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	<description>Dal 1996 la prima rivista italiana di fotografia sul web</description>
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		<title>Il ritorno di Panasonic nel mondo della telefonia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era da tanti anni che in Europa il nome di Panasonic non figurava più nel mondo della telefonia mobile ma, ad Amburgo, l&#8217;annuale Convention della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Eluga.jpg" rel="lightbox[6479]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6481" title="Eluga" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Eluga-225x300.jpg" alt="" width="125" height="167" /></a>Era da tanti anni che in Europa il nome di Panasonic non figurava più nel mondo della telefonia mobile ma, ad Amburgo, l&#8217;annuale Convention della casa giapponese è stata la sede della presentazione di uno smartphone pronto a competere con quelli più affermati già sul mercato. Con Eluga, questo il nome del nuovo dispositivo, Panasonic si rituffa, è proprio il caso di dirlo, in questo mercato con funzioni e caratteristiche all&#8217;avanguardia: tra tutte spicca il corpo impermeabile e resistente alla polvere. Laurent Abadie, CEO di Panasonic Europa, durante la conferenza stampa di presentazione ha affermato che le previsioni sono di vendere circa 1,5 milioni di smartphone nell&#8217;arco di 12 mesi, un numero importante che sta a significare quanto la casa punti su Eluga: &#8220;<em>Panasonic è uno dei principali protagonisti del mercato giapponese della telefonia mobile. In Europa la domanda di telefoni cellulari, specialmente smartphone, per il mercato consumer è in continua crescita e maturazione. Noi crediamo che nel panorama attuale manchi una gamma di telefoni che sappia combinare con successo bellezza, engineering di alta qualità, e tecnologie all’avanguardia capaci di migliorare lo stile di vita</em>&#8220;, ha dichiarato Abadie. Eluga (nome che deriva da &#8220;elegant user gateway&#8221;) è solo il primo di una futura serie di cellulari targati Panasonic, tutti progettati per essere molto sottili ma al tempo stesso dotati di tecnologie all&#8217;avanguardia; per ora con Eluga ci troviamo davanti ad un corpo, che nonostante sia spesso solo 7,8mm e pesi appena 103g, può vantare uno schermo OLED QHD (960&#215;540 pixel) da 4,5 pollici che al momento ha anche il più alto rapporto tra schermo e telefono. Il nuovo smartphone Panasonic può poi contare sulla tecnologia NFC (Near-Field Communication) per poter interagire con altri apparecchi compatibili (ad esempio per pagamenti senza contatto). Ma Eluga vuole essere anche al centro del mondo smart sul quale punta molto la casa: infatti in occasione della presentazione dello stesso Eluga si è parlato molto anche dei nuovi TV Smart Viera di Panasonic con i quali lo smartphone potrà dialogare facilmente. Infatti, grazie alla tecnologia &#8220;swipe and Share&#8221; si potranno inviare via wi-fi immagini, video e tanti altri contenuti ad un televisore in condivisione sotto la stessa rete. Ma non solo, infatti, Eluga potrà essere utilizzato anche come telecomando o addirittura per vedere ciò che si sta guardando sulla televisione se magari ci si sposta in un&#8217;altra stanza. <a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/eluga-2.jpg" rel="lightbox[6479]"><img style=' float: right; padding: 4px; margin: 0 0 2px 7px;'  class="alignright size-medium wp-image-6482" title="eluga 2" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/eluga-2-217x300.jpg" alt="" width="125" height="173" /></a></p>
<p>Insomma, un concentrato di tecnologia, che ovviamente non dimentica la parte fotografica: la gestione della fotocamera, infatti, è stata completamente rivista rispetto a quella nativa del sistema operativo Android e dall&#8217;esperienza Lumix Eluga prende una serie di modalità scena, stabilizzatore d&#8217;immagine, uno zoom digitale ed un sensore BSI da 8 milioni di pixel. Manca il flash, ma grazie al sensore retroilluminato i risultati sembrano buoni anche in condizioni di scarsa luminosità (abbiamo effettuato qualche rapido scatto di prova, che purtroppo non abbiamo potuto salvare). Le immagini scattate saranno salvate negli 8GB di memoria interna, non espandibile. Il prezzo di questo smartphone con sistema operativo Android Gingerbread, che potrà essere aggiornato a partire dall&#8217;estate 2012 con Ice Cream Sandwich, sembra fissato in una cifra che oscilla tra i 399 e i 450 euro e sarà disponibile a partire dal prossimo aprile.</p>
<p><em>© 2012 – Editrice Reflex</em></p>
