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	<description>Dal 1996 la prima rivista italiana di fotografia sul web</description>
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		<title>Ecco la Leica in bianco e nero</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da sempre punto di riferimento, in termini qualitativi, dell’intero settore fotografico, e sogno proibito della gran parte degli appassionati, le fotocamere Leica M sono da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/Leica-Mono.jpg" rel="lightbox[6854]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6855" title="Leica-Mono" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/Leica-Mono-300x225.jpg" alt="" width="238" height="178" /></a>Da sempre punto di riferimento, in termini qualitativi, dell’intero settore fotografico, e sogno proibito della gran parte degli appassionati, le fotocamere Leica M sono da tempo approdate anche alla tecnologia digitale. La prima M versione digitale è stata la M8, un apparecchio però più criticato che amato per colpa di prestazioni al disotto delle aspettative del tipico utente Leica. Quest’ultima ha rimesso a posto le cose con il modello M9, un apparecchio finalmente in grado di ristabilire la supremazia qualitativa del marchio grazie ad un sensore a pieno formato con 18 megapixel che, abbinato alle ottiche di casa Leica, fornisce prestazioni di altissimo livello in grado di rivaleggiare con quelle degli apparecchi a pellicola che portano lo stesso nome. La spasmodica ricerca di qualità nell’immagine spinge adesso Leica a proporre una seconda fotocamera della serie da affiancare alla attuale M9. Si tratta della <a title="leica monochrom" href="http://it.leica-camera.com/photography/m_system/m_monochrom/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Leica Monochrom</span></a> una particolare versione dell’apparecchio nata per realizzare esclusivamente immagini in bianconero. La Monochrom è infatti dotata di uno speciale sensore CCD a pieno formato e con 18 megapixel privo sia della maschera di Bayer, il retino apposto sopra al sensore stesso, mediante il quale avviene la formazione dei colori, sia dell’ormai inutile (a questo punto) filtro passa basso che serve a minimizzare le aberrazioni introdotte proprio dalla maschera. L’eliminazione di questi due elementi consente di elevare notevolmente la qualità dell’immagine specie in termini di nitidezza dei dettagli più fini; inoltre la mancanza dei due filtri permette alla luce di raggiungere meglio gli elementi fotosensibili, cosa che si riflette positivamente sul rapporto segnale-rumore e quindi sulla granulosità dell’immagine che oltretutto è solo relativa alla luminanza, disturbo che assomiglia alla grana della pellicola e che potrebbe essere risultare piacevole per un vecchio utente abituato alla pellicola e non alla crominanza (disturbo più fastidioso). C’è anche la possibilità di dare un tono di viraggio alle immagini monocromatiche, ad esempio seppia o selenio per caratterizzare ancor di più il prodotto di questo singolare apparecchio.<a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/Leica-Mono_Rear.jpg" rel="lightbox[6854]"><img class="size-medium wp-image-6856 alignnone" title="Leica-Mono_Rear" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/Leica-Mono_Rear-300x225.jpg" alt="" width="264" height="198" /><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/Leica-M-Monochrom_top.jpg" rel="lightbox[6854]"><img class="alignnone size-medium wp-image-6857" title="Leica-M-Monochrom_top" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/Leica-M-Monochrom_top-300x225.jpg" alt="" width="264" height="198" /></a></a></p>
<p>La Leica Monochrom, per il resto, deriva integralmente dalla attuale M9 della quale ricalca forma, costruzione e funzioni salvo ovviamente quelle legate alla modalità colore. L’apparecchio sarà distribuito a luglio e dovrebbe costare più di 7500 euro solo corpo.</p>
<p><em>© 2012 &#8211; Editrice Reflex, riproduzione riservata</em></p>
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		<title>Benvenuti all&#8217;Oasi di Sant&#8217;Alessio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 10:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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FOTOGRAFIA REFLEX  è lieta di presentare &#8220;Benvenuti all&#8217;Oasi di Sant&#8217;Alessio&#8221; un nuovo concorso fotografico realizzato grazie a un&#8217;idea di Claudia Rocchini, fotogiornalista, in collaborazione con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/locandina-Oasi-per-web.jpg" rel="lightbox[6844]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6845" title="locandina Oasi per web" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/locandina-Oasi-per-web-211x300.jpg" alt="" width="130" height="185" /></a>FOTOGRAFIA REFLEX  è lieta di presentare &#8220;Benvenuti all&#8217;Oasi di Sant&#8217;Alessio&#8221; un nuovo concorso fotografico realizzato grazie a un&#8217;idea di Claudia Rocchini, fotogiornalista, in collaborazione con il Parco faunistico <a href="http://www.oasisantalessio.org" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Oasi di Sant&#8217;Alessio</span></a>, con <a href="http://www.manfrotto.it/Notizie+%26+Eventi/Novit%C3%A0/Benvenuti+all%27Oasi+di+Sant%27Alessio/24527801" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Manfrotto</span></a>, <a href="http://www.kata-bags.