenti della serie T e, con  adattatori, 48 obiettivi serie M, i 16 della serie S, i 51 della serie R (acquistandoli sul mercato dell’usato). I videomaker, infine, possono usare i 21 Leica-C per il cinema.

Leica SL
Il prezzo della Leica SL è fissato in 6990 euro solo corpo. Quindi più alto dei 5300 euro circa della Canon Eos 1DX, dei 5800 della Nikon 4Ds e soprattutto dei 3400 della Sony A7R II.