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		<title>CP+, boom giapponese per le CSC</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 11:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A gennaio 2012, con il 51,4% le vendite delle fotocamere compatte a sistema (CSC) hanno superato quelle delle reflex, secondo i dati diffusi da Cipa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A gennaio 2012, con il 51,4% le vendite delle fotocamere compatte a sistema (CSC) hanno superato quelle delle reflex, secondo i dati diffusi da Cipa. Il risultato è stato ottenuto a tre anni dal lancio della Lumix G1 nel 2008. Intervistato in proposito, Masatake Matsumoto, direttore della divisione Electronic Imaging di Fujifilm, ha ricordato che fin da allora aveva previsto che &#8220;quelle compatte digitali a basso prezzo lanciate a valanga sul mercato non avrebbero mai potuto sopravvivere alla concorrenza dei fotocellulari dotati di caratteristiche imaging sempre migliori&#8221;. In effetti, negli Stati Uniti si è assistito ad un crollo delle vendite del 40% delle compatte di primo prezzo, mentre è recente la notizia che Kodak ha cessato la commercializzazione di fotocamere. Le compatte a sistema (CSC), appaiono oggi all&#8217;industria giapponese come un&#8217;ancora di salvezza grazie ad una qualità d&#8217;immagine elevata e all&#8217;intercambiabilità degli obiettivi, caratteristica che i fotocellulari non hanno. La categoria delle CSC è in piena espansione, come gli stand della fiera CP+ 2012 di Yokohama hanno dimostrato.</p>
<div id="attachment_6475" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/canonCPplus.jpg" rel="lightbox[6474]"><img class="size-medium wp-image-6475" title="canonCPplus" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/canonCPplus-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">L&#39;unico stand del CP+ ancora senza una compatta a sistema. (Foto G. Inoue)</p></div>
<p>Intanto si attende che Canon faccia il gran passo. La casa avrebbe brevettato uno zoom per questo genere di fotocamera, ma un brevetto non è di per sé una conferma. Invece, è molto ottimista il capo della Nikon Makoto Kimura il quale non ha nascosto le ambizioni della casa. Lo scorso settembre, con i modelli  V1 e  J1 Nikon ha offerto un&#8217;interpretazione molto diversa dalla concorrenza, tanto che le due &#8220;One&#8221; sono state accolte da opinioni contrastanti. Kimura ha dichiarato che la generazione delle CSC si colloca in &#8220;una gamma di prezzo molto interessante&#8221;. E, per dare un&#8217;idea di questo interesse il presidente di Nikon, ci ha dichiarato: &#8220;Noi siamo fiduciosi che diventeremo gli azionisti numero uno di questo mercato”. A gennaio in Giappone le compatte a sistema hanno superato in quantità le vendite delle reflex, ma le Nikon, lanciate in ottobre, non sono ovviamente entrate nella classifica 2011. La quale vede in testa la Lumix GF2 (14.9%), seguita dalla Sony Nex-5 (13.1%) e dalla Olympus PL2 (11.5%). Tra le prime dieci appaiono due Lumix, quattro Sony Nex e quattro Olympus. (Da Tokyo ha collaborato Shoichiro Takeda).</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex, TIPA. All rights reserved.</p>
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		<title>ESCLUSIVO! Sensore 24 MP per la Leica M10</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 17:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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Una fonte affidabile si è detta certa che la prossima Leica M10 (attesa per la Photokina in settembre) adotterà un sensore full frame CMos Dalsa [...]]]></description>
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<div id="attachment_6457" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/M9-Titanium-SMALLt4.jpg" rel="lightbox[6455]"><img class="size-medium wp-image-6457" title="M9 Titanium SMALLt" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/M9-Titanium-SMALLt4-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">La futura Leica M10 potrebbe assumere le fattezze della M9 Titanium disegnata nel 2010 da Walter de&#39;  Silva.</p></div>
<p>Una fonte affidabile si è detta certa che la prossima Leica M10 (attesa per la Photokina in settembre) adotterà un sensore full frame CMos Dalsa da 24 megapixel al posto del Kodak 18 megapixel. Novità più o meno forzata a seguito della vendita della divisione sensori da parte di Kodak. Dalsa sarebbe in grado di offrire alla casa tedesca un sensore già utilizzato dai dorsi digitali Phase One e Mamiya Leaf Back. Quali novità presenterà questo modello ufficiosamente annunciato oltre al sensore e quindi all&#8217;elettronica ad esso collegata, non è possibile dire.</p>
<div id="attachment_6458" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Leica-M9-concept2.jpg" rel="lightbox[6455]"><img class="size-medium wp-image-6458" title="Leica M9 concept" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Leica-M9-concept2-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Interessante anche questo concept M9 dalle linee ammorbidite.</p></div>
<p>Tuttavia, non sarebbe sorprendente se la M10 adottasse il design della M9 Titanium di Walter de&#8217; Silva dotata di illuminazione delle cornici del mirino a led. Quando un produttore investe in un disegno fortemente innovativo legato ad un modello da collezione, il progetto passa di solito alla produzione di serie. de&#8217; Silva ha prodotto diversi disegni per una M9 dalle linee più morbide che utilizza il classico telemetro. E alla Leica da tempo si sente la necessità di un restyling capace di mantener fede al modello originale.</p>
