Editoriale. Agosto 2016

Editoriale_0816

Se c’è una cosa che tradizionalmente non è mai cambiata nel settore della fotografia è la guerra dei prezzi. Negli anni Sessanta, quando alcuni giovani imprenditori in tutta Europa scoprono la via del Giappone, per le grandi case tedesche e per i loro distributori le cose cominciano a cambiare. Mentre queste imponevano un prezzo di listino fisso che non consentiva ai rivenditori di fare troppi sconti ai clienti, i giovani si mostrarono più aggressivi. In Italia, i listini furono gonfiati per praticare sconti del 50% ai negozianti che rivendevano il made-in-Japan a prezzi ribassati del 35-40% sul listino ufficiale.
Con il successo dei marchi giapponesi, però, nasce un terzo mercato, quello del contrabbando tanto per chiamarlo con il suo nome, che fornisce sottobanco fotocamere e obiettivi provenienti con sigarette e cioccolata dalla Svizzera. La piazza migliore è Milano dove, nome a caso, su dieci Nikon F vendute solo 2 o 3 sono di regolare importazione e godono di garanzia ufficiale. Anche Roma fa i suoi affari. Mentre il prodotto ufficiale si acquista con uno sconto minimo del 30% sul listino, al mercato nero lo sconto arriva al 50%. Un fenomeno che dura una ventina d’anni senza eccessivi rischi, a parte la furia degli importatori ufficiali.
Nel 1977, il governo bussa a cassa e l’Iva sulle fotocamere viene portata al 35%, restando al 14% sugli obiettivi. Secondo voi, quanto ci volle perché il prezzo degli obiettivi esplodesse e quello di una buona reflex crollasse a livello di una compattina di plastica? O perché il mencato nero riprendesse fiato?
Fortunatamente, nel 1980 il governo Reviglio riporta l’Iva al 18%, ma a dicembre 1982 con il decretone 953 il governo Fanfani, impone su fotocamere, obiettivi, cineprese, proiettori, tv, radio, hi-fi, telecamere e videoregistratori una tassa erariale del 16% che, calcolata l’Iva, porta la tassazione al 50%! E mentre gli importatori sono costretti a spacchettare le confezioni per incollare un bollino sui prodotti, il contrabbando brinda.

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