Editoriale. Giugno 2016

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The 50 Most Influential Gadgets of All Time. Con questo impegnativo titolo lo scorso 3 maggio l’edizione online di Time ha elencato “i 50 più influenti oggetti d’ogni tempo” ovvero le “tecnologie che hanno cambiato per sempre il modo in cui viviamo, lavoriamo o giochiamo”.
Porsi il problema di citare 50 tra i “gadget of all time” che ci hanno cambiato la vita dalla notte dei tempi, è un progetto più che ambizioso. Per il quale, visto il periodo temporale del titolo, non dovrebbero mancare la leva, la ruota, il motore a vapore, l’elettricità e l’automobile, mentre e per fortuna, non ci hanno ancora cambiato la vita né i Google Glass, né l’Oculus Rift per la virtual reality in lista.
La memoria tecnologica di questa ricerca non va oltre il grammofono Victrola del 1877, infatti il grosso della scelta è focalizzato più che altro sulla gadgetteria contemporanea, come se il termine tecnologia valesse solo per il mondo dell’elettronica. Giusto citare la Regency, la prima radiolina a transistor di Texas Instruments (1954), il Commodore 64 (1982) piuttosto che il cellulare Motorola Dynatac, il Macintosh del 1984 e il Palm Pilot, primo palmare del 1996. Doveroso ed in tema con la tesi, ricordare il Game Boy, la Play Station e via dicendo fino all’iPhone.
Tra i 50 di Time ci sono due rappresentanti della fotografia come le fotocamere Brownie del 1900 di Kodak e la Polaroid OneStep. Prodotti che hanno consentito a due tecnologie di diventare popolari in tempi diversi. Si nota tuttavia l’assenza della Mavica di Sony (1981), prima fotocamera senza pellicola e quindi rappresentante della terza tecnologia della fotografia.
Citare la OneStep del 1977 è quasi perfetto, ma se al suo posto viene pubblicata la fotografia della Polaroid Image di 9 anni dopo, l’errore è blu. Mentre la fotografia del gruppo di Brownie è accettabile come citazione, nel caso di Polaroid il modello più adeguato sarebbe stato la popolarissima Swinger 20 ($19,95, 1965) se non proprio la Model 95 la prima a sviluppo immediato annunciata da Erwin H. Land nel 1948. Il bello è che questo errore non è il solo. Per mia curiosità ho verificato che anche le fotografie del lettore DVD Toshiba, della macchina per scrivere IBM Selectric I e del videoregistratore Philips non corrispondono ai modelli citati, i primi della serie, ma a versioni molto posteriori…

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