<p>Intanto, il 14 marzo Leica Japan aprirà il quarto Leica Store del paese presso i grandi magazzini Daimaru nel complesso della Tokyo Central Station. La notizia è circolata a Yokohama durante la fiera CP+ ai primi di febbraio. La scelta della vendita diretta è una strategia Leica in forte espansione molto invidiata dai produttori giapponesi. Un alto manager di uno dei grandi marchi, ha detto che &#8220;un tale genere di direct marketing è quasi impossibile per noi perché a differenza di marchi stranieri come Leica, noi dobbiamo passare attraverso il newtwork dei  distributori tradizionali&#8221;. Il sistema distributivo in Giappone infatti conserva ancora i passaggi di quello medievale: grossita primario, grossista secondario, negoziante. Di fatto, il ruolo dei grossisti è di tipo finanziario in quanto danno ai rivenditori piccoli e indipendenti il credito necessario per sopravvivere nonostante le grandi catene nazionali. (Da Tokyo ha collaborato Shoichiro Takeda).</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex, TIPA. All rights reserved.</p>
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		<title>CP+: CIPA bandisce la definizione &#8220;mirroless&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 16:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6431" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/kimura_cipa.jpg" rel="lightbox[6430]"><img class="size-full wp-image-6431" title="kimura_cipa" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/kimura_cipa.jpg" alt="" width="200" height="219" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">Makoto Kimura. Presidente Nikon Corporation, Presidente CIPA</p></div>
<p>Basta mirrorless! Questo l&#8217;ordine di Makoto Kimura (Ceo di Nikon) nella sua veste di presidente dell&#8217;associazione dell&#8217;industria giapponese dell&#8217;imaging (Cipa). In una coferenza stampa al CP+, fiera tenutasi a Yokohama, Kimura ha annuciato che &#8220;non sarà più possibile utilizzare la definizione mirorrless&#8221; nei report statistici di Cipa su produzione, vendita ed esportazione delle fotocamere made in Japan. &#8220;Al contrario&#8221;, ha chiarito Kimura, &#8220;per questa categoria adotteremo il termine non-reflex&#8221;. Cipa, considierati i numeri crescenti della produzione delle compatte a sistema, ha deciso da quast&#8217;anno di separare i dati delle &#8220;non reflex&#8221; dalle reflex i quali, fino al 2011, erano sommati in un&#8217;unica categoria. Scelta che viene sempre fatta per mascherare le scarse vendite di una categoria minore in uscita dal mercato o appena entrata. Dunque le categorie sotto controllo di Cipa saranno tre: fotocamere reflex, non reflex e ad ottica fissa. Più una quarta per gli obiettivi. Kimura ha comunque chiarito che CIPA non obbliga gli associati a utilizzare questa terminologia, ma lascia alla discrezione dei singoli membri dell&#8217;associazione quale utilizzare. &#8220;Non reflex&#8221;, tuttavia, sembra un cambiamento un po&#8217; banale. Alcuni, infatti, si chiedono per quale motivo Cipa debba far riferimento alla presenza o meno dello specchio per definire una nuova categoria di prodotto che non lo utilizza. Compact System Camera  (CSC) proposto da TIPA appare ai più la descrizione che meglio sintetizza la categoria. (Da Tokyo ha collaborato Shoichiro Takeda).</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex, TIPA. All rights reserved.</p>
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		<title>Scandalo Olympus, scattano le manette</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 12:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A quattro mesi esatti dalla denuncia dell&#8217;ex Ceo Michael Woodford sulle oscure acquisizioni che la Olympus Corporation aveva effettuato allo scopo di coprire perdite per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quattro mesi esatti dalla denuncia dell&#8217;ex Ceo Michael Woodford sulle oscure acquisizioni che la Olympus Corporation aveva effettuato allo scopo di coprire perdite per 1,7 miliardi di dollari e mai denunciate nel corso di 13 anni, sono scattate le manette.</p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/manette.21.jpg" rel="lightbox[6422]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6424" title="manette.2" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/manette.21-300x170.jpg" alt="" width="286" height="162" /></a>L&#8217;ordine di arresto, emesso dai procuratori che indagano la vicenda, ha riguardato tre top manager: l&#8217;ex-presidente fino allo scorso anno Tsuyoshi Kikukawa, 70 anni, l&#8217;ex-vicepresidente Hisashi Mori, 54 anni, e l&#8217;ex-responsabile finanziario dal 1980 Hideo Yamada, 67 anni. Altri quattro ordini di arresto sono stati emessi per due ex operatori finanziari Akio Nakagawa e Nobumasa Yokoo con Taku Hada e Hiroshi Ono, tutti sospettati di aver avuto un rilevante ruolo nel nascondere l&#8217;ingente perdita. Le indagini non sono terminate ed altri colpi di scena non mancheranno. Infatti, sullo scandalo Olympus, oltre agli inquirenti giapponesi, indagano l&#8217;FBI e la polizia britannica.</p>
