Fotografia e arte

di Claudio Marcozzi

Gli autori e le quotazioni.
Una panoramica su nomi noti e emergenti che usano il mezzo fotografico

Negli ultimi anni lo spazio dedicato alla fotografia nelle fiere dell'arte è aumentato in maniera considerevole e gli autori che usano questo mezzo d'espressione attirano sempre di più l'attenzione di galleristi e collezionisti, le quotazioni poi stanno raggiungendo livelli impensabili solo poco tempo fa. Per questo abbiamo ritenuto opportuno condurre un'inchiesta visitando alcuni degli eventi maggiori, per fare il punto della situazione e per presentare ad un pubblico di lettori fotografi i colleghi che hanno scelto di muoversi negli ambienti dell'arte.

Il livello di contaminazione tra le varie discipline salta subito all'occhio: si va dalle fotografie con interventi pittorici alle installazioni, e ai dipinti ad olio che si direbbero immagini istantanee finché non si leggono le note relative alla tecnica di realizzazione usata. Per non fare troppa confusione ci occuperemo in questa sede di opere nate dall'uso di mezzi e tecnologie prettamente fotografiche, rimandando alla prossima puntata la trattazione di quelle nate con altri mezzi.

Non si era mai vista tanta fotografia in Italia quanto all'ultima edizione di ArteFiera, a Bologna lo scorso gennaio. Il dubbio se fosse arte per fortuna  lontanissimo, anche da noi il mercato si comincia a muovere e in giro ci sono pi persone competenti. Ricordo solo quattro o cinque anni fa, se chiedevi ad un gallerista se trattava fotografia ti guardava stralunato, quasi ti prendeva per matto; oggi ce ne sono abbastanza che si occupano solo di fotografia, e anche quelli pi restii stanno pian piano aggiornandosi, segno che il riscontro esiste.

Gli autori che vanno per la maggiore sono quelli già consacrati dal mercato internazionale, con ampi spazi di azione anche per i giovani, curati da vicino dagli stessi galleristi. Le stelle di prima grandezza come Serrano e Gursky sono oggi garanzia di un ottimo investimento, anche se i prezzi non sono alla portata di tutti. Andres Serrano (New York, 1950)  arrivato al successo con le immagini prese all'obitorio e con i suoi lavori sul sesso e sulla religione, grazie soprattutto al putiferio creato da chi protestava per la loro crudezza come sempre accade agli artisti pi provocatori. Non  un fotografo nel senso scontato del termine ma un artista concettuale che usa i suoi soggetti per mostrare i tab del nostro tempo, le sue immagini non vanno quindi prese per quello che rappresentano, ma per il significato che l'autore vuole dargli. Anche le sue quotazioni fanno scalpore: l'opera "Piss Christ" (un crocifisso immerso in urina, sperma e sangue)  stata venduta nel 2000 da Sotheby's a 176.000 euro. In Italia  trattato da Photology e bnd (Tomaso Renoldi Bracco Contemporary Art Vision), entrambi a Milano.
Il tedesco cinquantaseienne Andreas Gursky, cresciuto alla scuola di Bernd e Hilla Becher a DŸsseldorf (come Thomas Ruff, Candida Hofer e Thomas Struth, altre star del mercato), invece, lavora col grande formato che gli permette di produrre stampe di grandi dimensioni, anche due metri per cinque. I suoi temi sono gli alveari architettonici e umani, rappresentati con una stupefacente concentrazione di dettagli, di solito presentati in dittico con una tiratura di sei esemplari e venduti a prezzi che vanno dai centomila ai due milioni di euro, negli ultimi anni c' stata un'impennata vertiginosa. A questi prezzi gli acquirenti possono essere solo i grandi collezionisti e le istituzioni museali; tali opere meritano infatti l'esposizione con la stessa dignità dei grandi capolavori del passato. Oltre ai già citati sono molti gli autori contemporanei che fanno ribollire i mercati dell'arte: Cindy Sherman, Jeff Koons, Richard Prince, Hiroshi Sugimoto, Philip Lorca Di Corcia, Gilbert & George, Nan Goldin, Shirin Neshat, soprattutto nelle aste.