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Kata Bags</span></a> e <a href="http://www.geographicbags.it/?ref=1" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">National Geographic</span></a>, linea borse e treppiedi Lifestyle.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;iniziativa che, iniziata ad aprile, proseguirà fino al prossimo ottobre. Il concorso, che prevede tappe mensili e premi per i vincitori, si svolgerà su due tra i più importanti social network, Flickr e Facebook, con un insolito approccio: tema libero, ma formato obbligato.<br />
Perché formato obbligato? L&#8217;idea è di stimolare inusuali riprese di ambienti e animali dell&#8217;Oasi che si adattino all&#8217;inusuale formato previsto nello spazio della nuova Timeline di Facebook: 851&#215;315 pixel. Uno spazio di grande evidenza e importanza: infatti l&#8217;immagine vincitrice di ogni mese, oltre ai premi previsti e all&#8217;utilizzo come testata del sito dell&#8217;Oasi, verrà pubblicata nell&#8217;apposito spazio sulla <a href="http://www.facebook.com/OasidiSantAlessio" target="_blank"><em><span style="color: #0000ff;">Pagina Facebook dell&#8217;Oasi di Sant&#8217;Alessio</span></em></a>, oltreché segnalata sui siti dei promotori, con il nome e il sito dell&#8217;autore in evidenza. <a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/birds-watching.jpg" rel="lightbox[6844]"><img style=' float: right; padding: 4px; margin: 0 0 2px 7px;'  class="alignright size-medium wp-image-6846" title="bird's watching" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/birds-watching-300x300.jpg" alt="" width="215" height="215" /></a></p>
<p>Vediamo nel dettaglio le modalità di partecipazione.<br />
Partecipare è semplice: ogni inizio del mese, nel Gruppo Flickr dell&#8217;Oasi di Sant&#8217;Alessio, verrà aperto un post dove sarà possibile pubblicare gli scatti in gara per tre settimane; l&#8217;ultima settimana del mese è dedicata alle votazioni popolari cui chiunque può partecipare, anche chi non ha pubblicato fotografie per il concorso. L&#8217;unico vincolo richiesto è che le fotografie siano state scattate in Oasi.<br />
E&#8217; prevista anche la formula &#8220;Premio extra&#8221;: i promotori si riservano, ogni mese, la facoltà di scegliere e premiare una o più fotografie tra quelle proposte (ad eccezione della foto vincitrice) e di pubblicarle in evidenza nei siti e nel circuito dei social network collegati.</p>
<p>I promotori puntualizzano che le immagini vincitrici verranno utilizzate solo ed esclusivamente per fini promozionali strettamente collegati all&#8217;iniziativa, pertanto ai vincitori non verrà chiesta alcuna rinuncia sui diritti di sfruttamento delle fotografie. Riguardo nel complesso le fotografie in gara, si rimanda alla policy di <a href="http://it.docs.yahoo.com/copyright_it.html" target="_blank"><em><span style="color: #0000ff;">Flickr</span></em></a>.</p>
<p>Per informazioni e regolamento: <a href="http://www.flickr.com/groups/oasisantalessio/" target="_blank"><em><span style="color: #0000ff;">www.flickr.com/groups/oasisantalessio/</span></em></a></p>
<p><em><br />
Oasi di Sant&#8217;Alessio<br />
Via Cadorna, 2 &#8211; Sant&#8217;Alessio con Vialone (PV)<br />
<a href="http://www.oasisantalessio.org" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.oasisantalessio.org</span></a></em><br />
<a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/screenshot-maggio1.jpg" rel="lightbox[6844]"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-6849" title="screenshot maggio" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/screenshot-maggio1.jpg" alt="" width="567" height="374" /></a><br />
L&#8217;Oasi di Sant&#8217;Alessio non è uno zoo né un safari park: è un parco faunistico dedicato alla flora e alla fauna, dalla Pianura Padana alla foresta pluviale. Un laboratorio naturalistico a cielo aperto, incluso in una magnifica tenuta in provincia di Pavia, con un castello medievale come quartier generale della struttura e, tutt&#8217;attorno, un&#8217;area protetta destinata al conservazionismo e al ripopolamento faunistico. È da sempre meta prediletta di moltissimi fotografi naturalistici per l&#8217;opportunità di osservare e immortalare da vicino, senza disturbarle, numerose specie animali, alcune in cattività e semi cattività, moltissime in libertà.</p>
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		<title>ONE WORLD, il grande concorso TIPA</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 16:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Technical Image Press Association lancia ONE WORLD il primo concorso internazionale organizzato dall&#8217;associazione.