<p>La perdita è il frutto di investimenti in borsa che la corporation aveva effettuato a fine anni Ottanta. Nel 1987, l&#8217;allora presidente Toshito Shimoyama aveva puntato su una strategia di investimenti finanziari per compensare il calo delle esportazioni a seguito del forte apprezzamento dello yen sul dollaro. Nel 1989, tuttavia, il crollo della borsa di Tokyo procurò una voragine di perdite che, alla Olympus, costò 100 miliardi di yen, ovvero 1,3 miliardi di dollari. Forse per salvare la faccia, Yamada e Mori occultarono la perdita con l&#8217;acquisizione di aziende fantasma (<em>paper companies</em>) con fondi Olympus costituiti all&#8217;estero tramite la società di consulenza di Nakagawa a Hong Kong dove lavoravano Hada e Ono. Il fondo investimenti di Yokoo, invece, servì a gonfiare il valore di tre piccole società giapponesi acquisite allo stesso scopo. Da allora, parte dei massimi livelli della corporation, pur a conoscenza dell&#8217;illegalità, hanno mantenuto il silenzio fino a quando, a metà ottobre 2011, il neo presidente Woodford dopo aver chiesto chiarimenti su quelle improbabili  acquisizioni fu silurato.</p>
<p>Intanto, l&#8217;anno fiscale di Olympus chiuderà con una perdita di 410 milioni di dollari, mentre a seguito dello scandalo il suo valore di borsa è crollato del 50% a 4,5 miliardi di dollari. Ora, si attende il 20 aprile quando si riuniranno gli azionisti in assembrea straordinaria per nominare il nuovo board. Del quale, gran parte degli attuali direttori non faranno più parte, a cominciare da presidente Shuichi Takayama.</p>
<p>Sarà il nuovo board (oltre alle banche) a decidere quale potrà essere il partner cui cedere non più del 30 per cento delle quote. Al proposito, sono stati fatti i nomi di Panasonic (che ha smentito), Fujifilm (interessata), Sony (pronta all&#8217;operazione) e Samsung (con scarse possibilità di successo essendo coreana). A questi importanti pretendenti, si è aggiunto di recente Terumo, piccolo azionista di Olympus che opera nel settore medicale. (Nell&#8217;archivio news la complessa storia della vicenda).</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex</p>
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		<title>Kodak dice addio alle fotocamere</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 12:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Eastman Kodak ha comunicato oggi di aver deciso di &#8220;uscire dal mercato dei dispositivi di capture&#8221; ovvero di sospendere la vendita di  fotocamere digitali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6412" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/kodakNo.1small.jpg" rel="lightbox[6409]"><img class="size-medium wp-image-6412 " title="kodakNo.1small" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/kodakNo.1small-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">La Kodak No. 1 del 1888...</p></div>
<p>La Eastman Kodak ha comunicato oggi di aver deciso di &#8220;uscire dal mercato dei dispositivi di capture&#8221; ovvero di sospendere la vendita di  fotocamere digitali, videocamere tascabili e cornici digitali entro il primo semestre dell&#8217;anno. Kodak che, da poche settimane, è in amministrazione controllata nel tentativo di risanare e riorganizzare l&#8217;attività, ha dunque fatto una mossa che le consentirà di risparmiare circa 100 milioni di dollari l&#8217;anno, spendendone 30 milioni per chiudere contratti e per i licenziamenti. Vengono così tagliati quelli che oggi sono diventati rami secchi a 124 anni dal lancio della prima fotocamera portatile per dilettanti, la Kodak No. 1. La casa aveva già annunciato il programma di dividere l&#8217;azienda in due divisioni, consumer e commerciale (stampa professionale, pellicola cinematografica e per arti grafiche), per meglio concentrare la propria azione nelle aree che restano importanti e produttive. Resta così attivo il settore delle stampanti inkjet, dei photo-kiosk, delle pellicole e delle batterie. Kodak Italia ha confermato l&#8217;impegno per il rispetto dell&#8217;assistenza e delle garanzie.</p>
<div id="attachment_6411" class="wp-caption alignright" style="width: 190px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: right;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/kodak-n.-1bissmall.jpg" rel="lightbox[6409]"><img class="size-medium wp-image-6411" title="kodak n. 1bissmall" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/kodak-n.-1bissmall-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">...e le sue istruzioni.</p></div>
