Fotografare gli animali significa soprattutto sapersi appostare ed aspettare il momento opportuno per premere il pulsante di scatto.
Ecco tutti i consigli per affrontare questo genere di affascinanti riprese
|
CACCIA
FOTOGRAFICA
di Marco Bastianelli
foto di Stanislao Basileo
|
Questa e le altre immagini che illustrano questo articolo sono di Stanislao Basileo. È stato anche Campione del mondo di fotografia naturalistica nel 1999 in Finlandia e nel 2001 in Sud Africa.
Mimetizzarsi. Quando si vogliono ottenere fotografie interessanti di animali che vivono in completà libertà, quindi sicuramente diffidenti verso l'uomo, è indispensabile mimetizzarsi per non farsi vedere. Ecco un equipaggiamento mimetico realizzato da Stanislao Basileo, un modello Rambo che consigliamo di non imitare d'estate, quando lì sotto... ci si squaglierebbe!
|
Il primo e più importante requisito è che si adorino gli animali. Poi, occorre conoscerli, sapere dove vivono, usi ed abitudini. Inoltre, ci vuole una grande dose di pazienza, perché per avvicinarsi agli animali occorrerà molto spesso appostarsi e starsene nascosti, magari mimetizzarsi.
Insomma, avrete già capito che la cosiddetta caccia fotografica richiede passione, volontà, conoscenze approfondite sia di tecnica fotografica sia sui soggetti che vogliamo riprendere.
In cambio di diversi sacrifici (abbiamo finora evitato di dire che occorre anche fare delle levatacce mattutine per essere sul posto delle riprese in orario da alba o giù di lì...), dicevamo che in cambio si ottengono grandi soddisfazioni, splendide immagini ed un contatto con la natura davvero unico ed indimenticabile.
Questa filosofia è ben stata sintetizzata da Frans Lanting, uno dei maggiori fotografi naturalisti, che durante un'intervista televisiva ha dichiarato un cattivo giorno passato all'aperto è meglio di una buona giornata trascorsa in ufficio. Come dargli torto?
Però, attenzione: fotografare all'aperto, dentro i boschi, in montagna o vicino ad uno stagno, occorre sapersi attrezzare, ovvero occorre sapere come affrontare la giornata di caccia fotografica.
I preliminari. Come buona abitudine per ogni genere di riprese fotografiche, prima di partire ed andare a scattare, occorre documentarsi sul posto che andremo a conoscere. Scoprirne le caratteristiche, sapere che tipo di fauna e flora esiste, Poi, ovviamente, dovremo sapere quali animali vorremmo poter puntare con la nostra reflex. Nel senso che non possiamo certo preventivare un'escursione così a casaccio, con la speranza di poter incontrare qualcosa ed immortalarlo. Esistono in Italia e in Europa tante faune naturalistiche, zone molto ben realizzate, custodite, spesso dotate anche di capanni di appostamento, cartelli che indicano che tipi di animali vivono in quelle determinate zone. Per un primo approccio con la caccia fotografica, questo sicuramente è uno dei luoghi più interessanti da visitare e conoscere. E nelle oasi e faune di questo tipo è anche abbastanza facile portarsi a casa qualche bella immagine di qualche volatile.
Conoscere gli animali. Stanislao Basileo è un fotografo che ama la natura e gli animali. È anche l'autore delle fotografie che illustrano questo articolo. Ci dice che purtroppo nel nostro paese gli animali sono molto diffidenti nei confronti dell'uomo e per chi come me ama fotografare gli animali nel loro habitat naturale si è costretti ad adoperare vari tipi di mimetismo ed appostamenti. Il problema del rispetto verso gli animali è importante ed essendocene davvero poco, è ovvio che gli animali considerino l'uomo un nemico, un elemento che genera paura. Capite bene che fotografarli è quindi difficile, perché in genere tutti gli animali selvatici sono diffidenti e paurosi. Fortunatamente - sostiene sempre Stanislao - esistono diverse oasi di natura sia della Lipu sia del Wwf che hanno proprio lo scopo di salvaguardare gli animali permettendo, al tempo stesso, all'uomo di poterli ammirare, conoscere. ? Queste oasi dispongo di capanni o di feritoie, ricavate attraverso le recinzioni di legno o di canne e costituiscono una valida opportunità per osservare gli animali senza essere visti. Spesso però la distanza tra il capanno e l'animale è talmente elevata che anche con un superteleobiettivo diventa difficile ottenere delle belle immagini.