L&#8217;obiettivo del progetto è quello di aiutare i fotografi, dilettanti o professionisti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/tipa-logo-contest1.jpg" rel="lightbox[6835]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6837" title="tipa logo contest" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/tipa-logo-contest1-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>La Technical Image Press Association lancia ONE WORLD il primo concorso internazionale organizzato dall&#8217;associazione.<br />
L&#8217;obiettivo del progetto è quello di aiutare i fotografi, dilettanti o professionisti, a mostrare i loro lavori ad una comunità mondiale di persone, editori, agenzie e gallerie che cercano nuovi artisti di talento. Il concorso avrà inizio il 15 maggio e terminerà il 14 luglio 2012. Per partecipare occcorre registrarsi su <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.tipa.com" target="_blank">www.tipa.com</a></span></p>
<p>E&#8217; risaputo che nuovi e vecchi media sono desiderosi di trovare fonti d&#8217;immagini anche tra gli appassionati. Il più delle volte trovano materiale di scarsa qualità o scadente, molto spesso anche i grandi media non intendono pagare o pagano molto poco. Molti concorsi, inoltre, sono costruiti allo scopo di accumulare immagini a bassissimo costo dando l&#8217;illusione della notorietà, ma senza mai dire dove le fotografie saranno pubblicate e riservandosi ogni diritto d&#8217;uso.</p>
<p>Oggi la fotografia è in piena espansione perché è l&#8217;unico modo per condividere informazione e creatività così che sia comprensibile qualunque sia la lingua o il dialetto. Per questo, il concorso si intitola ONE WORLD.  TIPA, associazione no-profit con sede a Madrid, offre la possibilità di competere con migliaia di fotografi dai cinque continenti. In questo caso, gli autori dei due lavori più belli vinceranno del denaro, ma soprattutto fama e prestigio internazionali. Alcuni potranno ottenere una Honorary Mention.</p>
<p>La differenza tra ONE WORLD ed altri concorsi online, sta nel fatto che questo è organizzato da un&#8217;associazione di professionisti della fotografia e che le fotografie della galleria viaggeranno nel canale della fotografia. E che, inoltre, i redattori delle riviste associate, 29 testate da Europa, Canada, Stati Uniti, Sudafrica, Cina, Giappone ed Australia, potranno pubblicare le fotografie partecipanti al concorso (evidentemente non per mancanza di materiale) per dare spazio ai fotografi che riterranno più interessanti. Per semplificare la prassi di una eventuale pubblicazione è, però, necessario che i partecipanti concedano una licenza royalty-free. In ogni caso, le riviste non potranno cedere a terzi le immagini del concorso. Per la massima chierezza, i partecipanti avranno la facoltà di consentire o meno a TIPA di fornire i loro dati (nome e indirizzo email) alle riviste associate, ad agenzie fotografiche o editori interessati a contattare direttamente gli autori. Le fotografie saranno raccolte in una galleria dove il mondo potrà valutare tutti i lavori.</p>
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		<title>Leica Wetzlar, il grande ritorno</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà inaugurato a novembre del 2013 il nuovo quartier generale di Leica Camera AG. L&#8217;avveniristico centro di 27.000 metri quadrati progettato secondo le ultime tecnologie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6829" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/leica-prima-pietra.jpg" rel="lightbox[6828]"><img class="size-medium wp-image-6829" title="leica prima pietra" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/leica-prima-pietra-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Posa della prima pietra della nuova sede di Leica.</p></div>
<p>Sarà inaugurato a novembre del 2013 il nuovo quartier generale di Leica Camera AG. L&#8217;avveniristico centro di 27.000 metri quadrati progettato secondo le ultime tecnologie energetiche è stato pensato come centro polifunzionale. Sorgerà del Leitz Park di Wetzlar dove già operano la Weller Feintechnik società di micromeccanica fine nata nel 1997 con l&#8217;acquisizione del settore meccanico di Leica Camera, e la ViaOptic specializzata nella pressofusione di materie plastiche avanzate, ottica e assemblaggio.</p>
<p>Il Leitz Park è dunque un centro di eccellenza e qui Leica Camera, con un investimento di 55 milioni di euro, trasferirà gli uffici amministrativi, un&#8217;area produttiva, il centro assistenza clienti, una galleria, un Leica Store ed il museo. Vi lavoreranno 600 persone.</p>
<p>La produzione delle fotocamere era stata trasferita a Solms nel 1987 a seguito dell&#8217;acquisizione della Ernst Leitz Wetzlar da parte della svizzera  Wild (microscopi) che portò alla fusione del settore microscopi Leitz con quello di Wild. La produzione fotografica passò alla Leica Camera GmbH appositamente costituita.</p>
<p>&#8220;Leica Camera AG ritorna a Wetzlar in una nuova casa che sarà aperta ai visitatori ed agli appassionati di fotografia offrendo un&#8217;esperienza unica e approfondita sul passato il presente ed il futuro della fotografia&#8221;, ha detto Andreas Kaufmann, l&#8217;uomo che attraverso la sua Projektenwicklung GmbH di Vienna, ha rilanciato il marchio negli ultimi cinque anni.</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex &#8211; riproduzione riservata</p>