<p>L&#8217;uscita dal settore fotocamere non è avvenuta a sorpresa perché già ai primi di gennaio alcuni produttori di fotocamere per conto terzi di Taiwan, si attendevano con preoccupazione una forte riduzione degli ordini da parte di Kodak. Ad eccezione delle prime versioni professionali, Kodak non ha mai prodotto in  casa le compatte digitali. Due anni fa aveva ceduto in licenza il tutto  alla Flextronix di Singapore che, però, se ne disfece in poco tempo. Cinque anni fa Taiwan produceva 10-12 milioni di unità marcate Kodak, nel 2008 le vendite erano scese a 7 milioni mentre nel 2011, con soli 3.6 milioni, il mercato aveva emesso una sentenza piuttosto chiara. Il mercato delle cornici digitali era partito bene nel 2007, ma poi la concorrenza del prodotto cinese a basso prezzo ha determinato un crollo di vendite ed un magazzino pieno di invenduto. Ora, la casa gialla pensa di dare nuovamente in licenza il marchio ad aziende commerciali che vogliano distribuire fotocamere digitali con lo storico emblema.</p>
<p>A differenza di quando Kodak annunciò la fine dei suoi famosi proiettori Carousel, l&#8217;abbandono della carta bianconero, per non parlare del Kodachrome, quest&#8217;ultima notizia non ha destato lo stesso clamore o la stessa indignazione.</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex</p>
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		<title>Pentax ingloba le fotocamere Ricoh</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 12:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal prossimo primo aprile, inizio dell&#8217;anno fiscale giapponese, la Pentax Ricoh Imaging, società costituita da Ricoh al momento  dell&#8217;acquisizione di Pentax lo scorso ottobre, gestirà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6406" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px;  border: 1px solid #dddddd; background-color: #f3f3f3; padding-top: 4px; margin: 10px; text-align:center; float: left;"><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/pentax645.jpg" rel="lightbox[6405]"><img class="size-medium wp-image-6406" title="pentax645" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/pentax645-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a><p style=' padding: 0 4px 5px; margin: 0;'  class="wp-caption-text">La Pentax 645 digitale premiata da TIPA.</p></div>
<p>Dal prossimo primo aprile, inizio dell&#8217;anno fiscale giapponese, la Pentax Ricoh Imaging, società costituita da Ricoh al momento  dell&#8217;acquisizione di Pentax lo scorso ottobre, gestirà l&#8217;intero business consumer. Dalla progettazione e sviluppo delle gamme Pentax e Ricoh alla loro commercializzazione. La divisione Ricoh Personal Multimedia Product invece, responsabile della progettazione e commercializzazione delle fotocamere, concentrerà la sua attività nel mondo professionale con sistemi di sicurezza e sorveglianza e imaging solutions. Uno dei motivi dell&#8217;acquisizione di Pentax, oltre alla valutazione positiva delle possibilità di crescita del marchio, era quello di disporre di tecnologia ottica da applicare ai sistemi di sicurezza. Per il rilancio del marchio, la nuova società ha riassunto progettisti ed ingegneri della vecchia Pentax. Il comunicato non chiarisce se il marchio Ricoh verrà ancora utilizzato per le fotocamere o se non sarà invece riservato ai prodotti cosiddetti B2B.</p>
<p>© 2012 Editrice Reflex</p>
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		<title>OM-D, l&#8217;Olympus dal rassicurante design</title>
		<link>http://www.reflex.it/news/2012/02/om-d-lolympus-dal-rassicurante-design/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 06:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle caratteristiche della storia di Olympus è stata quella di essere innovativa. Nel senso vero, non pubblicitario della parola. Fu innovativa quando lanciò esattamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/OMD_best_s+lens-b.jpg" rel="lightbox[6393]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6394" title="OMD_best_s+lens-b" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/OMD_best_s+lens-b-300x256.jpg" alt="" width="180" height="154" /></a>Una delle caratteristiche della storia di Olympus è stata quella di essere innovativa. Nel senso vero, non pubblicitario della parola. Fu innovativa quando lanciò esattamente 40 anni fa la M-1, poi diventata OM-1 per le rimostranze della Leica titolare della lettera M che identifica le sue fotocamere a telemetro. Fu innovativa nel 1975 con il sistema di esposizione automatica TTL con il flash (pare fosse un brevetto Minolta) e poi nel 1979 con la compatta 35mm XA &#8220;ovetto&#8221; che aprì la strada ad un design del tutto originale. Fu innovativa, ma per forza di cose, con le sue reflex IS dotate di super-zoom fisso quando nel 1986 fallì l&#8217;introduzione dell&#8217;autofocus nelle reflex 35mm. Fece un errore, ma in qualche modo vi fu portata per la ridotta capacità di investimento del momento. Di recente, è stata innovativa con il sistema LiveView apparso sulla reflex E-300 del 2006.</p>
<p>Oggi, con la OM-D per il formato Micro Quattro Terzi, a parte il contenuto puramente tecnico, la casa &#8220;innova&#8221; rispolverando il design di una delle reflex 35mm più amate. Apparirà riduttivo, ma è forse proprio il richiamo analogico la caratteristica più rilevante di questo modello. Ed è su questo design che Olympus gioca oggi una delle sue carte più importanti.</p>
