PORTFOLIO - GINO BEGOTTI
Ricorda un po’ il film “Nuovo cinema paradiso” la vicenda di Gino Begotti, classe 1941, quando il padre, proiezionista del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, lo portava con sé al lavoro nei primi anni del dopoguerra e il futuro fotografo si innamorava della pellicola e della fotografia. Un amore che lo porta adolescente a Milano, a studiare fotografia professionale, a fare l’aiutante di camera oscura e poi ad arruolarsi nei primi ’60 come fotoreporter nella Giornalfoto, storica agenzia milanese.
Segue il periodo della Dolce Vita a Roma, nella rutilante via Veneto del cinema e degli attori, in compagnia di Marcello Geppetti, Tazio Secchiaroli e tanti altri indimenticati paparazzi di una stagione che ormai è mito. Ma nel 1963 Gino Begotti è già a Londra, come corrispondente dall’Italia ma anche collaboratore del quotidiano locale Daily Mirror. Davanti al suo obiettivo passano i Beatles come i Reali d’Inghilterra, celebrità dello sport e della politica e un’infinità di attori.

Questa della fotografia di persone è un tratto della professione di Gino Begotti che lo caratterizza molto, taglio da reporter ed occhio disincantato, ma attento e sensibile. E continua ad esserci sempre anche tanto cinema nelle sue immagini, sia nei lavori di scena, come il film “Parigi sotto la pioggia” con Audrey Heoburn e William Holden, sia nei ritratti posati di personaggi del mondo della “celluloide”. Ma la sua attività di fotografo ricorda anche reportage in giro per il mondo di taglio sociale, geografico ed archeologico, per editori come Fabbri, De Agostini, Garzanti.

Dal 1980 Gino Begotti si concentra sulle sue “emozioni visive”, come egli intende la fotografia bianconero, stampata in proprio alla ricerca dei toni che gli sono congeniali; seguono mostre personali e collettive, soprattutto in Italia. Oggi il fotografo è tornato a vivere a Milano, dove come freelance collabora con l’agenzia Olympia-Publifoto fotografando personaggi dell’arte, della cultura, dell’economia e della politica.

Ma il vizio dell’obiettivo di Gino Begotti non ha risparmiato nemmeno i fotografi, persone generalmente poco propense a farsi riprendere, segno che il nostro ci sa fare con la gente e anche molto. In questa selezione di immagini tratte da una più ampia raccolta intitolata i Grandi della Fotografia troverete i ritratti di René Burri come di David Bailey, di Sebastiao Salgado come di Don Mc Cullin, in genere fotografati davanti alle loro opere. Un omaggio, una citazione e un’occasione per vedere il volto di chi solitamente imbraccia la fotocamera.
Reflex © 2008

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