Ciao Roma. Il Photoshow a Milano, ma nel 2015

Nonostante gli sforzi di Aif e Publifiere, l’edizione romana non si farà. Appuntamento a Milano nel 2015.

L’antica discussione sull’effettiva necessità di una fiera di settore, non ha mai portato ad una conclusione razionale, piuttosto alla solita soluzione di compromesso fra interessi diversi. Che innovare non sia cosa facile è verissimo, che l’evento abbia continuato a vivere come pura esposizione di prodotto o quasi, un fatto.

L’antica discussione sull’effettiva necessità di una fiera di settore, non ha mai portato ad una conclusione razionale, piuttosto alla solita soluzione di compromesso fra interessi diversi. Che innovare non sia cosa facile è verissimo, che l’evento abbia continuato a vivere come pura esposizione di prodotto o quasi, un fatto.

Era chiaro da diverse settimane che il programmato Photoshow di Roma non avrebbe avuto luogo. Dopo un anno negativo come il 2013, per molte aziende del settore investire denaro e tempo nella fiera non era la priorità. Oggi la cancellazione delI’edizione romana del Photoshow è ufficiale e l’appuntamento con prossima è rimandato all’aprile del 2015 nella Milano dell’Expo.

Dopo il fallimento di Publifiere a seguito dei risultati negativi dell’edizione milanese dello scorso anno, l’Associazione Italiana Foto & Digital Imaging (AIF) si è trovata nella necessità di trovare una soluzione alternativa dal punto di vista organizzativo e dell’offerta. Nonostante due aziende specializzate abbiano collaborato per proporre un’edizione romana anche con qualche nuova idea, le reazioni dei possibili espositori non sono state entusiastiche.
Alla fine, quando negli ultimi giorni anche le aziende maggiori hanno rivisto le loro posizioni, il progetto è naufragato. Così, salta l’edizione romana per la quale, in vista di un evento diverso, si era anche cercata una sede che non fosse quella Fiera di Roma che non è mai stata troppo amata in particolare per la mancanza di collegamenti efficienti.n

Per i ritardi nelle decisioni, la location alternativa non sarebbe stata più disponibile, tuttavia la Fiera di Roma si era riproposta con una certa buona volontà. Il risultato è che Roma ed il meridione avranno perso l’appuntamento con la fotografia per ben quattro anni. L’antica discussione sull’effettiva necessità di una fiera di settore, non ha mai portato ad una conclusione razionale, piuttosto alla solita soluzione di compromesso fra interessi diversi. Che innovare non sia cosa facile è verissimo, che l’evento abbia continuato a vivere come pura esposizione di prodotto o quasi, un fatto.

Oggi, quello che serve al mercato, e con urgenza, è il recupero culturale degli appassionati accompagnato da una qualche forte attrattiva per portare i neofiti digitali alla buona fotografia rubandoli per qualche ora ai social nertwork. La cosa più preoccupante, come si sente dire da più parti, è quella di costatare come il livello della conoscenza delle basi della fotografia non sia mai stato così basso tra il pubblico, e non solo del pubblico generico.
L’industria ha ben compreso che la tecnologia spinta al massimo dell’inutilità non ha mai pagato tanto che assistiamo ad una vera rivisitazione dei concetti classici della macchina fotografica. Un segnale che anche il commercio e quindi le fiere di settore dovrebbero considerare a fondo. In sostanza, se non recupera la sua cultura, anche un settore straordinario come il nostro è destinato a scomparire a vantaggio di una “fotografia precotta” fatta di app, telefonini, condivisioni, e beata ignoranza (gf)