<p>Come evidente, la OM-D è dotata di un mirino elettronico da 1,44 milioni di punti che consente la gestione delle alte luci e delle ombre (ca<a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/PEN_OMD_back1.jpg" rel="lightbox[6393]"><img style=' float: right; padding: 4px; margin: 0 0 2px 7px;'  class="alignright size-medium wp-image-6397" title="PEN_OMD_back" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/PEN_OMD_back1-300x177.jpg" alt="" width="210" height="124" /></a>ratteristica delle OM-3 e OM-4 analogiche). Mirino che permette anche di visualizzare gli effetti dei diversi filtri Art così cari a Olympus mostrando il 100% dell&#8217;area inquadrata dall&#8217;obiettivo. Da verificare l&#8217;alta velocità di refresh dell&#8217;immagine di cui parla il comunicato, ciò che consentirebbe una visione senza incertezze. Sempre a proposito d&#8217;inquadratura, il display posteriore touch-screen Oled da 3 pollici per 610.000 punti, è inclinabile e permette la selezione del punto di messa a fuoco e lo scatto dell&#8217;otturatore (già proposto dalle cugine Lumix).</p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/PEN_OMD_top.jpg" rel="lightbox[6393]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6396" title="PEN_OMD_top" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/PEN_OMD_top-300x139.jpg" alt="" width="210" height="97" /></a>Il sensore LiveMOS da 16,1 MP con processore TruePic VI spinge la sensibilità a 25.600 ISO e promette scarso rumore, migliore definizione ed eliminazione del  rischio moirè. A sostenere la definizione anche il sistema di stabilizzazione IS a 5 assi. L&#8217;autofocus FAST con tracking 3D, già collaudato sulla Pen E-P3, appare ancora più veloce per riprese in sequenza fino a 4,2 fotogrammi al secondo. Non manca la funzione video Full-HD con autonomia di 29 minuti. La OM-D, telaio in lega di magnesio e corpo tropicalizzato, sarà disponibile dal prossimo aprile in versione solo corpo o in kit con lo Zuiko 12-50mm. In programma, un 75mm f/1.8 ed un macro 60mm f/2,8. La fotocamera può montare tutti gli obiettivi Micro Quattro Terzi e quelli della serie Quattro Terzi con adattatore.</p>
<p><em> © 2012 &#8211; Editrice Reflex</em></p>
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		<title>In arrivo tante nuove compatte Canon</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giornata ricca di annunci quella di oggi per Canon: dopo i tre nuovi obiettivi professionali ecco tante novità che vanno ad arricchire la gamma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/BLUE_POWERSHOT-D20_FSL.jpg" rel="lightbox[6379]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6380" title="BLUE_POWERSHOT D20_FSL" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/BLUE_POWERSHOT-D20_FSL-300x200.jpg" alt="" width="234" height="156" /></a>Una giornata ricca di annunci quella di oggi per Canon: dopo i tre <a title="news obiettivi canon" href="http://www.reflex.it/news/2012/02/tre-obiettivi-professionali-da-canon/" target="_blank">nuovi obiettivi professionali</a> ecco tante novità che vanno ad arricchire la gamma di fotocamere compatte della casa. C&#8217;è una soluzione per tutti, da chi voglia portarsi con se la fotocamera compatta in mare o in alta montagna, da chi invece si accontenta di una linea alla moda ma anche per chi invece cerca qualità in poco spazio.</p>
<p>Dopo la D10, che è stata la prima compatta digitale della casa ad essere impermeabile e resistente agli urti, ecco la <a title="Canon D20" href="http://www.canon.it/For_Home/Product_Finder/Cameras/Digital_Camera/PowerShot/PowerShot_D20/" target="_blank">Canon PowerShot D20</a> costruita intorno al sensore CMos da 12,1 milioni di pixel e processore d&#8217;immagine Digic 4 ed al HS System di Canon. Questa compatta può essere immersa fino a 10 metri di profondità, ha un funzionamento garantito fino a temperature che toccano i -10°C e resiste a cadute fino ad 1,5 metri di altezza. Lo zoom di cui è dotata è un 5x che parte dalla focale grandangolare di 28mm e che è dotato del sistema di stabilizzazione Intelligent IS, che seleziona le impostazioni adeguate alla scena scegliendo tra sette modalità diverse. Non può mancare il video in alta risoluzione (1080p) ed essendo una compatta adatte alle escursioni di tutti i tipi è anche dotata di un sistema GPS, grazie al quale è possibile tenere traccia dei propri percorsi rendendoli disponibili ad altri utilizzando il software in dotazione Map Utility o attraverso Google Earth, o utilizzare la funzione tagging GPS o quella di GPS Logger a basso consumo energetico. Inoltre, con la funzione Movie Digest è possibile creare dei video HD a 720p con le immagini della giornata. La nuova D20 sarà disponibile a partire dal mese di maggio la prezzo di 380 euro.