|
Dunque, che fare? Innanzitutto occorre sapere che le differenti stagioni consentono di realizzare immagini di caccia fotografica con maggiore o minore difficoltà. nel senso che le situazioni ambientali più difficili sono senz'altro quelle invernali e, talvolta, quelle estive, tenendo conto che spesso si passa il tempo appostati per ore ad attendere l'occasione buona per lo scatto fotografico. E stare fermo per ore dovendo sopportare temperature molto basse (o d'estate al contrario molto alte) può diventare un'autentica tortura. Dunque, per un primo approccio con la caccia fotografica è bene affrontarla proprio durante le stagioni intermedie. Primavera ed autunno consentono appostamenti lunghi senza accusare grandi fatiche... corporee. Però, attenzione: come abbiamo già accennato, è importante - sempre e comunque - documentarsi bene prima di andare in un determinato luogo per fotografare... ciò che non potremo poi trovare! Sentite cosa dice Joe McDonald, esperto fotocacciatore: È importante essere al posto giusto nel momento giusto. Serve a ben poco girovagare per i boschi nel mese di giugno se le rosse orchidee selvatiche che andate cercando fioriscono all'inizio di maggio! . Se ci si fosse documentati...
Ma McDonald afferma anche un altro concetto molto importante, che bisogna assimilare se si vuol fare pratica in questa disciplina: per riuscire nella caccia fotografica sono di vitale importanza la pazienza e la costanza. Sono queste le qualità che distinguono i grandi fotografi da coloro che sono solo dei buoni fotografi. La tenacia che tiene un fotografo incollato al mirino quando gli altri se ne sono già andati è forse all'origine di quella che viene chiamata la fortuna. È già: ecco un altro volto di queste riprese: la dea bendata che, se ti volta le spalle, allora sono guai. Perché è indubbio che senza un pizzico di buona sorte la foto capolavoro è più difficile che si possa realizzare. Però, come dice saggiamente McDonald, molti confondono la tenacia e la perseveranza proprio con la fortuna.
Attenti ai pesi. Quando si passano molte ore all'aperto, più o meno appostati, occorre fare i conti con il peso che ci si porta appresso. Per la caccia fotografica la soluzione migliore è di utilizzare gli zaini fotografici perché il peso dell'attrezzatura viene ben distribuito e sopportato dalla nostre spalle. Ovviamente lo zaino non conterrà esclusivamente attrezzature fotografiche. Avremo bisogno di cibi, bevande, qualche indispensabile accessorio tipo coltellino multiuso, binocolo, un piccolo telo impermeabile utile in tantissime situazioni improvvise ed inaspettate. E poi: pile di riserva, molte pellicole (mai essere avari di emulsioni fotografiche!) e, ultimo ma non ultimo, un robusto treppiedi che può essere agganciato sul fondo dello zaino, grazie alle varie cinghie di serraggio. Uno zaino del genere non è proprio leggerissimo, però è il sistema migliore per portarsi dietro tutto l'occorrente in modo pratico ed avere sempre la situazione sotto controllo.
Il telo mimetico. Ci sono poi degli accessori che, se volete affrontare questo genere di riprese, non possono assolutamente mancare. È ancora Stanislao Basileo che svela un interessante consiglio: io, come credo tanti fotografi naturalisti - ci dice - uso spesso un telo mimetico, acquistabile con una spesa di circa 40,50 Euro. Questo telo mi permette di stare appostato ad osservare e a fotografare senza essere temuto dagli animali, ad esempio è utilissimo nel periodo di cova. È fondamentale che tutti noi che amiamo questo genere di riprese abbiamo sempre a mente che se è bello fotografare la natura, è ancora più importante rispettarla.
Ecco, allora, che è importante che quando si monta un telo mimetico o un capanno di fortuna, occorre stare attenti a non invadere il territorio di un animale, perché se il nascondiglio viene eretto all'improvviso la bestiola potrebbe abbandonare il nido o la tana, con conseguenze fatali per i suoi piccoli.
E se non si dispone di un telo mimetico o non si può avere un capanno di fortuna? Sentite come se la cava Basileo: un altro modo di fotografare gli animali, e che ho spesso utilizzato, è di appostarsi nella zona prescelta restando in auto (o nel fuoristrada). In tal caso, occorre utilizzare degli appositi sacchetti, di sabbia o di riso, da appoggiare alla portiera, per poi posizionarci sopra il teleobiettivo. Spesso, la pazienza viene premiata e l'animale, dopo essersi abituato alla presenza del mezzo, si tranquillizza e diventa più confidente. Questo tipo di appostamento lo uso spesso per fotografare le lepri, i limicoli e gli aironi nelle risaie. A questo punto non resta che preparare lo zaino fotografico ed andarsene a caccia!
REFLEX, maggio 2003
|
|
 |
|