I classici e i moderni, soprattutto quelli che hanno tirature aperte della loro produzione, si possono trovare a prezzi più decenti, sempre distinguendo tra vintage e stampe recenti, autenticate dai legali rappresentanti per quelli che sono scomparsi. Avedon, Newton, Mapplethorpe, Giacomelli o Cartier-Bresson hanno valori chiaramente in crescita per quanto riguarda le vintage stampate da loro stessi o dal loro stampatore di fiducia; i ritratti di Avedon e Newton in particolare sono molto richiesti e questo farà aumentare i prezzi. Di Giacomelli abbiamo visto immagini di Scanno e Lourdes sui 6000-10.000 euro, una dei pretini in un formato insolito (pi o meno 40x60) proposta a 18.000 euro da Photology e formati pi grandi (78x100 da La buona terra e dell'ospizio) a 25.000 da Rizziero di Pescara. Tra i fotografi di paesaggi urbani vanno forte Massimo Vitali e Olivo Barbieri, bene pure Gabriele Basilico con tirature pi ampie (Beirut 1991, formato 120x150 a colori, edizione di 15, 12.000 euro da V.M.21 di Roma) e Mimmo Jodice, piantonato da Francesco che brucia le tappe: Ostenda 2006, 115x145 tiratura di 8 a 5500 euro da Di Marino (Napoli), mentre Stephen Shore spopola negli Stati Uniti. Tra le gallerie che si occupano di fotografia, oltre a Photology, che propone un pezzo unico di Newton (ritratto di Paloma Picasso, 36x28) a 28.000 euro, bisogna citare anche LipanjePuntin, con sedi a Trieste e Roma, che rappresenta David Byrne, Anton Corbijn, Zhang Huan e Gligorov. Anche qui troviamo Helmut Newton, con vintage del 1991 a 35-37.000 euro.

Luca di Montezemolo fa il padrone di casa (visto che  presidente anche dell'Ente Fiera di Bologna) con gli amici Diego Della Valle e Jean Todt, accompagnandoli nei padiglioni a caccia di affari e invitandoli a comprare la foto di un fiore sensuale di Vittorio Gui o uno dei geniali autori cinesi di Marella. Vicino allo stand della galleria Il Torchio ad Art Verona ci capita di origliare i commenti dei visitatori: "Questo qui è più di dieci anni che fa gli stessi mosaici in Polaroid, è ora che cambi...", vorremmo intervenire in difesa di Galimberti, perché molti non si rendono conto che spesso  proprio il mercato a bloccare gli artisti. Quando un genere riscuote consensi si  costretti a fare sempre quello, le cose nuove rimangono nascoste per anni, e allora finisce la poesia e comincia l'industria. Lo stesso Franco Fontana mi disse molti anni fa "Non so più cosa fare, sono costretto a copiare me stesso", poi per fortuna hanno avuto spazio anche cose diverse da paesaggi o nudi.

Un bell'incontro  quello con i bambini di Loretta Lux, trentottenne di Dresda (galleria Yossi Milo, New York), belli e immersi in ambienti così eterei da sembrare irreali, e in effetti tutto  modificato al computer. Con un passato di pittrice, la Lux continua a dipingere con i mezzi tecnologici attuali sulle sue fotografie, vendute da 4000 a 25.000 euro secondo il formato.
Non possiamo concludere questa trattazione senza dire degli autori italiani che ci hanno meglio impressionato, alcuni già affermati, altri sulla buona strada , non costano una fortuna ma lasciano prevedere valori in crescita delle loro quotazioni.
Il procedimento creativo di Giovanni Sesia (Magenta, 1955) parte da fotografie bianconero stampate in grande formato sulle quali interviene con colore, materia e grafica, fino a produrre opere affascinanti in cui la memoria viene sublimata dal suo segno particolare. Anche Sesia  un pittore passato alla fotografia e il suo primo progetto importante, iniziato nel 1998,  nato dal ritrovamento in una discarica di lastre fotografiche degli anni venti buttate via da un ospedale psichiatrico. Dopo averle stampate e virate in seppia le ha incollate su tavole, dipinte ad olio e con acrilici trasparenti, ottenendo un risultato che riscatta dall'oblio i malati che vi erano rappresentati. Uno degli ultimi lavori  stato commissionato dalla Fondazione Ducati di Bologna e mostra la sua versione delle immagini d'epoca della gloriosa casa motociclistica. La galleria di riferimento  Fabrica Eos di Milano.