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		<title>D600, continuano le voci..</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È già da diverso tempo che si susseguono indiscrezioni riguardanti una nuova possibile reflex, con sensore a pieno formato, in arrivo da Nikon. Si tratterebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6822" class="wp-caption alignleft" style="width: 169px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/d600.jpeg" rel="lightbox[6820]"><img class="size-medium wp-image-6822" title="d600" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/d600-300x246.jpg" alt="" width="159" height="130" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Sarà così la nuova D600?</p></div>
<p>È già da diverso tempo che si susseguono indiscrezioni riguardanti una nuova possibile reflex, con sensore a pieno formato, in arrivo da Nikon. Si tratterebbe di una D600, simile alla nuovissima D800 ma costruita per essere una full-frame di fascia economica. Si è parlato di un sensore da 24 megapixel a bordo di questo modello, di video full-hd e di processore d’immagine derivati direttamente dalla D800 e di tante altre caratteristiche. Molte sono le possibilità, ma la nostra opinione è che a bordo della D600 troveremo come punto cardine un sensore firmato da <a title="aptina" href="http://www.aptina.com/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Aptina</span></a>: perché questa convinzione? La società americana, che fa parte del gruppo Micron e che fabbrica la maggior parte dei suoi sensori in Italia, ha un rapporto con Nikon che va avanti già da diverso tempo, come avevamo potuto constatare quando su FOTOGRAFIA REFLEX avevamo riportato il lavoro svolto dal sito <a title="chipworks" href="https://chipworks.secure.force.com/catalog/ProductDetails?sku=APT-C1CC&amp;viewState=DetailView&amp;cartID=&amp;g=&amp;parentCategory=&amp;navigationStr=CatalogSearchInc&amp;searchText=C1CC" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">chipworks.com</span></a>, che analizzando la Nikon V1 aveva scoperto proprio un sensore Aptina.</p>
<div id="attachment_6821" class="wp-caption alignright" style="width: 196px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: right;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/sensore-aptina.jpeg" rel="lightbox[6820]"><img class="size-full wp-image-6821" title="sensore aptina" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/sensore-aptina.jpeg" alt="" width="186" height="166" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Dettaglio del sensore Aptina della Nikon V1</p></div>
<p>Non è chiaro se Nikon già prima del suo sistema CSC avesse sfruttato i sensori della casa americana in altre fotocamere, forse compatte, ma è presumibile che questa sarà la volta buona. È da diversi anni, infatti, che Aptina lavora ad un sensore a pieno formato.</p>
<p>Come detto, certezze non ce ne sono e non ce ne saranno fino all’uscita della D600, che ancora non è stata fissata ma che con tutta probabilità sarà prima della prossima estate. Basterà dunque pazientare ancora poco tempo prima di poter conoscere le reali caratteristiche della nuova reflex digitale di Nikon con sensore 24&#215;36mm.</p>
<p><em>© 2012 &#8211; Editrice Reflex, riproduzione riservata</em></p>
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		<title>AND NOW, THE END IS NEAR&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 09:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[discussione pellicola]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Forti]]></category>
		<category><![CDATA[pellicola]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;AND NOW, THE END IS NEAR&#8230; AND SO I FACE, THE FINAL CURTAIN&#8230; &#8221; 
My Way di Paul Anka e Frank Sinatra, 1969
NdR: Vista la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;AND NOW, THE END IS NEAR&#8230; AND SO I FACE, THE FINAL CURTAIN&#8230; &#8221; </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>My Way di Paul Anka e Frank Sinatra, 1969</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">NdR: Vista la polemica che si è sviluppata sul sito, sul Gruppo Fotografia Reflex di Flickr e sul gruppo Fotografia analogia sempre su Flickr, pubblichiamo l&#8217;editoriale di Giulio Forti sull&#8217;argomento.</span></p>
<p><em>di Giulio Forti</em></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>FOTOGRAFIA REFLEX luglio 2006</p>
<div id="attachment_6813" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/editoriale350.jpg" rel="lightbox[6812]"><img class="size-medium wp-image-6813" title="editoriale350" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/05/editoriale350-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Anno 2032, il tenente John Kelly a bordo della capsula Ares IV in missione verso Marte viene inghiottito da una &quot;eclissi gravitazionale&quot;. Sa di essere perduto e nei suoi ultimi minuti si conforta con una fotografia di famiglia. Buon segno: se gli autori della serie Star Trek non hanno saputo sostituire nient&#39;altro alla classica stampa 10x15 vuol dire che non hanno saputo inventare nemmeno un improbabile alternativa. (Dall&#39;episodio VOY 228, One small step).</p></div>