</p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Powershot-SX240-HS_FSL_RED.jpg" rel="lightbox[6379]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6381" title="Powershot SX240 HS_FSL_RED" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Powershot-SX240-HS_FSL_RED-300x200.jpg" alt="" width="188" height="125" /></a>Canon ha poi presentato le PowerShot SX260 HS e SX240 HS: si tratta di due superzoom caratterizzate però anche da un ingombro minimo. Disponibili in vari colori queste nuove fotocamere hanno un obiettivo 20x con stabilizzatore ottico d&#8217;immagine (IS), sensore CMos da 12,1 megapixel e il processore di ultima generazione Digic 5. Sul retro sono dotate di un display LCD PureColor II G da 3 pollici di diagonale. Entrambe possono vantare ben 58 diverse modalità scena oltre alla possibilità di scattare in modalità manuale, ripresa video full-HD e si differenziano per un solo particolare: il modello SX260 HS è dotato anche di dispositivo GPS. Entrambe saranno sul mercato dal prossimo marzo a 360 euro la SX260 HS e a 330 euro la SX240 HS. <a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Powershot-SX260-HS_TOP_BLACK.jpg" rel="lightbox[6379]"><img style=' float: right; padding: 4px; margin: 0 0 2px 7px;'  class="alignright size-medium wp-image-6382" title="Powershot SX260 HS_TOP_BLACK" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/Powershot-SX260-HS_TOP_BLACK-300x200.jpg" alt="" width="214" height="136" /></a></p>
<p>La famiglia PowerShot, infine, si amplia grazie a sei nuovi modelli serie A: A810, A1300, A2300, A2400 IS, A3400 IS e A4000 IS. Le prime due sono le più facili, per chi è proprio alle prime armi, mentre le A2300 IS e 2400 IS sono un gradino sopra offrendo in un corpo molto sottile video ad alta definizione anche di notte. Di fascia superiore invece gli ultimi due modelli: la A3400 IS si distingue in particolare per essere la prima fotocamera della serie A ad avere un monitor flessibile e touch screen da 3 pollici di diagonale; la A4000 IS, invece, è caratterizzato da un potente zoom ottico 8x. Tutte queste sei nuove PowerShot hanno un sensore da 16 megapixel. La nuova gamma di fotocamere PowerShot A verrà introdotta sul mercato gradualmente a partire da febbraio ed entro il mese di aprile.</p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/BLUE-IXUS-240-HS-FSL_VERT.jpg" rel="lightbox[6379]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6383" title="BLUE IXUS 240 HS  FSL_VERT" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/BLUE-IXUS-240-HS-FSL_VERT-200x300.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/WHITE_IXUS-510-HS_BCK.jpg" rel="lightbox[6379]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="size-medium wp-image-6384 alignleft" title="WHITE_IXUS 510 HS_BCK" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/WHITE_IXUS-510-HS_BCK-300x200.jpg" alt="" width="273" height="182" /></a>Canon chiude il cerchio delle novità per la famiglia delle compatte con due nuove IXUS, le 510 HS e 240 HS. Entrambe sono dotate di schermo touch screen e di nuove funzionalità wi-fi per condividere in tempo reale i propri scatti. La IXUS 510 HS in meno di 20mm di spessore nasconde un potente zoom 12x che parte da 28mm, mentre la IXUS 240 HS è dotata di un obiettivo zoom 5x che però parte dalla lunghezza focale grandangolare di 24mm. Le due nuove IXUS possono, però, aumentare la potenza dello zoom grazie alla tecnologia ZoomPlus Canon che consente di estendere lo zoom della 510 HS fino a 21x e quello della 240 HS fino ad un ingrandimento di 10x. Entrambe possono contare sul HS System di Canon, una configurazione che coniuga i sensori CMos ad alta risoluzione e sensibilità con la nuova generazione di processori DIGIC 5: la 510 HS offre una risoluzione pari a 10,1 milioni di pixel, mentre la 240 HS pari a 16,1 milioni di pixel. La IXUS 510 IHS sarà disponibile da aprile al prezzo di 380 euro, mentre la IXUS 240 HS sarà sul mercato sin da marzo al prezzo suggerito al pubblico di 310 euro.</p>
<p>© 2012 &#8211; Editrice Reflex</p>
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		<title>Finalmente arriva la D800; in due versioni!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Forti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Nikon D700 è stata, e lo è ancora dopo anni, una fotocamera di riferimento nel panorama degli apparecchi reflex  digitali. Nata nel 2008, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/D800_24_120_front.jpeg" rel="lightbox[6369]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6370" title="D800_24_120_front" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/D800_24_120_front-300x252.jpg" alt="" width="212" height="178" /></a>La Nikon D700 è stata, e lo è ancora dopo anni, una fotocamera di riferimento nel panorama degli apparecchi reflex  digitali. Nata nel 2008, si è rapidamente imposta nel mondo della fotografia professionale e non solo, per la sobrietà e razionalità delle soluzioni adottate, ad esempio il sensore di soli 12 megapixel ma a pieno formato che le permettono di fornire ad una resa eccellente in qualsiasi condizione di ripresa, in particolare alle basse illuminazioni. La D700 è nota infatti per le sue immagini prive di rumore