Giacomo Costa, fiorentino trentasettenne, produce digitalmente in 3D incredibili scenari urbani, architetture di città inventate che stampa in copia fotografica unica in tre formati diversi, dal 40x80 su lightbox retroilluminato al 100x400 su alluminio, i prezzi vanno da 3300 a 12.500 euro. Ha già al suo attivo la partecipazione alla Biennale di architettura di Venezia e ad una collettiva del Centro Pompidou. che ha acquisito la sua opera per la collezione permanente. In Italia  rappresentato da Guidi&Schoen di Genova e Sergio Tossi a Firenze.
Francesca Galliani (Milano, 1962) si  laureata in Belle Arti a New York dove  vissuta per oltre vent'anni e opera attualmente tra l'America e Milano. Il suo spazio creativo si colloca nella linea di confine tra fotografia e pittura e i suoi soggetti pi intriganti sono i movement, i nudi e le scene metropolitane. Le macchie di colore e la grafica aggiunte alle sue immagini apportano ritmo e il rosso accende l'interesse di chi le guarda sottolineando i significati. I suoi lavori si possono trovare alla Primo's Gallery di Brescia.
Di Guido Maria Ratti (Milano 1975, galleria La Torre) ci  piaciuta la serie intitolata "Paris Metro". Si tratta di montaggi nello stesso quadro di tre immagini panoramiche frutto di scatti multipli legati digitalmente, il risultato è accattivante e porta a riflettere sugli spazi di transito frequentati dall'uomo contemporaneo, i non luoghi che di solito viviamo con la testa altrove. La serie comprende tredici stampe fotografiche di 60x84 cm, montate su plexiglass e tirate in otto esemplari ciascuna.
Marco Bolognesi (Bologna, 1974), propone ritratti elaborati in cui i volti femminili sono occupati da vari oggetti, alla ricerca di un simbolismo che ci parla del falso mondo patinato e della violenza psicologica in cui si dibatte la donna moderna. Le stampe lambda montate su alluminio sono tirate in tre copie, e un medio formato 70x100 costa 6000 euro (galleria Carini di San Giovanni Valdarno).

Paola Pansini (Brescia, 1979), laurea all'Accademia di Brera e Master in Visual Communication a Birmingham, ci mostra nei suoi lavori le alienazioni e le ossessioni della vita contemporanea, la depressione, l'anoressia, la bulimia, il consumismo, a volte con crudezza spietata, altre con messe in scena che possono sembrare ironiche e invitare a non prendersi troppo sul serio, ma legate sempre a situazioni di disagio e incomunicabilità, cercate o subite. Il gallerista al suo fianco  Giampaolo Paci Arte Contemporanea di Brescia, prezzi da 1900 a 2250 euro.
Nicola Vinci (Castellaneta, 1975)  un regista di immagini simboliche e rivelatrici che denunciano le convenzioni e le nevrosi culturali e sociali del nostro tempo. Sono scene malinconiche di un teatro vissuto da tutti noi, coscienti o inconsapevoli, abitato da elementi e riferimenti domestici apparentemente banali e da personaggi che hanno la stessa vitalità di animali impagliati.
Il senso del tragico e dell'ineluttabile nasce dal subire passivamente uno status quo di cui noi stessi siamo artefici. Le opere sono presentate in dittico o in trittico e la galleria che lo rappresenta  Bonelli Arte Contemporanea di Mantova.

Tutti i casi che abbiamo esposto si riferiscono ad autori, dai mostri sacri fino ai più giovani, che utilizzano il mezzo fotografico come semplice strumento di espressione e le loro opere non sono da considerare belle o brutte, come potrebbe immaginare un dilettante, ma piuttosto capaci o meno di veicolare un messaggio o un'idea. Perché c'è una differenza fondamentale tra una fotografia fatta per riprodurre qualcosa ed una fatta per spiegare un concetto: chi riproduce pensa al mezzo, chi crea pensa alle sue idee e al valore simbolico del risultato. Per molti la fotografia  mestiere, per altri  gioco o passione. L'arte è tutta un'altra storia.

Reflex, ottobre 2007