Editoriale. Maggio 2016

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Non se ne era mai andata, ma un bel po’ di smalto l’aveva perso. Hasselblad, regina delle fotocamere medio formato per almeno tre decenni è passata alla tecnologia digitale con la H1D del 2002 realizzata con Fujifilm e predisposta per il dorso digitale Kodak Pro Back 645H da 16MP (11.000 dollari). A parte il costo molto elevato e le limitazioni dei primi dorsi digitali, nel mondo professionale la nuova serie Hasselblad si trovò a competere con le reflex digitali mentre quel mercato amatoriale che ne aveva fatto la fortuna, non sembrò gradire l’evoluzione tecnologica che metteva in ombra la leggenda di uno strumento eccellente per la sua disarmante semplicità.
Dal 1976 quando Hasselblad AB fu ceduta ad un fondo svedese al 2011 quando sarà rilevata da Ventizz Capital, l’azienda è passata di mano cinque volte, ogni volta per ripartire con nuove strategie. La vera follia data Photokina 2012, allora il Ceo Larry Hansen lasciò tutti inorriditi all’idea di una linea di fotocamere compatte per entrare nel mondo del lusso dove Leica stava facendo dei bei risultati. Come? Carrozzando con legni pregiati e raffinate pelli un’anzianotta Sony NEX-7. Due anni dopo, Hansen viene sostituito ad interim dal Ceo Ian Rawcliffee, mentre il design center italiano che aveva lavorato al make-up delle Lunar e Stellar (richiamo all’usurata avventura spaziale) viene chiuso.
A gennaio dello scorso anno, il timone passa a Perry Oosting. Il quale, nonostante un passato professionale fatto di Bulgari, Prada, Gucci e Vertun, si dedica a riordinare l’azienda e a disegnare un futuro ispirato alle radici della fotografia e del marchio come professione, arte, passione e creatività con un particolare occhio ai giovani. Sappiamo che questa è una sfida difficile, perché anche se appassionati il più delle volte i giovani sono squattrinati, ma Oosting li vuole riconquistare. Il modo di avvicinare quelli che possono, sta nel rivitalizzare la serie V, ovvero le Hasselblad analogiche per le quali due anni fa fu realizzato in stile il dorso digitale dedicato CFV-50c. Per lavorare, però, al prezzo stracciato di una Hasselblad 500 usata, occorre aggiungere 7/8000 euro per il dorso. Ma non è detto che le cose non possano cambiare…

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