e dotate di grande dettaglio anche se scattate alle sensibilità Iso più elevate. Sostituire un apparecchio del genere, strumento quotidiano di molti fotografi professionisti e sogno (a volte realizzato) di ogni fotoamatore targato Nikon, non è certo facile. Eppure la Nikon lo fa ed oltretutto seguendo una strada opposta a quella che aveva generato la D700. Se questa, infatti, era una tra le reflex con il minor numero di pixel nella sua categoria, la nuova reflex Nikon D800, che viene lanciata oggi è la fotocamera con il maggior numero di pixel di tutta la categoria reflex. Essa è dotata, infatti di un sensore CMos a pieno formato con ben 36 milioni di pixel, un valore triplicato rispetto a quello della D700 ed è inoltre disponibile in due versioni, una semplicemente denominata D800 e l’altra D800E che si differenzia dalla prima per una soluzione molto particolare, della quale parliamo in seguito, destinata ad aumentare ancor di più la già presumibilmente elevata risoluzione d’immagine. I 36 megapixel, a detta di Nikon, aprono nuovi orizzonti di impiego alla D800 la quale è in grado di rivaleggiare quanto a prestazioni, con le migliori attrezzature da studio.</p>
<p>Della D800 si parlava già parecchio, specie in Internet; il fatto che potesse avere un sensore con più di 30 megapixel era stato considerato da molti una sciocchezza nata nei sogni di appassionati ed addetti ai lavori. E, invece, la D800 rappresenta il nuovo riferimento, e non solo in termini di risoluzione, per il settore reflex.</p>
<p style="text-align: center;"><img style=' display: block; margin-right: auto; margin-left: auto;'  class="aligncenter size-full wp-image-6371" title="D800" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/D800.jpg" alt="" width="515" height="181" /></p>
<p>Le caratteristiche raccontano di un apparecchio costruito interamente in magnesio e quindi anche più leggero della precedente D700 con un design  più moderno e forme più arrotondate. Spiccata l’impronta multimediale, come vuole la nuova moda degli apparecchi fotografici professionali i quali devono essere in grado di realizzare eccellenti filmati oltre che immagini fisse grazie alla risoluzione 1080p, alla possibilità di lavorare anche nel video in modalità manuale ed all’uscita HDMI in formato non compresso. Il sistema esposimetrico è affidato all’ultima generazione Matrix 3D Color Metering III in grado di riconoscere le scene fotografate, mentre l’autofocus è una nuova versione di quello a 51 punti di rilevazione, già impiegato in altre reflex Nikon, che dovrebbe assicurare una ottima tracciabilità del fuoco anche per soggetti in movimento e non al centro dell’inquadratura. Inoltre il sistema autofocus è in grado di lavorare fino a -2 EV e dovrebbe essere quindi estremamente veloce ed affidabile anche in scarsa luce ambiente. A valle del sensore troviamo un processore d’immagine Expeed 3 in grado di elaborare al meglio la enorme mole di dati generati da ogni scatto; la gamma Iso va da 100 a 6400 ma può essere espansa fino a 25600 ed il rumore d’immagine, sempre a detta di Nikon, è estremamente contenuto anche agli alti valori Iso. Molto pronta la risposta dell’apparecchio alla pressione del pulsante di scatto, mentre la cadenza di ripresa può arrivare a 4 foto al secondo che diventano 6 quando si monta lo speciale Battery Pack opzionale MB-D12. Presente anche un collegamento ad alta velocità con il computer tramite presa USB 3.0. Gli slot per le schede di memoria sono due, uno standard CompactFlash e l’altro SD. Da citare anche il flash incorporato e l’otturatore garantito per 200.000 scatti.</p>
<p><a href="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/D800E_24_120_front.jpeg" rel="lightbox[6369]"><img style=' float: left; padding: 4px; margin: 0 7px 2px 0;'  class="alignleft size-medium wp-image-6372" title="D800E_24_120_front" src="http://www.reflex.it/wp-content/uploads/2012/02/D800E_24_120_front-300x252.jpg" alt="" width="191" height="161" /></a>La versione D800E si differenzia dalla prima per la mancanza, davanti al sensore, del filtro passa basso che normalmente previene la formazione di moirè e disturbi, specie nelle immagini dotate di trame sottili. L’eliminazione di questo filtro finora realizzata in modo artigianale da qualche appassionato, aumenta in modo sensibile l’effettiva nitidezza del sensore dando luogo ad immagini che, a detta di Nikon, sembrano realizzate con apparecchi digitali della categoria superiore. Per evitare il rischio di moirè basta scattare in Raw ed affidare le foto al software Capture NX2 dotato proprio di uno specifico filtro che elimina questo tipo di disturbo dall’immagine finale. Non si conosce ancora quando le due D800 saranno disponibili in Italia ma si parla di aprile. La versione base dovrebbe costare meno di 3000 euro solo corpo, la D800E circa 300 euro in più. Per uteriori info visitate il sito <a title="nital" href="http://www.nital.it/" target="_blank">www.nital.it</a></p>
<p>© 2012 &#8211; Editrice Reflex</p>
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