Il safari fotografico ha sempre avuto un particolare fascino per chi ha scelto di esprimere la propria creatività attraverso e immagini fotografiche. Il mondo animale attrae e incanta un po' tutti ma resta spesso irraggiungibile a meno che non siamo dotati di un grande senso di avventura, di disponibilità economica, di elevata sopportazione ai tanti disagi che il viaggio nei luoghi remoti comporta nonché dei lunghi e indispensabili appostamenti. Certo che, per i grandi fotografi professionisti che si occupano a tempo pieno del mondo animale, i nostri "safari sostitutivi" potrebbero essere accolti con un sorrisetto beffardo, ma all'occorrenza possono rivelarsi divertenti e molto fruttuosi. Del resto fotografare gli animali selvatici nel loro ambiente richiede un tipo di attrezzature che non tutti possono e vogliono concedersi; spesso inoltre la tanta fatica di estenuanti appostamenti non dà i risultati sperati. Al contrario, l'opportunità di cogliere da vicino un animale è resa molto più facile negli zoo presenti in tutte le grandi città del pianeta.
Come premessa bisogna notare subito che non tutti gli zoo si equivalgono; scartiamo a priori quelli vecchio stile (per fortuna sempre meno) nei quali gli animali sono costretti in anguste gabbie. Molte città hanno attuato già da anni un rinnovamento dei parchi zoologici che tendono a rispettare di più le necessità dei propri ospiti quadrupedi, volatili e altri; ecco che non troveremo più delle sbarre di fronte a noi ma magari lastre di vetro trasparenti oppure fossati che delimitano spazi molto grandi dando una sensazione di maggior naturalezza. Tutto ciò, oltre che gli animali, aiuta anche chi deve fotografarli.

Un altro punto che gioca a favore dello zoo sta nel fatto che molti animali a rischio d'estinzione, rarissimi in natura, sono invece fotografabili nel giardino zoologico.
Quante volte ci sarà capitato di fare un viaggio, visitare una capitale in modo più o meno approfondito e infine stanchi di musei, architetture e folla, cercare rifugio in un'oasi di natura. Un interessante idea da mettere in pratica in questi casi è proprio quella di visitare lo zoo. Una mezza giornata sarà più che sufficiente per acquisire un bel po' di scatti interessanti e perché no, comprendere qualcosa in più sul regno animale.Questo luogo puo rivelarsi di estremo interesse non solo per i bambini ma anche per tutti gli appassionati di fotografia. In certi zoo, come già ricordato, gli animali vivono piuttosto sacrificati, in cattività, imprigionati letteralmente tra le sbarre, in altri per fortuna, dove competenza e organizzazione sono di casa, gli stessi vivono in grandi spazi e in un ambiente a loro più congeniale.
Attrezzatura. Considerati vari problemi come la frequente scarsa quantità di luce, i rapidi movimenti degli animali e le rare opportunità per scatti interessanti e significativi, è sempre meglio utilizzare pellicole veloci nell'ordine dei 400 ISO che se non offrono il massimo della saturazione colore, ci aiutano a far bene in queste circostanze evitando lo sgradevole effetto mosso.

Per chi predilige il digitale, sarà un gioco da ragazzi programmare una sensibilità medio - alta e prestare sempre attenzione al corretto bilanciamento del bianco ricordando di volta in volta quali caratteristiche di luce si presentano. Per questo genere di ripresa, avendo la voglia di sopportarne i pesi, tutti gli obiettivi troveranno un loro consono utilizzo. Naturalmente quello che mai dimenticheremo a casa è il teleobiettivo, meglio se zoom, che per ovvi motivi adopereremo per il contatto ravvicinato con queste creature. Con un po' di fortuna dalla nostra parte coglieremo il meglio del ritratto animale, magari di una fiera dallo sguardo intenso e accattivante che abilmente isoleremo dal contesto inquadrandola nel modo più appropriato (sfondo neutro o sfocato).
L'obiettivo macro invece è di utilizzo meno frequente e può aiutarci solo in determinate circostanze come nel rettilario o in un acquario dove avremo cura di piazzarlo il più vicino possibile al cristallo di divisione per evitare i fastidiosi riflessi di luce e se necessario utilizzarlo con un filtro polarizzatore.

Il grandangolo con la sua ampia visuale può fornirci spunti inediti nonché offrire un'ottima idea di reportage della vita di zoo, un ambiente nel quale sarà possibile ritagliare bizzarre e divertenti scene di vita animale.
Al di là delle attrezzature, sarà importante per noi fotografi studiare la scena, considerare l'incidenza delle luci, anticipare gli eventi prevedendo di stare al posto giusto nel momento opportuno armati come al solito di pazienza e buoni riflessi.

Alcuni consigli. Per evitare lo sgradevole effetto rete che si interpone tra noi e gli animali, utilizziamo un teleobiettivo spinto alla massima apertura di diaframma e tentiamo di avvicinarci il più possibile tra le sbarre della gabbia. Nel limite del possibile cerchiamo di riprendere gli animali nelle loro espressioni tipiche, ma soprattutto lontano dalla vista di obbrobriose strutture artificiali (a questo proposito uno sfondo sempre valido è rappresentato da erbe e piante varie). Ricordiamoci di scattare con tempi brevi per scongiurare l'effetto mosso, non dimenticando che con una profondità di campo estremamente ridotta è sempre meglio mettere a fuoco gli occhi dell'animale.
Un lampo di schiarita in esterno in condizioni di luce precaria aiuta a dar maggior risalto agli occhi, al piumaggio o al pelo dell'animale.

Quando visitiamo un grande e importante zoo, può essere d'aiuto chieder consiglio sui sentieri da seguire, sui tempi di percorrenza e sull'incidenza della luce che troveremo e che si rivela indispensabile per i nostri fini fotografici. In certi giardini zoologici più attenti alle esigenze dei visitatori, avremo la possibilità di assistere a spettacoli vari, animal - feeding e persino prendere in braccio animali per noi così inconsueti e selvaggi, naturalmente senza correre alcun pericolo. Meglio di così…
Reflex, agosto 2005
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