<p>&#8220;E ora la fine è vicina e così affronto il sipario. Amico mio, te lo dirò chiaro [... ] io ho vissuto una vita piena, io ho viaggiato per tutte le strade. E più, molto più di questo, l&#8217;ho fatto a modo mio&#8221;. Chi non conosce <em>My way</em>? Una canzone struggente per qualcosa che sta finendo. Sembra quella perfetta per coloro che, realmente, soffrono il lento, inesorabile declino della pellicola fotografica. Ma è davvero così?</p>
<p>Intanto, è ancora presto per le lacrime ed i rimpianti, ma i numeri dicono che occorre prepararsi, come di fronte ad un amico che sta per lasciarci. Cantare <em>My way,</em> tuttavia, può essere utile a prendere consapevolezza che il sipario sta calando sul quel modo di fare fotografia così come l&#8217;abbiamo inteso per cent&#8217;anni.<br />
Già i numeri. Non c&#8217;è dubbio che parlino chiaro: lo si vede dalle vendite di apparecchi analogici che continuano a scendere verticalmente, dai consumi che, in cinque anni, hanno ceduto fino al 70%. Lo dicono i prezzi delle pellicole, che aumenteranno, e la riduzione di quelle disponibili; lo dicono i metri quadrati di carta colore persi per la diminuzione delle stampe analogiche non ancora compensata da quelle digitali, che cresceranno. Invece, brillano i numeri del digitale i quali, non solo coprono il crollo delle fotocamere tradizionali, ma addirittura raccontano di una domanda mondiale cresciuta di un 30-40% rispetto agli anni d&#8217;oro dell&#8217;analogico.<br />
Così, i 27 milioni di compatte 35mm prodotte dal Giappone nel 2000, lo scorso anno si sono ridotti a 4,6. Allo stesso modo le reflex 35mm sono passate da 4,1 milioni a 518 mila. La domanda è: chi ha smesso di comprare analogico? Innanzi tutto i cosiddetti dilettanti della domenica (quelli delle compatte), mentre i fotoamatori solo dal 2004 hanno preso a comprare reflex digitali. E cioè da quando, con la Canon 300D e la Nikon D70, il prezzo è diventato plausibile.<br />
In questi anni il dibattito pellicola contro sensore è stato ampio e vivace. Segno dei dubbi e dell&#8217;incertezza sul da farsi. Poi la polemica si è affievolita e il digitale è diventata questione di valutazione più approfondita, ritrovandosi più &#8220;accettabile&#8221; anche da parte di molti fedelissimi della pellicola che, una prima esperienza, l&#8217;hanno comunque avuta con una compatta. Dire che il rospo sia stato del tutto ingoiato è forse troppo, ma certamente l&#8217;atteggiamento è cambiato. Di nuovo, lo dicono i numeri. In Italia, le vendite di reflex digitali sono passate dagli 11 mila pezzi del 2003 ai probabili 120 mila di quest&#8217;anno. Il che significa che l&#8217;interesse per l&#8217;apparecchio reflex, se ci aggiungiamo altre 30 mila analogiche, è tornato ai livelli dei primi anni Novanta.<br />
Possiamo parlare di crisi della fotografia? Dobbiamo davvero cantare <em>My way</em>? Direi proprio di no. Cambia il modo di registrare le immagini? È evidente, ma la vera storia è che le fotografie o sono buone o sono inguardabili.<br />
Se penso a me stesso, la questione analogico-digitale è un&#8217;altra. È come una sindrome da annientamento: per tanti anni ho usato la pellicola, finalmente ho capito bene come servirmene, come curare l&#8217;esposizione per ottenere il mio risultato, come svilupparla nel migliore dei modi&#8230; e non appena mi sono sentito definitivamente libero dai lacci della tecnica per dare sfogo alla mia visione, ecco che mi fanno ricominciare tutto daccapo. E mi fa rabbia perché sento di aver perso la sicurezza del mio scatto e quindi, nonostante il monitor della digitale sia un buon provino immediato, non sono tranquillo. Questa mancanza di sicurezza, forse non solo mia, è giustificata.<br />
Cosa conta di più che sapere che le nostre immagini saranno perfette e che dureranno nel tempo? Che nel nostro archivio le ritroveremo con facilità, belle come quando le abbiamo scattate?<br />
La paura digitale sbuca da meandri non del tutto esplorati e quindi ancora infidi e pericolosi. L&#8217;industria, dopo le prime smargiassate sulla morte della pellicola ha commesso molti errori. Ha lanciato spesso macchine non ancora a punto solo per bruciare la concorrenza, invitandoci poi a scaricare i firmware da internet come se ci facesse un regalo, mentre invece ci obbligava a lavorare al posto suo. Ora questi problemi sono diminuiti, ma non del tutto scomparsi.<br />
In dieci anni, la fotografia digitale ha sopraffatto quella chimica anche per l&#8217;istantaneità (il successo della Polaroid). Ma non ha ancora saputo dare all&#8217;utente tutta la sicurezza necessaria a non fargli rimpiangere la pellicola.</p>
<p>© FOTOGRAFIA REFLEX, luglio 2006</p>
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		<title>CONTAX T</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 14:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia, Collezionismo]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia della prima macchina compatta del celebre marchio, in collaborazione con Zeiss e Porsche, è quella di un vero status symbol fotografico
di Pierpaolo Ghisetti

Dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><em>La storia della prima macchina compatta del celebre marchio, in collaborazione con Zeiss e Porsche, è quella di un vero status symbol fotografico</em></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><span style="color: #333333;">di Pierpaolo Ghisetti</span><br />
</em></span></p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/C1.jpg" rel="lightbox[6805]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6806" title="C1" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/C1-300x199.jpg" alt="Contax T" width="300" height="199" /></a>Dopo l’introduzione della compatta di qualità (la famiglia Rollei 35, dal 1966 al 1980) e la compatta di design (Olympus XA, dal 1979 al 1982), mancava ancora una terza categoria, che facesse compiere alla macchina fotografica compatta quel salto qualitativo e che l’allontanasse definitivamente dal concetto di <em>macchinetta economica di serie B </em>(il vorrei ma non posso delle compatte anni Sessanta e, se vogliamo, di alcune attuali compatte digitali). Si trattava di avere il coraggio di introdurre il concetto di compatta “status symbol”<em>, </em>una macchina fuori dalla norma per design, prestazioni e obiettivo. Naturalmente con un prezzo esagerato, (circa un milione delle vecchie Lire) che la ponesse in un empireo a sé stante.</p>
<p>Questo concetto non poteva essere sviluppato con successo che dal trio Yashica, Zeiss e Porsche, autori di quell’apparecchio epocale che era stato la Contax RTS, che univa le sinergie specifiche di tre marchi specializzati in settori così diversi.</p>
<p>Il concetto di base della nuova compatta è pertanto il massimo in ognuno dei tre specifici settori di competenza: nasce nel 1984 la <strong>Contax T, </strong>ovvero la prima macchina compatta col marchio Contax. Derivata concettualmente dalla Minox 35, ovvero basata sulla compattezza donata dal ponte levatoio retrattile, portante l’obiettivo, la Contax T presenta una serie di caratteristiche esclusive, mai viste prima su una fotocamera di questo livello. Vediamole.</p>
<p>Macchina estremamente compatta nelle dimensioni, dal peso di appena 250g; costruzione mista in alluminio e titanio, quindi molto robusta e leggera; finitura sia in argento satinato che nera; disegno raffinato, senza spigoli vivi e con il corpo rivestito, sul lato destro, di una comoda impugnatura gommosa; manettino di riavvolgimento pellicola posizionato ‘a scomparsa’.</p>
<p>A questo aggiungiamo un’ottica Carl Zeiss Sonnar 38mm f/2,8, composta da 5 lenti e dotata di trattamento T*;  diaframma a iride a 7 lamelle, perfettamente circolare; telemetro accoppiato, sino alla minima distanza di un metro; automatismo di esposizione a priorità dei diaframmi; mirino luminosissimo, dotato di una cornice luminosa, tipo Albada, con ingrandimento x55; compensazione dell’esposizione per il controluce.</p>
<p>Inoltre:  tempi d’otturazione (da 8sec a 1/500sec) visibili nel mirino; contafotogrammi digitale; funzionamento tramite batteria a pastiglia; bottone di scatto, silenziosissimo, realizzato con uno zaffiro sintetico, fornito dalla Kyocera (la proprietaria della Yashica); flash dedicato TTL e integrato nel design della fotocamera (in realtà leggermente ingombrante, almeno in relazione alla compattezza del corpo), che porta il peso del complesso a 300g (360 con le batterie). Il caricamento avveniva, come nella Minox, grazie al dorso sfilabile.</p>
<p>Il risultato fu una super compatta, inevitabilmente super costosa per la maggior parte dei fotografi, ma un autentico punto d’arrivo (o di partenza….) per una nuova generazione di fotocamere, e l’inizio di un sogno per molti fotografi. Inoltre la Contax non aveva concorrenti, avendo inventato una nuova nicchia di mercato.</p>
<p>All’uso pratico la Contax T può presentare alcuni problemi di manovrabilità, proprio a causa della sua compattezza, specie nella regolazione della scala dei diaframmi e della ghiera di messa a fuoco. L’esposimetro è abbastanza preciso, con una leggera tendenza alla sovraesposizione con forte luci, mentre l’ottica Sonnar è semplicemente superlativa, con ottima resa dei dettagli a tutti i diaframmi. La vignettatura è abbastanza forte a tutta apertura, mentre risolvenza e contrasto sono ai massimi livelli e fanno del piccolo Sonnar una delle migliori ottiche Zeiss di tutti i tempi. Questa affermazione potrà sembrare esagerata, ma è frutto di ponderate osservazioni su svariate decine di rulli scattati con la Contax T.</p>
<p>Attualmente la valutazione della macchina va dai 300 ai 350 euro, in base allo stato d’uso e alla completezza degli accessori, come flash e borsa in pelle. La versione nera è abbastanza rara.</p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/C2-copia.jpg" rel="lightbox[6805]"><img style=' float: right; padding: 4px; margin: 0 0 2px 7px;'  class="alignright size-medium wp-image-6807" title="C2 copia" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/C2-copia-300x211.jpg" alt="Contax T2" width="300" height="211" /></a>Nel 1990 appare la nuova versione denominata <strong>Contax T2, </strong>in realtà una macchina completamente diversa dalla precedente e non una semplice evoluzione. Infatti la T2 possiede un corpo a mattoncino dal peso di 300g, con elegante finitura al Titanio, un obiettivo (sempre il Sonnar 38mm f/2,8) retrattile a scomparsa, un sistema autofocus e il flash automatico incorporato. L’automatismo (con tempo max di 1/500 sec) è a priorità dei diaframmi, mentre è stato inserito un completo controllo della staratura intenzionale, in sovra e sottoesposizione. In più avanzamento e riavvolgimento sono automatizzati da un micromotore. Nel luminoso mirino appaiono i tempi d’esposizione e il segnale del pronto-flash. Da notare che è già presente anche il pre-flash anti occhi rossi. Molto elegante e completa nelle funzioni, la T2 viene anche prodotta in versione Gold 60 Years, per aumentarne il prestigio e l’esclusività, inaugurando, anche per la fascia delle compatte, l’idea di una macchina commemorativa, appunto uno <em>status symbol</em>. Da notare anche che qualche volta l’esposimetro della T2 va guidato, in quanto spesso legge in modo errato: in questo caso l’esperienza del fotografo deve intervenire sul correttore dell’esposizione. In complesso una macchina molto comoda e veloce nell’uso, vera compagna tuttofare, con risultati perfettamente compatibili con le ottiche Zeiss delle sorelle Contax reflex.  Anche nel caso della T2 la valutazione attuale si aggira sui 300 Euro, quasi il doppio per la versione Gold.</p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/C3-copia.jpg" rel="lightbox[6805]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6808" title="C3 copia" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/C3-copia-300x182.jpg" alt="" width="300" height="182" /></a>Arriviamo così all’ultima fotocamera della serie, la <strong>Contax T3,</strong> ulteriore evoluzione del concetto di compatta d’alto livello. In pratica si tratta della rivisitazione della T2, sempre dal peso di 300g, ma con un corpo più snello e rimpicciolito, praticamente al limite del possibile per contenere il rullino da 35mm. La principale differenza risiede nell’ottica Sonnar 35mm f/2,8, (a 6 lenti), forse non così contrastata come i precedenti Sonnar da 38mm, ma molto equilibrata in tutte le situazioni d’uso. L’otturatore è ora piazzato tra le lenti dell’ottica, e non dietro, come ad esempio nella T2: questo particolare influisce molto positivamente nella riduzione della vignettatura. La macchina possiede, oltre ad un autofocus molto preciso a cinque punti di mira, una esposizione sia Program sia a priorità dei diaframmi, un display a cristalli liquidi sul carter superiore, funzioni flash complete, (tuttavia il flash è utile sino a 3 metri), motore incorporato, staratura esposimetrica e dati nel mirino. Inoltre la messa a fuoco è stata portata a 0,35m, veramente notevole. Fornita sia in finitura al titanio che nera, complessivamente risulta veramente compatta e completa, da taschino, senza alcuna limitazione d’uso. Molto alta la valutazione della T3: da 500 sino a 600 Euro.</p>
<p>Le Contax T, nelle loro diverse declinazione nel tempo, hanno creato una nuova categoria di fotocamera: macchine con ottiche di gran classe e complete nelle funzioni, che si fanno anche apprezzare per la bellissima finitura esterna al titanio, affascinante ed esclusiva.</p>
<p>Vere macchine fotografiche e non <em>sorelle minori,</em> senza alcun complesso d’inferiorità, rispetto alle sorelle maggiori reflex!</p>
<p><em>© Editrice Reflex, riproduzione riservata</em></p>
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		<title>Caro pellicola: +20% per le Fujifilm</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia dello scorso 12 aprile nella quale abbiamo indicato in 1000 giorni la futura disponibilità di pellicola su ampia scala trova oggi, purtroppo, un&#8217;indiretta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/fujiPMA1.jpg" rel="lightbox[6755]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6764" title="fujiPMA" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/fujiPMA1-276x300.jpg" alt="" width="276" height="300" /></a>La <span style="color: #ff6600;"><a title="1000 giorni" href="http://www.reflex.it/news/2012/04/gli-ultimi-1000-giorni-della-pellicola-35mm/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">notizia</span></a></span> dello scorso 12 aprile nella quale abbiamo indicato in 1000 giorni la futura disponibilità di pellicola su ampia scala trova oggi, purtroppo, un&#8217;indiretta conferma. Con uno stringato comunicato Fujifilm ha annunciato che &#8220;visto il continuo crollo della domanda di pellicola, l&#8217;apprezzamento dello yen ed i costi di produzione&#8221;, dal primo maggio i prezzi dei suoi film (negativo colore, diapositive e bianconero) aumenteranno. Avevamo pubblicato che la disponibilità di pellicola fotografica diventerà sempre più ridotta dal 2015 in quanto, nei prossimi tre anni, le sale cinematografiche a livello globale passeranno alla proiezione digitale (a parte i cinema d&#8217;essai e qualche sala chissà dove). Da qualche tempo, infatti, almeno l&#8217;80% della produzione di pellicola negativa colore è destinato alle copie cinematografiche, ciò significa che crollando la domanda di Hollywood i costi di produzione per il cinema e per la fotografia sarebbero aumentati. <a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/Immagine-6.jpg" rel="lightbox[6755]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6766" title="Immagine 6" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/Immagine-6-300x226.jpg" alt="" width="276" height="211" /></a>Questo annuncio  di Fujifilm rende ottimistica la nostra previsione.</p>
<p>Il comunicato della casa giapponese spiega che &#8220;a causa della situazione, nonostante il nostro sforzo di contenere i costi di produzione, Fujifilm non è in grado di assorbire i costi della catena produttiva ed è costretta a passare ad aumenti di prezzo delle pellicole fotografiche&#8221;. Il comunicato termina assicurando l&#8217;impegno verso il prodotto fotografico e l&#8217;eccellenza dei prodotti incluso il loro valore in confronto ad altri sistemi. Non ci sono comunicati del genere da parte di Kodak, la quale però aveva già reso noto di aver cessato la produzione delle sole pellicole invertibili a colori visto che le negative provengono dalla produzione cinematografica. Fujifilm Italia introdurrà gli aumenti da giugno, e ci fa sapere che saranno pesanti: +20% per le pellicole colore e bianconero, +10% per le monouso.</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex &#8211; Riproduzione riservata</p>
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		<title>Nikon richiama le batterie EN-EL15</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:31:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nikon ha rilasciato un comunicato ufficiale nel quale si evidenzia un problema relativo ad alcune batterie modello EN-EL15. Si tratta delle batterie a corredo delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/en-el15.jpg" rel="lightbox[6754]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6756" title="en-el15" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/en-el15-300x230.jpg" alt="" width="140" height="107" /></a>Nikon ha rilasciato un <a title="nikon europa" href="https://nikoneurope-it.custhelp.com/app/answers/detail/a_id/52337" target="_blank">comunicato ufficiale</a> nel quale si evidenzia un problema relativo ad alcune batterie modello EN-EL15. Si tratta delle batterie a corredo delle nuovissime Nikon D800 e D800E oltre che della D7000 e della fotocamera ad obiettivi intercambiabili V1. Nel comunicato Nikon chiarisce che verranno prese tutte le precauzioni necessarie per assicurare la qualità dei propri prodotti e che un certo numero di queste batterie, prodotte da un fornitore esterno, potrebbero non essere all&#8217;altezza degli standard imposti da Nikon. In alcuni casi estremamente rari, come specificano nel comunicato, il malfunzionamento delle batterie potrebbe causare un surriscaldamento tale da deformare l&#8217;alloggio della stessa. Sebbene il difetto della batteria è stato verificato in ambito di lavorazioni interne presso Nikon è stato comunque richiesto un controllo da parte degli utenti delle fotocamera che la utilizzano, controllandone il numero di matricola: se la nona cifra del cocide alfanumerico è una E o una F la batteria è da sostituire contattando il centro assistenza.  <a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/sn1-copy.jpg" rel="lightbox[6754]"><img style=' float: right; padding: 4px; margin: 0 0 2px 7px;'  class="alignright size-medium wp-image-6757" title="sn1 copy" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/sn1-copy-300x145.jpg" alt="" width="226" height="109" /></a></p>
<p>Il problema, fate attenzione, non riguarda però le Nikon D7000 e V1 acquistate prima del 29 febbraio 2012 o le batterie acquistate singolarmente sempre prima di questa data.</p>
<p><em>© 2012 &#8211; Editrice Reflex, riproduzione riservata</em></p>
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		<title>Tre nuove CSC da Samsung</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un colpo solo, la Samsung rinnova l’intera gamma di fotocamere CSC ad ottica intercambiabile con tre nuovi modelli della serie NX che vanno a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/NX20.jpeg" rel="lightbox[6747]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6746" title="NX20" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/NX20-300x225.jpg" alt="" width="181" height="135" /></a>In un colpo solo, la Samsung rinnova l’intera gamma di fotocamere CSC ad ottica intercambiabile con tre nuovi modelli della serie NX che vanno a sostituire gli apparecchi esistenti. La novità più grande è sicuramente l’adozione, nella nuova linea di fotocamere NX, della tecnologia wi-fi incorporata in ogni apparecchio per permettere un veloce e pratico scambio di dati tra la fotocamera ed una rete di computer senza fare uso di cavi di collegamento. Basate sul medesimo sensore CMos da 20 megapixel, le tre nuove CSC si chiamano NX20, NX210 ed NX1000; la prima delle tre ha la classica forma stile reflex, ma in formato compatto, che aveva già contraddistinto la NX10 e le altre della stessa serie con, al posto del pentaprisma, un mirino elettronico ad oculare utilizzabile in alternativa al display posteriore, un Amoled da tre pollici di diagonale. Destinata al fotoamatore esigente, la NX20 ha diverse funzioni di personalizzazione del risultato finale e regolazione fine dei parametri di ripresa. <a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/NX1000_pink.jpeg" rel="lightbox[6747]"><img style=' float: right; padding: 4px; margin: 0 0 2px 7px;'  class="alignright size-medium wp-image-6748" title="NX1000_pink" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/04/NX1000_pink-300x244.jpg" alt="" width="178" height="144" /></a></p>
<p>La NX210 va a sostituire la attuale NX200 dalla quale differisce per pochi particolari, tra cui appunto il modulo wi-fi mentre il modello NX1000 è totalmente nuovo e nasce per portare ad una fascia di prezzo più contenuta gran parte delle caratteristiche dei modelli superiori. Identica nella forma alla NX210 dalla quale deriva, la nuova NX1000 è dotata di funzioni automatizzate ed è disponibile anche in colore bianco o rosa oltre che nero.</p>
<p><em>© 2012 Editrice Reflex, riproduzione riservata</em></p>
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